06/23/2024
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Vincenzo Bocciarelli: “Consiglio ai giovani di stordirsi di bellezza”

di Silvia Giansanti –

Teatro, film e fiction sono i suoi cavalli di battaglia. Vincenzo è pronto a tornare in un cast internazionale nel film “The Race of Love”. Continua a portare in giro per l’Italia spettacoli degni di nota

I suoi continui richiami con il passato lo hanno fatto avvicinare al mondo della recitazione. Ha sempre sentito un grande bisogno di viaggiare sia a livello mentale che a livello fisico, per scoprire ed esplorare luoghi sconosciuti. Rimane incantato davanti alla storia degli Etruschi, un popolo misterioso che andava a caccia con gli strumenti musicali. Variare è il suo motto e nuotare nel mondo è in pratica il suo stile di vita. Vincenzo Bocciarelli è presente ovunque si respiri aria di mistero, di storia e di cultura. Raccontare ciò che ha compiuto in tutti questi anni di attività non è impresa facile. Ciò che colpisce dell’artista è la sua affabilità. 

Vincenzo, il numero 2 è ricorrente nella tua data di nascita. Ti ha portato fortuna nella vita?

“Sì, molte volte è capitato il numero due nelle stanze degli alberghi per motivi importanti di lavoro”.

Qual è stato il gancio che hai avuto con il mondo dello spettacolo?

“Devo tutto al teatro, che è la mia formazione base. Ho frequentato il piccolo Teatro di Siena e ho vinto una borsa di studio in Accademia a Palmi in Calabria. Ho fatto anche i corsi al piccolo Teatro di Milano dal 1990 al 1993, anno in cui mi sono diplomato. Avendo validi studi alle spalle, mi sono così buttato in questo mondo”.

Cosa rappresenta per te il teatro?

“Il feto dal quale sono uscito. Già da ragazzino ho sentito impellente in me il bisogno di dare corpo alle emozioni e alle parole”.

Quindi l’arte ha sempre albergato in te.

“Ricordo un episodio che risale ai tempi delle scuole. Studiavo la Divina Commedia nelle campagne senesi. Qui sono cresciuto a pochi metri dal torrente Arbia, dove  mi  bagnavo in quelle acque dantesche. Mi richiamano alla mente la sanguinosa battaglia di Montiaperti tra Guelfi e Ghibellini che colorò il torrente di rosso. Si narra che ogni 4 settembre, quando ricorre l’anniversario della battaglia, si odono nell’aria le urla dei combattenti. Ecco, tutto questo mondo magnifico appartenente al passato, ha stimolato in me il desiderio di dare corpo alle parole. Sentirmi protagonista di questi racconti. Sono cresciuto in una casa antica che sembrava proprio il set di un film storico. Tutto questo per dire che il primo approccio con il teatro classico è avvenuto studiando Dante. Il compito principale dell’interprete è quello di restituire al pubblico la chiave di accesso alla decodificazione dei testi, delle parole e del pensiero dell’autore. Ovviamente si aggiunge la propria anima, ci metti del tuo. Amo l’uso della voce e in questo settore mi muovo su più fronti. Il compito è quello di trasportare il pubblico in altri mondi. Tutto questo mi ha sempre affascinato”.

A proposito di gioventù, cosa vorresti dire ai giovani?

“Piuttosto che cercare l’assoluto in sostanze artificiali o in stordimenti distruttivi, dovrebbero stordirsi di bellezza. Visitare un museo è pari ad una dose di un nettare afrodisiaco che porta altrove. Non dimentichiamoci che gli antichi greci con i riti eleusini cercavano nello stordimento il contatto con il divino. Secondo me si può trovare tutto ciò restando assorti davanti ad un’opera d’arte”

Sei stato definito ‘un acrobata dell’anima’. Cosa significa?

