09/24/2021
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Antonella Attili: “Volevo fare l’attrice e non avevo un piano b”

Dal 15 marzo è diventata Ambasciatrice per Terre des Hommes per i diritti umani dei bambini. Ha fatto dei monologhi a “Propaganda Live” ed è stata nel cast della fiction Rai “Makari”, andata in onda a metà marzo su Rai Uno Nei mesi estivi riprenderà  le riprese de “Il Paradiso delle Signore”, dove Antonella è una delle protagoniste. Inoltre è candidata ai Nastri d’Argento come migliore attrice di commedia. Un anno magico per lei. Incrociamo le dita!

Antonella, cosa si prova ad essere una delle protagoniste di una soap di successo come “Il Paradiso delle Signore”?
“Sono soddisfatta e sono contenta di accompagnare un personaggio per così tanto tempo, perché ho l’occasione di mettere dentro al personaggio tutto ciò che mi è possibile e posso curare le varie sfaccettature con gli autori perché conoscendomi scrivono anche in base alle mie caratteristiche personali. Interpretare un personaggio al cinema o in tv è un conto, accompagnare un personaggio per tre anni parallelamente alla tua vita è una bella occasione e penso di averla onorata”.
Parliamo di una soap partita in sordina ma che pian piano è riuscita a ritagliarsi una bella fetta di seguito da parte del pubblico. Secondo te, qual è il segreto del suo successo?
“’Il Paradiso delle Signore’ è una soap ma è girata con la stessa attenzione e la stessa qualità di una fiction. Guardandola si ha l’idea della qualità delle scene, dei costumi, delle scenografie, delle luci e degli attori che non è una cosa secondaria, tutti questi elementi fanno si che sia una fiction che va in onda alle quattro del pomeriggio. Non c’è quella qualità scadente che abbiamo visto quasi sempre nelle soap e poi parla di sentimenti puri, di aspetti della vita semplici. E’ un ristoro, un intermezzo piacevole nel quotidiano, 40 minuti durante i quali si sta insieme a questi personaggi. E’ una soap che parla attraverso gli anni ’60 che sono stati importanti a livello culturale, economico e storico. La soap ha toccato quasi tutti gli argomenti che in quegli anni si sono sviluppati. Il divorzio, lo sport, la resistenza, le donne, il sindacato, l’emancipazione femminile. I fatti storici di quegli anni sono stati raccontati tutti e c’è secondo me un sentimento nostalgico verso quegli anni. E poi c’è la moda che è al centro del grande magazzino e in essa le donne si ritrovano e sognano pensando a come ci si abbigliava in quegli anni”.
Parliamo di te: come ti sei avvicinata al mondo della recitazione? Qual è stata la molla scatenante?
“Non ho mai pensato di fare altro, non c’è stata nessuna molla, non ho mai avuto il piano B. Ho sempre desiderato fare solo l’attrice”.
Qual è stata la tua formazione?
“Autodidatta, non sono mai riuscita ad entrare nelle varie scuole e nelle varie accademie. Ho iniziato con il teatro d’avanguardia e sperimentale”.
Hai notevoli partecipazioni a lavori cinematografici e televisivi di spessore. Lavorativamente parlando, che differenze ci sono tra cinema e televisione?
“La differenza è nei tempi, i mezzi sono medesimi. Il cinema è più dilatato, i tempi televisivi sono più veloci. Anche il cinema oggi rispondendo a logiche economiche è più veloce, si gira in meno tempo ma alcuni prodotti televisivi ormai per qualità, innovazione, creatività sono sullo stesso piano di alcuni film che a volte invece sono deludenti. Quest’anno sulle piattaforme ho visto dei prodotti televisivi d’eccellenza che possono tranquillamente competere con alcuni prodotti cinematografici”.
Nel 1988 hai preso parte al grande capolavoro di Tornatore “Nuovo Cinema Paradiso”. E’ stato il tuo esordio, se non sbaglio. Cosa rappresenta per te un inizio così importante?
