09/24/2021
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Maria Pia Liotta: “Sono nata con le scarpette di danza addosso”

Possiamo dire che con lei già quando aveva 4 anni nacque una stella. Stiamo parlando di una delle protagoniste della danza classica e oggi regista di successo.

Maria Pia Liotta, vorremmo far conoscere al meglio la sua persona ai nostri lettori. Ci racconti i suoi esordi e come si è avvicinata al mondo dell’arte.
“Ero la ‘piccola di casa’, la terza di tre fratelli; mia sorella Ketty la più grande, mio fratello Rino e poi inaspettatamente dopo molti anni, eccomi ‘la bambola’ di casa. Una peste, una rivoluzionaria un po’ ribelle ma dal ‘cuore buono e generoso’, così dicevano mamma e papà. Ancora prima di camminare, mi arrampicavo sulle sedie che diventavano palcoscenico ideale per iniziare a ballare al ritmo di qualsiasi musica. Il primo desiderio espresso a mio padre e a mia madre fu quello d’indossare le scarpette di danza. Fu realizzato inizialmente dalla mia mamma e in seguito i miei genitori mi hanno sostenuto sempre nei miei studi artistici. La mia particolare vivacità fu contenuta dallo studio della danza classica ma anche dalla vocazione musicale fin dai primi anni d’età, quando le dita toccarono per la prima volta il pianoforte. Fu subito musica, praticamente una melodista nata. I passi verso il conservatorio furono una conseguenza, così come gli studi di danza iniziati nell’allora unica scuola di danza presente nella mia città natia, Reggio Calabria, e proseguiti all’Accademia Filarmonica Laudamo di Messina”.
Quando ha capito che la sua strada potesse essere la regia?
“Mi sono nel tempo specializzata con la maestra Bianca Galizia del teatro San Carlo di Napoli, a Palermo con il maestro Ugo Dall’Ara del Teatro Massimo e con l’attore straordinario, il maestro Massimo Mollica. Fin da giovanissima sentivo dentro di me una forte creatività. Non mi bastava ‘eseguire e/o copiare’ ma avevo la necessità di creare… così nacquero le mie prime coreografie e regie. Nella mia città formai, con la complicità di mio padre Giuseppe, già fondatore del teatro Calabria, una compagnia di Teatro Danza. Già da allora ero proiettata verso la ‘multidisciplinarietà’. Quasi tutti i componenti e compagni di allora, oggi sono professionisti affermati del nostro mondo”.
Cosa cerca in un artista e cosa chiede a questo?
“Intelligenza, umanità, semplicità, disciplina e professionalità. L’esperienza maturata negli anni mi ha fatto capire quanto l’essenziale sia la sintesi di anima. Talento e professionalità non sono sempre presenti equamente in un artista, ma se c’è un po’ di entrambi, è un buon mix. In alcuni che si professano artisti, vedo molta superficialità, troppo egocentrismo e questo accade sopratutto quando mancano il talento, lo studio e la disciplina, quando, ahimè, non si conquistano ‘il palcoscenico’. Io sono per la meritocrazia ma purtroppo non sempre sono i migliori che emergono. Ma naturalmente è un mio pensiero…”.
Quale progetto ricorda con particolare piacere?
“Non posso dimenticare le regie liriche che ho fatto, così come quelle degli spettacoli musicali con Alma Manera, mia figlia, una straordinaria artista. Con lei ho sempre avuto una pretesa altissima. Sono sempre stata integerrima sul lavoro, i miei complimenti se li è dovuti conquistare… ma so che mi è grata per questo, come tutti coloro che hanno lavorato con me. Ricordo i momenti professionali condivisi sul set con il grande Mino Reitano, in uno dei primi sceneggiati a colori della Rai, i tour teatrali e nelle piazze italiane con Daniele Piombi, la fascia di Miss Cinema Italia. Ma l’Opera musical ‘Maria di Nazareth una storia che continua’, della quale sono stata regista e autrice, con le musiche del caro maestro