“Sono stato così chiamato da un gruppo di seguaci, i cosiddetti ‘bocciarelliani’ che seguivano le mie dirette durante il lockdown tramite il ‘Bocciarelli Home Theatre’. Ho cercato così di accompagnare il pubblico in quei momenti bui attraverso le parole d’autore: una comunicazione fatta di consigli, di battute, di momenti di riflessione e ancora lettura di poesie e di brani teatrali. Il mio pubblico, che mi segue dagli anni ’90 nelle fiction e nei film, è sempre stato fedele. Inoltre mi è stato chiesto da un editore di raccontare questa esperienza di creatività ed umanità ed è nato ‘Sulle ali dell’arte’”. 

Che spettacolo hai in programma?

“Tra le varie cose che ho in programma, spicca lo spettacolo ‘Volando nei cieli d’Italia sulle ali dell’arte’ che approderà a Roma l’8 luglio all’isola Tiberina. Ha già debuttato con successo a Ventimiglia al Museo del Mare il 7 maggio scorso. Il tutto facente parte della rassegna prestigiosa ‘Primavera che spettacolo’ . Continuerò a portare in giro questo spettacolo per il 2023 e oltre visto che è una mia creazione, prodotta dalla Compagnia Teatro Elios, presieduta da Virginia Consoli. E’ importante fare arte, fare teatro, essendo vicino al sociale e dando una mano ai bisognosi”.

Sei stato ingaggiato per qualcosa di importante?

“Sì, per una nuova produzione internazionale”The Race of Love”. Inoltre ho realizzato un altro film che però è rimasto incompiuto a causa della pandemia. Ce n’è anche un altro che devo portare a termine intitolato ‘Professor Dinkan’ con grandi attori indiani. Dopo un po’ di tempo si torna anche a fare finalmente un po’ di fiction. Ci si muove a 360 gradi”.

CHI E’ VINCENZO BOCCIARELLI

E’ nato a Bozzolo (Mantova) il 22 febbraio del 1972 sotto il segno dei Pesci con ascendente Leone. Caratterialmente si definisce poliedrico, colorato e ottimista. Ama mangiare i carciofi in tutti i modi, il cioccolato e l’avena. Tifa per la Roma. Ha l’hobby della storia antica e appena può si reca a visitare le aree archeologiche. Nutre passione per la filologia che studia l’origine delle lingue. Il 2004 è stato l’anno fortunato della sua vita per via del suo exploit e il 2022 per i prestigiosi riconoscimenti alla carriera ricevuti. Al momento non possiede animali domestici, ricorda con nostalgia la sua cagnolina. E’ innamorato, ha avuto un incontro speciale. I primi passi li ha mossi nel teatro dopo studi appositi di recitazione. Tra i lavori teatrali che spiccano, ci sono “Antigone”, “Beethoven”, “La leggenda del re pescatore”, “La tempesta”, “Edipo re”, “Il mercante di Venezia” e “Pietre urlanti”, giusto per citarne alcuni in cui ha ricoperto ruoli importanti. Nel 2000 ha iniziato un nuovo percorso nella televisione e nel cinema, senza tralasciare il teatro. Ha preso parte a serie televisive di successo come “La Squadra”, “Incantesimo 5”, “Il Bello delle Donne 2”, “Orgoglio”, “Don Matteo 5” e “Un Caso di Coscienza 2”, dove si è fatto apprezzare dal grande pubblico. Nel 2005 grazie all’incontro con il maestro Florestano Vancini, è stato scelto per interpretare il Cardinale Ippolito D’Este nel colossal “E ridendo l’uccise”. Altre tappe significative: nel 2010 è arrivato un ingaggio internazionale come primo attore europeo e protagonista di una produzione indiana. Nel 2014 è stato scelto nel film campione d’incassi “La scuola più bella del mondo”. A seguire altre produzioni di rilievo come “Mission Possible”, “Red Land”, “Professor Dinkan” e altre. Prossimamente lo vedremo in “The Race of Love”. Oggi oltre ad essere attore, è anche scrittore, pittore e produttore. Ha avuto esperienze anche in radio, porta in giro i suoi spettacoli e prende parte a importanti iniziative culturali.

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Orietta Berti alza l
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