09/23/2021
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Cecilia Taddei: Il talento è nel suo dna

di Silvia Giansanti –

Un’attrice dalle mille risorse tutta da scoprire, ha riscosso molto successo grazie a spettacoli teatrali come “Call center 3.0” e “Amore a prima vista” . Da sempre nella sua casa si è respirata aria artistica.

Malleabile, disponibile, si adatta facilmente ai caratterini che s’incontrano in questo settore, Cecilia cerca di trovare sempre empatia per lavorare bene. E’ nata il 13 settembre del ’78 sotto il segno della vergine con ascendente Sagittario. E’ figlia d’arte e a suo padre deve i principali insegnamenti del mestiere. Non può fare a meno del teatro, il suo primo amore, come per la maggior parte degli attori. La Taddei è un’artista di talento che lascia a bocca aperta.
Cecilia, da dove nasce la passione per la recitazione e come sei venuta fuori?
“Sono figlia d’arte perché mio padre è un regista argentino nato a Buenos Aires e quindi fin da piccola ho respirato a casa l’arte. Lui ha una scuola di recitazione dove s’imparano tecniche particolari per usare e modificare la voce; dal mostro alla bambina. A titolo di curiosità, all’inizio ero in contrasto con il suo mestiere perché era sempre lontano da casa in tour e quindi il teatro per me era una sorta di rivale. Poi facendolo anche io, mi sono avvicinata a lui e anche a quest’arte che si può definire stupenda e maledetta nello stesso tempo, per via delle difficoltà. Ho studiato tantissimo per perfezionarmi, cominciando a fare i primi spettacoli. Successivamente sono stata contattata da nomi rilevanti come Luca e Francesca Archibugi e da lì è partita la mia storia. Nel mio percorso ho fatto ‘Una bugia tira l’altra’ con Nathalie Caldonazzo. ‘SCQR’ con Antonio Giuliani e altri lavori importanti”.
Quindi la scuola di tuo padre ti ha dato buoni frutti.
“Assolutamente. Ho potuto spaziare anche nel cabaret e nell’imitazione di personaggi noti della televisione e dello spettacolo. Da quel momento la passione si è rafforzata diventando lavoro, incoraggiata dagli applausi del pubblico che danno tanta forza per superare gli ostacoli”.
Quali sono le ambizioni più ricorrenti?
“Mi piacerebbe continuare sempre a svolgere questo mestiere. Desidererei girare un film comico di spessore, mi piacerebbe molto poter lavorare con Carlo Verdone o Christian De Sica. Vorrei comunque continuare sempre con il teatro, la mia passione più grande. Però un filmetto non ci sta male, dai”.
Come si fa ad emergere oggi in un mondo che pullula di attori?
“Hai detto bene, pullula! E’ un mondo difficilissimo, è sempre stato così. Oggi è inflazionato, perché mentre prima l’attore aveva un valore molto importante a livello di gavetta e carriera, oggi ci sono in circolazione tanti che non possono essere chiamati attori. Non si diventa attori facendo qualsiasi cosa. Molti non sono proprio in grado, non hanno talento, sono improvvisati. In un altro Paese verrebbero bocciati”.
Il lavoro che ti ha dato soddisfazioni.
“Ho recitato al Teatro de’ Servi in uno spettacolo intitolato ‘Call center 3.0′, prodotto da Mauro Atturo e da Nicola Canonico, quest’ultimo presente da tanti anni nel panorama teatrale, sfornando ogni volta cose davvero carine. E’ stata un’esperienza molto forte, in quanto hanno preso parte attori del calibro di Milena Miconi, Franco Oppini, Karin Proia, Luca Capuano e altri. Lo spettacolo ha ricalcato le orme del film di Paolo Virzì ‘Tutta la vita davanti’, ma con la differenza che qui c’era anche un lato positivo, la situazione lavorativa è stata messa in scena in maniera comica. Inoltre vorrei ricordare che con mia sorella abbiamo un duo cabarettistico, le sorelle Taddei”.
Aspiri andare a lavorare all’estero?
“Sì, mi piacerebbe lavorare a Londra dove la situazione teatrale è pazzesca, c’è tanto lavoro per tutti. In America invece è tutto molto dispersivo”.
Un nome che ti fa tremare di emozioni al solo pensiero di doverci lavorare insieme?
“Non ci sono dubbi, Carlo Verdone”.
Un desiderio che hai una volta passata la pandemia.
“Sicuramente quello di poter riprendere a lavorare in teatro con lo spettacolo ‘Cosa è successo?’, una commedia di Marco&Mattia con la partecipazione di Gegia e che è stato interrotto all’inizio del 2020”.
Chi è Cecilia nella vita normale, giù dal palcoscenico?
“Cecilia è una ragazza normale con tutte le sue fragilità, non mi conosco benissimo, conosco più i personaggi che interpreto che me stessa. Vivo inconsapevole di quello che faccio, mi conosco attraverso gli altri. Sono dinamica, solare e positiva. Ho il valore della vita e dell’amore. Non tocchiamo però il tasto della famiglia e dei bambini, perché con questo tipo di attività è difficile conciliare il tutto e soprattutto farsi capire dal partner”.

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