Stelvio Cipriani, è sicuramente il mio fiore all’occhiello. Faccio tesoro anche degli anni condivisi con il mio ex marito, il papà di Alma, Gianni, con il quale ho girato il mondo e ho avuto la fortuna di conoscere personalità d’oltre oceano, coltivando relazioni ed esperienze. Abbiamo condiviso il set cinematografico e non solo, realizzando, interpretando, producendo e collaborando con artisti internazionali come il premio Oscar Dan Murray, Michel Constantin, Joe Spinell e tanti altri. Importanti successi e prestigiosi traguardi si sono susseguiti negli anni. Sono stata per dieci anni direttore artistico dello storico Teatro Cilea di Reggio Calabria”.
Come vede l’attuale situazione del comparto spettacolo?
“Non rispettato! Noi siamo i creativi, l’artista è prezioso perché scandisce la storia, il tempo e segna le sue epoche. Abbiamo la creatività dalla nostra parte, quella che ci fa avere la visione, il sogno, il sentimento, l’emozione, proprio per questo non possiamo permettere alle circostanze di spegnere la nostra capacità di fare ed emozionare. Siamo un patrimonio per l’umanità. La nostra fragilità dovuta al ‘non riconoscimento’ della nostra professione, non ci rende spiritualmente deboli e soprattutto non siamo stupidi. Cultura e le arti nobili sono custodi della memoria di chi siamo. Immaginiamo per un attimo il mondo senza musica. Sarebbe un mondo senza emozioni, privato della sua anima”.
Da anni ha la direzione artistica del Festival Internazionale della Danza e delle Danze e del Premio “Schiaccianoci d’Oro”, oramai conosciuti anche al grande pubblico. Come è nata quest’avventura?
“È nata dalla volontà di creare una reunion tra artisti e addetti ai lavori, un incontro internazionale, un appuntamento fisso, dove non solo essere gratificati con il riconoscimento, ma abbracciarsi fisicamente e idealmente, creare sinergie, progetti e collaborazioni futuri, illuminando un territorio bellissimo come quello della città di Nepi che merita per le sue risorse naturali di essere sempre più conosciuta. Un appuntamento che cresce di anno in anno e regala i suoi frutti, in termini di gradimento e visibilità. Mettiamo cuore e professionalità e i successi sono condivisi da tutta la squadra, iniziando dal co-fondatore Paolo Tortelli, originario proprio di Nepi”.
La prossima edizione si terrà dall’1 al 3 luglio. Chi saranno i protagonisti di questa edizione?
“Tante le sorprese e le conferme. Ritorneremo come cittadine onorarie di Nepi grazie al conferimento voluto dal Consiglio Comunale guidato dal Sindaco, il dottor Franco Vita, e la sottoscritta; il maestro Beppe Menegatti, il più grande artista vivente del tango mondiale Miguel Angel Zotto, insieme alla straordinaria Daiana Guspero. Ci sarà un omaggio a Gianni Versace e non voglio anticipare di più. Il cartellone come sempre sarà ricco e colorato e, oltre alla consolidata sezione del Concorso di Danza dedicato ai giovani, c’è la sezione del concorso audiovisivo ‘Visioni in Movimento’ dedicato alle opere cinematografiche, videoclip, documentari che abbiano interamente o in parte omaggiato l’arte tersicorea. Tutte le info le trovate sul sito del festival www.festivalinternazionaledelladanzaedelledanze.com”.
Il suo augurio per il mondo della danza e dell’arte in genere ?
“La forza sia con noi. Resistere, essere più solidali e rispettosi tra di noi, felici del proprio successo e condividere quello dei colleghi. Generare sempre più legami e collaborazioni. Più forti insieme si vince. Un futuro dove le arti tutte siano centrali nello studio scolastico, perché aiutano lo sviluppo cognitivo nei bambini. Lo vedo oggi in mia nipote Regina che ha quasi sette anni e vive immersa nelle arti fin dalla nascita”.

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