Paola Pelino: La regina dei confetti


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di Solange

Persona di grande fascino e stile, la Senatrice Paola Pelino quando parla dell’impresa di famiglia non nasconde l’amore per l’azienda storica, esistente dal 1783. Del resto i confetti Pelino di Sulmona sono i “confetti” per antonomasia e conosciuti nel mondo. Sono molto ghiotto di confetto e per questo non ho potuto fare a meno di farle una telefonata. La signora Pelino è stata molto felice di invitarmi nella sua di Sulmona, dove mi ha accolto in compagnia del suo amico attore Franco Ray.

Solare, sempre elegante e con una grande passione per l’impegno sociale, Paola Pelino mi ha fatto visitare la sua casa: ho sentito un ambiente molto positivo. Qui Paola ha iniziato a raccontarmi dei suoi esordi. “Sulle orme di mio padre Olindo”, racconta Paola Pelino, “sono entrata nell’azienda di famiglia a 17 anni. Sono la prima donna della famiglia che ne abbia preso la guida. Per sei generazioni, infatti, ci sono stati sempre uomini. Mi sono prima occupata del settore vendite e creatività, spinta anche dalla mia passione per la moda. Poi, dopo 10 anni, ho avuto il placet per occuparmi del marketing, della comunicazione e delle pubbliche relazioni”. Un ruolo molto congeniale all’imprenditrice, che grazie alla sua affabilità e alle sue relazioni ha portato ovunque il marchio Pelino. Poi nel 2004 è arrivata la politica. “Ho scelto la politica”, spiega Paola Pelino, “per migliorare la vita delle persone, soprattutto delle fasce più deboli, e fare qualcosa di positivo per l’Abruzzo”. Nonostante i suoi molteplici impegni, riesce a trovare anche il tempo per la famiglia. “Il mio lavoro è di 18 ore al giorno”, spiega, “e a esserne penalizzata è la mia famiglia”. Ha due figlie Flavia, ormai già inserita nell’azienda di famiglia e destinata a seguire le orme della madre, ed Elvezia.

L’occasione è anche quella di fare una fisica nella storica fabbrica di Confetti, dove ci sono ancora gli antichi macchinari e un museo tutto dedicato all’arte e alla tecnologia confettiera. “Il confetto di Sulmona”, mi raconta la Senatrice, “trova le sue origini documentate alla fin del XV secolo con una ricetta originale e originaria di mandola e miele, allora non esisteva lo zucchero. Quando nel XIX secolo, nel 1850 circa, un tedesco estrasse lo zucchero dalla barbabietola, vennero prodotti confetti con un’anima di mandorla e ricoperti esclusivamente di zucchero bianco e, cioè senza l’intervento di amido, che schiarisce, o farina”. Qui ho avuto occasione di vedere e toccare un recipiente contenente dei confetti “cannellini” che erano in tasca al poeta Giacomo Leopardi: è noto che il poeta di Recanati era ghiotto di questi confetti prodotti sin dall’epoca dalla famiglia Pelino. Ho avuto delle sensazioni molto forti: a un certo punto ho sentito che il sommo poeta emanava positività in quei luoghi. A quel punto, la Senatrice presa da una simpatica curiosità, mi ha detto: “Tutti parlano di te, e della lettura della mano. Sono incuriosita….”. E le ho detto: “Senatrice sarò molto sincero: se ho sbagliato me lo dica”. A quel punto ho letto la sua mano sinistra: linea della vita lunghissima; il monte di venere molto carnoso, che indica una donna molto caparbia, testarda e intelligente, e che quando si pone un obiettivo lo raggiunge. Sulla mano ci sono molte insenature, aspetto che indica che è molto legata al suo primo lavoro, ovvero quello della fabbrica di famiglia, mentre la linea della saggezza è molto marcata, a conferma che è molto saggia: prima di fare una cosa riflette moltissimo. Paola Pelino si rivela una donna estremamente buona, molto attiva nel sociale e nell’aiutare le persone, ma senza per questo ricercare i riflettori. C’è poi la linea del successo, che attraversa tutta la mano: questo vuol dire che ci sono in movimento tante cose belle per quanto concerne la politica. Secondo me ha in mente di scrivere un libro, visto che prende molti appunti. Inoltre ha il senso del colore molto sviluppato: per lei i colori sono fondamentali, aspetto che mette in pratica sia nel look (sempre elegante e mai fuori posto), che nei fiori che adornano la sua casa (rose bianche). Il suo colore porta fortuna è il giallo. La pietra porta fortuna è il topazio screziato. Il giorno fortunato di ogni mese per lei è il giorno 3, soprattutto per quanto concerne la politica. Il mese fortunato invece è quello di giugno. Sulla mano ci sono anche tante piccole graticole, che significa che è una donna che prima di mettersi in movimento pondera perché vuole capire bene. Ama la serietà e la chiarezza.


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