02/23/2024
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Storie di radio: Francesco Acampora

di Silvia Giansanti –

Prosegue la nostra rubrica sulla storia della radiofonia in Italia attraverso i personaggi che ne hanno fatto parte sin dagli albori. Uno spazio per gli appassionati  di questo meraviglioso mezzo curata  da una professionista della radio di oggi e di ieri con quasi 40 anni di attività alle spalle. Proseguiamo questa avventura presentando un’altra voce importante…

La nostra rubrica, inaugurata di recente, permette di scoprire molte storie di un passato radiofonico che non esiste più, ma che ha lasciato il segno. Vuole essere un viaggio appassionante e un approfondimento tramite i personaggi che hanno creato la radio. Francesco Acampora è uno di questi. Nativo di Napoli, ma trasferito a Roma, proprio per via del mestiere più bello del mondo, quello del conduttore radiofonico. Ha avuto anche una permanenza a Bologna che lo ha formato molto musicalmente parlando. Cosa credete, anche lui era un ragazzo inesperto al microfono! E’ tramite la passione e l’esercitazione che molti sono poi diventati dei grandi. Non ha tardato a capire in epoca pionieristica, che quello sarebbe diventato il suo pane quotidiano. Dopo un passato glorioso, oggi è stato coinvolto in una nuova esperienza presso Rtl 102.5 Best.

Francesco hai iniziato nel lontano 1976.

“Sono nato come un appassionato di musica e avevo tanti vinili soprattutto rock. Un’estate, tornando dalle vacanze, ho improvvisamente scoperto il mondo della radio. Allora ascoltavo RAM 102 (Radio Antenna Musica), dove c’erano Emilio Levi, Antonella Giampaoli, Fabrizio Frizzi e altri. All’epoca c’era anche Laura Putti, che oggi è la corrispondente di Repubblica da Parigi e con la quale ho preso contatti via telefonica. Le avevo raccontato della mia passione per la musica e del fatto che possedevo molti vinili. Allora mi invitò a stilare una scaletta e ad andare in trasmissione da lei. Un’altra radio che seguivo era la storica Radio Luna dove c’era Cicciolina, ero un diciottenne con gli ormoni potenti. Un giorno hanno fatto un annuncio in cui cercavano dj e, armato di coraggio, mi sono presentato lì in sede per un provino. Ero impacciato in una situazione fantozziana, in quanto non avevo mai messo la bocca davanti ad un microfono in vita mia. Sono stato facilitato solo dal dono della voce. Mi hanno dato della ‘pippa’, ma con ampi margini di miglioramento. Radio Luna era una radio molto avanti e professionale, è stato il primo circuito radiofonico in Italia. Mi è stato proposto di fare dalle due alle quattro di notte. Certo, era improponibile con il liceo da frequentare in mezzo. Ho deciso così a giorni alterni di fare questa gavetta con molto sacrificio, finché sono stato spostato di giorno perché un collega era stato licenziato”.

Chi sono stati tuoi primi colleghi?

“Clelia Bendandi, Foxy John, Pino Toma e Cristiana Niro”.

Com’è avvenuto il passaggio in Rai?

“Nel 1979 Foxy John conduceva la mitica Hit Parade, dopo una pausa di qualche anno. Maurizio Riganti ha deciso così di riprenderla, affidando a Foxy la conduzione dei 45 giri. Non avendo ancora trovato il conduttore per i long playing, è stato proprio Foxy a farmelo sapere per un provino. E il posto è stato mio”.

Quando hai capito che sarebbe divenuto per te un lavoro a tutti gli effetti?

“Molto presto l’ho capito, soprattutto tramite l’esperienza in Rai, senza dimenticare che a Radio Luna prendevo bei soldi per essere giovane. Inoltre aggiungiamoci il fatto che ho iniziato a fare molte serate. Un grande meccanismo si era messo in moto. Ho dovuto persino lasciare altro. A pensare che sono stato instradato anche sulla carriera di attore ed ero anche partito bene”.

Quando hai capito invece che saresti entrato nella storia della radio?

“All’inizio ovviamente non ci avevo pensato, finché ad un certo punto mi hanno consegnato un premio importante. Inoltre ad un’indagine passata della Doxa, sono risultato essere una delle tre voci più famose d’Italia. Parliamo di un istituto importante di ricerche che c’era una volta. Da quel momento in poi ho preso coscienza del fatto”.

Un aneddoto ai tempi della Rai.

“Ho condotto la Hit Parade per ben due volte e pensavo che, visti gli ottimi risultati d’ascolto, avrei continuato. Invece mi ha chiamato il responsabile per dirmi che gli avevano imposto una persona, che ancora oggi conduce imperterrita su un network. E quindi ero rimasto con una mano davanti e una di dietro, come si dice. Mi sono opposto a questa decisione, ma Riganti mi ha comunque trovato una degna collocazione. Si trattava di un programma estivo in coppia, intitolato ‘Tutto il caldo minuto per minuto’ che ha riscosso un successo pazzesco, anche in virtù del fatto che avevo ospiti illustri a livelli massimi. Siamo arrivati nel cuore della gente, tanto che ci hanno fatto regali maestosi. E’ rimasto a bocca aperta persino Corrado Guerzoni, l’allora direttore della radio. Mi sono così reso conto della potenza del mezzo”.

Il fatto di avere qualche anno in più ti gratifica, visto che hai seguito da vicino l’evoluzione della radio?

“Certamente. E’ stato interessante vivere questa trasformazione. Abbiamo assistito ad un cambiamento che è servito a tutta un’organizzazione commerciale della radio. Sono nate molte figure intorno ad un programma, il tutto accompagnato da un’evoluzione tecnologica”. 

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