04/23/2024
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Orietta Berti alza la voce. Il nuovo singolo “Il coraggio di chiamarlo amore” è una denuncia contro la violenza sulle donne

di Mariagrazia Cucchi –

Inossidabile, con una voce da usignolo talmente intonata da poterci accordare un pianoforte. Nella sua lunga carriera, con oltre sedici milioni di dischi venduti, Orietta Berti non è stata solo una cantante, ma anche un personaggio televisivo, un’attrice e autrice di libri di successo – come il recente “Nella mia cucina – le ricette di una vita” – riuscendo, grazie anche alla ben nota simpatia, a conquistare il pubblico e le classifiche fino a oggi. 

Per il nuovo singolo “Il coraggio di chiamarlo amore”, scritto da Enzo Campagnoli, Tano Campagnoli e Mario Guida, ha scelto di mettere il suo grande dono al servizio di chi voce non ce l’ha. 

Il brano ha infatti come focus il difficile tema della violenza sulle donne: quella fisica, psicologica e sociale subita ancora oggi dai propri mariti, compagni, fidanzati che cercano di annientarne l’esistenza, considerandole una proprietà, un oggetto di cui avere esclusivo dominio; all’interno vi troviamo l’eleganza e la classe di una signora della musica italiana unite alla forza e al coraggio di una donna che continua a lottare per se stessa e per tutte le altre donne.

“Un argomento sempre attuale – dice Orietta –  perché, nonostante tutto, l’uomo violento, purtroppo, esisterà sempre. Ogni anno aumentano le denunce e le morti violente per mano di fidanzati, compagni, mariti. Tante sono ancora le donne che non hanno il coraggio di parlare e nascondono i soprusi per paura e per difendere i propri figli, succubi di una società che tutela ancora troppo poco le madri, le donne”.

Orietta Berti, che negli anni ha interpretato l’amore in tutte le sue forme, con la sua sensibilità lancia un grido di ribellione, perché le donne sappiano di non essere sole e possano ritrovare la forza e la speranza di ricominciare, supportato da un raffinato videoclip per la regia di Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni, con la partecipazione dei ballerini del Modulo Academy, che sottolinea la disperazione nelle sue tante sfaccettature, attraverso una gestualità che descrive ferite profonde. 

“Per denunciare è necessario avere delle ferite visibili – continua Orietta – ma è più difficile mostrare le ferite psicologiche, quelle che rimangono per sempre. È un messaggio che non è una novità, ma credo sia una responsabilità per chi come me ha la possibilità di “alzare” la voce, farlo. Non è mai abbastanza. Il coraggio di chiamarlo amore racconta di quando non è più amore, ma una prigione che priva la donna del diritto fondamentale alla vita. Nessuno può girare la faccia dall’altra parte fingendo di non vedere, divenendo, così, complici della violenza”.

Questo brano, tra quelli scelti per la partecipazione a Sanremo 2021 di Orietta – al quale venne poi preferito “Quando ti sei innamorato” dallo stesso Amadeus – è una delle tante canzoni contenute nel nuovo album: “La mia vita è un film (55 anni di musica)” – pubblicato sia in digitale che su supporto fisico – in cui l’artista canta l’Amore declinato in tutte le sue forme e sfumature, da quello passionale che dura tutta una vita, l’amore controverso fatto di alti e bassi e quello vissuto a distanza, l’amore per un figlio che fatica ad accettare e dichiarare la propria identità ma anche l’amore onesto, leale, disinteressato e incondizionato che un cane può provare per il proprio padrone/amico, l’amore per la propria famiglia o il ricordo del primo indimenticabile amore. Il coraggio di chiamarlo amore è quello violento che una donna spesso fatica a lasciarsi alle spalle, proprio per la sua grande capacità di amare.

“Il coraggio di chiamarlo amore / non me lo so spiegare / tu reciti un copione / di sole parole / più false di te… / il coraggio di chiamarlo amore / mi perdo in fondo al mare / cercando un’illusione / la mente ragiona / il cuore non so”.

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Vincenzo Bocciarelli

redazione@gpmagazine.it

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