“Quando hai 25 anni e la tua formazione è stata prettamente teatrale e vieni scelta da un regista anche lui al suo secondo film, nel 1988 non è ancora Tornatore, non hai la percezione di essere entrata nella storia. Ti senti solo fortunata, in quel caso il fatto di vivere il set perché Palazzo Adriano era il set ma era anche il posto dove vivevamo, non avevo idea di quello che sarebbe diventato. Avevo davanti a me una persona di talento che mi dirigeva, sul set c’era un’atmosfera piena di magia, di aspettative, c’erano delle figure professionali molto importanti che avevano scommesso su questo giovane e c’era il maestro Morricone che creava le musiche. C’era la magia, ed io in mezzo a tutta questa magia non ebbi la percezione che quel film avrebbe segnato la storia del cinema italiano. Mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie”.
Senza nulla togliere agli altri, qual è stato per te il lavoro televisivo o cinematografico a cui sei più legata, e perché?
“Non c’è un solo regista, ma più di uno e per ragioni diverse. Sono legata a ‘Nuovo Cinema Paradiso’ perché è stato il mio primo film e anche per la storia che questo film si porta dietro, prima di rifiuto e poi invece il successo a Cannes e poi all’Oscar. Ma sono legata, sia come attrice che come donna, all’incontro umano con Ettore Scola e ai suoi due film: ‘Concorrenza sleale’ del 2001 e ‘Che strano chiamarsi Federico’ del 2013, che era il suo omaggio a Fellini. Scola è l’autore cinematografico che io prediligo. I suoi film rimarranno nella storia del cinema. Sognavo di lavorare con lui e il sogno si è avverato, poi lavorando con lui ho conosciuto anche l’uomo, è stato un mentore, un uomo che mi manca molto. Il terzo incontro importante e bellissimo che ho fatto è stato quello con Fathi Akim, il regista turco-tedesco con lui ho fatto nel 2002 ‘Solino’, nel quale interpretavo un’immigrata italiana in Germania negli anni settanta. L’esperienza e tutto il lavoro con lui, tutta la troupe con la quale ancora ci sentiamo, è stato un sogno. Un bellissimo incontro professionale e umano. Un bellissimo ricordo, giravo a Duisburg nel 2011 mentre a New York era in atto l’attentato alle Torri Gemelle”.
Non è un bel momento questo per il mondo dello spettacolo a causa della pandemia. Una volta finito tutto, il prima possibile si spera, come si potrebbe ripartire?
“Non immagino la partenza diversa dal 1945. Come sempre si riparte dalle macerie, dalla voglia di farcela, credo che il parallelismo con la guerra non sia esagerato perché nel suo piccolo ognuno sta vivendo una propria guerra, ognuno nella propria trincea contro un nemico invisibile”.
L’ultimo lavoro cinematografico è con “Tolo Tolo” di Checco Zalone. Com’è lavorare con Zalone?
“E’ anche con Zalone è stato un incontro bellissimo, divertentissimo. Lui è una delle persone più intelligenti incontrate in tanti anni di lavoro, la sua genuinità è unica. Nonostante la gavetta e poi tutto il successo avuto ha conservato la sua autenticità. E’ una persona speciale. E’ uno che si mette in gioco con grande semplicità, lui ha questo dono di saper far ridere con niente. Saper far ridere è un dono che hanno in pochi e lui ce l’ha”.
Sei soddisfatta di quello che hai ottenuto in carriera?
“Ho sempre preferito i lavori di qualità a quelli che potessero darmi la popolarità. Ho fatto il percorso più simile a me come persona. Mi ritengo fortunata perché sono riuscita a fare, faccio un lavoro che mi piace e del quale vivo. Non mi pongo il problema di come sarebbe potuto essere. Il mio percorso somiglia moltissimo a quello che io sono”.
Ci sono progetti in itinere?
“La nuova serie de ‘Il Paradiso delle Signore e mi piacerebbe tornare al teatro”.

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