02/08/2023
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Aaron Asteria: Dalla Svizzera il cantautore che ha fatto innamorare il pubblico italiano

Aaron Asteria muove i primi passi nella musica fin da bambino, quando nella soffitta di casa trova una vecchia chitarra della madre. Proprio grazie a questo ritrovamento inizia a comporre i suoi primi brani. Nel 2020 quello che sembrava essere soltanto un hobby diventa per lui una vera e propria fonte di guadagno. Complice la pandemia e le misure restrittive in atto, il cantautore rivoluziona il concetto di live dedicandosi all’attività di buskers partecipando ad oltre 40 concerti tra festival, live streaming e opening act. La svolta arriva l’anno successivo quando vince il contest indetto da Coca Cola “MyCoke Music Soundcheck” dove riesce ad imporsi su oltre 400 partecipanti con il brano “Young & Hot”. Il suo ultimo singolo “The Boats Are Back” ha superato di recente i 47 mila ascolti su Spotify. “Blood Sky” è il primo tassello di una nuova grande avventura che lo porterà alla scoperta dell’Italia e del mondo intero. 

Dallo scorso 28 ottobre è disponibile in digital download e in rotazione radiofonica “Blood Sky” (Gotham Dischi/INgrooves). Dopo la vittoria al MyCoke Music Soundcheck, contest indetto da Coca Cola con oltre 400 iscritti, l’artista svizzero approda nel nostro Paese per far innamorare anche il pubblico italiano.

Come ti sei avvicinato alla musica?

“La prima volta che mi sono avvicinato alla musica è quando ho trovato una chitarra in una vecchia soffitta. La chitarra era di mia madre e aveva solo tre corde, però ho iniziato subito a suonarla e a inventare le prime canzoni. Da bambino mi piaceva sempre far divertire le persone ed ero creativo e scrivevo dei piccoli brani”.

Qual è stato il primo artista che ti ha colpito musicalmente? 

“Il primo artista che per me è stato importante è stato Bruce Springsteen. Mi ricordo che mio padre mi fece ascoltare un suo brano “My hometown” e mi sono immedesimato tanto nella canzone ed è stata la prima volta in cui ho pensato che avrei potuto scrivere una canzone anche io. Avevo 11 anni”. 

In che maniera ti definisci come artista, chi è Aaron Asteria?

“In italiano c’è una parola che mi piace molto per definire chi sono: cantautore. Per me non è solo importante scrivere brani ma anche cantarli. Mi definisco quindi un cantautore”.

Quali sono le differenze che pensi ci siano tra la Svizzera e l’Italia per la musica? 

“Le persone italiane sono molto più legate alla musica rispetto alla Svizzera. In Italia quasi tutti conoscono le parole delle canzoni e le cantano. Il popolo italiano canta sempre e quasi come se ogni persona sapesse cantare e conoscono moltissimi brani. In Svizzera non è così, la musica è sempre un sottofondo, un retroscena; la musica ci piace ma non é una cosa che ci fa muovere”. 

Come nasce “Blood Sky”? 

“’Blood Sky’ racconta un amore vietato, due persone che si incontrano in una foresta per compiere un rituale e vivere liberamente il loro amore. Io amo il film horror e per il sound e le atmosfere anche del videoclip mi sono ispirato molto al cinema horror. Nel video sono voluto andare oltre al significato della canzone e raccontare una storia più ampia. Racconto la storia di una strega che trova delle scatole misteriose, ma per scoprire tutta la storia dovete vedere il video! Non vi posso rivelare altro”.

C’è un artista italiano che ti piace particolarmente?

“Sì, mi piace moltissimo Lucio Battisti e in particolare “La canzone del sole”. Poi anche i Coma Cose mi piacciono da morire, soprattutto la voce della cantante”. 

Ti vedremo live? Puoi anticiparci i tuoi prossimi progetti? 

“Sì, ci saranno dei Live anche in Italia. Il 22 novembre ho suonato a Milano in occasione della Milano Music Week e poi tanti concerti anche nel mio Paese. Per restare aggiornati su tutto, potete vedere i miei prossimi concerti sulle mie pagine social, su Instagram in particolare. Per il futuro ci sarà tanta nuova musica, ci sto lavorando e per ora non posso dirvi altro”. 

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Giuliana Balestra: U

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