07/15/2024
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STORIE DI RADIO – Luigi Guida: “A 12 anni scoprii la radio ascoltando le cassettine che provenivano dall’America”

di Silvia Giansanti –

Un passato da dj in luoghi esclusivi e un inizio come tecnico e speaker nelle prime radio romane. Luigi Guida, per gli amici “Giggi”, è entrato a far parte di quella parte bella di storia radiofonica da raccontare

Classe 1960, anche lui fa parte di quella cerchia magica di conduttori radiofonici che hanno fatto la storia della radiofonia, proprio perché sono stati i primi a buttarsi in un mondo che stava cominciando a delinearsi, in un periodo in cui c’erano tante incertezze. Dal 1975, anno in cui Luigi debuttò al microfono, fino ad oggi, la radio ha fatto passi davvero notevoli. Ci vorrebbero capitoli a parte per raccontare tutta la sua evoluzione e intervistare quelli che ne hanno fatto parte. Luigi è molto amato non solo dagli ascoltatori, ma anche dalla gente del settore per via del suo carattere allegro e spontaneo. “Sono un cazzarone”, come si definisce lui stesso.
Luigi, hai avuto qualche ispirazione particolare che ti ha portato a provare a fare radio?
“Avevo dodici anni e ascoltavo dalle cassettine che provenivano dall’America, Robert W Morgan, il numero uno al mondo. Lì ho avuto una specie di fulminazione. La radio dove lavorava era KHJ LOS ANGELES. Negli anni ’60 aveva tutto un suo modo particolare di fare radio e non tutti lo capivano. Chiamava Los Angeles, Boss Angeles perché era una grande città. Inoltre non diceva Good Morning, bensì Good Morgan, giocando con il proprio cognome. Aveva personalità da vendere e ogni conduttore dovrebbe essere tale”.
Come sei entrato in una radio?
“All’epoca e ti parlo del 1975, la scuola era situata davanti ad una radio libera di quel periodo. Tutti quelli della mia età che marinavano la scuola come me, andavano chi in pineta, chi al mare e chi in sala giochi. Io invece senza rendermene conto, andavo a imparare un mestiere. Andavo a curiosare in quell’appartamento in cui risaltavano i pulsantini colorati del mixer. Mi sentivo dire ‘A regazzì vai a scuola’. A forza di insistere, iniziai come fonico, per poi approdare davanti al microfono per pura curiosità”.
Quale fu la tua prima radio?
“Radio Capitale International, che poi si trasformò in una radio politica. Nel frattempo divenni uno che parlava al microfono, sotto il nome attuale di Luigi Guida. Mentre quando ero in regia, ero Gino Moccia. Ti immagini un Luigi Guida che ringraziava Gino Moccia in regia? All’ascolto sembrava ci fosse uno staff, mi divertivo così”.
Dopo il cambiamento dove andasti?
“A lavorare per il circuito di Radio Luna dove c’erano grandi nomi come Foxy John, Francesco Acampora, la compianta Clelia Bendandi e tanti altri. Ero alla sezione di Ostia. Fu la radio che mi dette notorietà. Successivamente lavorai per Emme 100, altra radio piena di voci storiche. Fu un’avventura bellissima da cui partirono molte altre cose come ad esempio Top Italia Radio che poi divenne Tirradio. A seguire anche Centro Suono”.
Parallelamente svolgevi l’attività da dj?
“Sì, andavo e venivo con Cortina e la Sardegna e a volte ho dovuto rifiutare proposte importanti in radio proprio per questo motivo. Comunque con la radio e le serate si era creato tutto un indotto”.
Hai avuto qualche esperienza particolare con qualche collega?
“Sì con Anna Pettinelli che ho conosciuto nel circuito Top Italia Radio e che già conduceva in tv ‘Discoring’. Con lei feci molte serate sparse ovunque. Lei presentava e io mixavo. Fui ospitato dalla Pettinelli a ‘Discoring’ per presentare il mio disco”.
Hai lavorato in radio in modo continuato o hai conosciuto pause?
“Mi sono fermato volutamente un po’ per noia. E’ stata ciclica la cosa. Soprattutto al giorno d’oggi, mi sento ingabbiato a rispettare tutte le regole imposte. Sono per la radio libera di un tempo, è più forte di me”.
Quindi se arrivasse un grande network e ti facesse una proposta?
“Ci farei un pensierino, è ovvio, ma mi priverebbe della libertà al microfono e della scelta dei pezzi musicali”.
E’ per questo motivo che ti sei buttato sulla web radio?
“Sì. L’ho costituita insieme a Marco Berti che è nel ramo informatico e al quale insegnai a fare il dj all’epoca. Wave mi dà molte soddisfazioni e un modesto riscontro. La radio che mi piace fare, senza paletti. Sogno una radio in fm così, in cui puoi scegliere un brano o salutare qualcuno”.
Il segreto del tuo successo?
“Sono un grande cazzaro, uno a cui piace regalare sorrisi alla gente sommersa dai problemi. Uno che cerca di essere molto vicino alla gente”.

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