12/05/2022
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Claudio Mazza: Personaggio pontino dell’anno

di Paolo Paolacci –

E’ il personaggio dell’anno del Pontino. Un riconoscimento importante per lui che è presidente della Pro Loco città di Pomezia e protagonista di tantissime iniziative.

Claudio, personaggio dell’anno… Di cosa si tratta?

“Ogni fine anno l’organico delle testate giornalistiche del Pontino – in essere da oltre 40 anni – si riunisce per argomentare le conclusioni di tutti i loro numeri usciti durante l’anno, elencando tutte le tematiche e lo spessore per evidenziare la persona che in qualche modo sia risultata attiva in tutte. In virtù di queste considerazioni hanno ritenuto opportuno riconoscere questo premio, ricordiamo che anche nel 2020 ci è stato riconosciuto il secondo posto, ma considerando che il primo era stato assegnato a Piero Di Lorenzo Amministratore delegato della IRBM Spa industria farmaceutica”.

Quali sono i numeri della Pro Loco di Pomezia di cui sei presidente?

“I numeri sono molti e variano in moltissime tematiche. Sono state consegnate oltre 30 targhe alle botteghe storiche, una iniziativa che ci vede coinvolti nel testimoniare con video interviste, i racconti di cultura materiale ed immateriale del territorio. Il tutto avviene nel momento della consegna di questa targa per le attività in essere da oltre 50 anni. La stessa iniziativa è stata ripresa da Priverno (LT), Morlupo ( RM) ed altre città ci stanno contattando. Poi abbiamo preparato una serie di format con video interviste e sono: IL CORAGGIO DI INVESTIRE, un trofeo che è stato consegnato ad oltre 40  persone che hanno aperto o rinnovato la propria attività e  replicato a Bassano Romano ( VT);  IL CORAGGIO DI FARE, trofeo riconosciuto per varie tematiche ad oltre 30 persone e anche a Sigfrido Ranucci giornalista e conduttore di ‘Report’; IL CORAGGIO OLTRE IL ROSSETTO, trofeo riconosciuto ad oltre 40 donne che si sono contraddistinte in varie tematiche; COPPIE STORICHE, un trofeo assegnato ad oltre 20 coppie insieme da più 50 anni; DA PRO LOCO A PRO LOCO,  il format con cui  abbiamo intervistato oltre 60 sindaci, 150 Pro Loco e circa 60 professionisti della medicina tra direttori sanitari e specialisti, e con la messa in onda su Rete Oro TV; IL CAMMINO DEI TEMPLARI NEL LAZIO, con gli oltre 18 comuni  coinvolti nel testimoniare la presenza dei templari realizzati in collegamenti streaming sulle pagine social; NATALE AL S. ANNA, il giorno 25 dicembre alle ore 17 ci rechiamo nella clinica della città di Pomezia a consegnare doni e conforto ai degenti; IL FORMAT DI SERGIO LEONE, per la conoscenza del grande maestro sepolto nel nostro comune,  curato da aziende locali e l’istituto superiore Pablo Picasso; DUE PCTO in essere con le scuole superiori di Pomezia. Questi sono i progetti principali che proponiamo costantemente da oltre sei anni insieme ad altre iniziative e a moltissime collaborazioni che davvero sarebbe troppo raccontarle qui”.

Com’è nata questa tua passione verso la Pro Loco?

“Sembra strano dirlo… ma non è una vera passione per le Pro Loco, piuttosto il piacere di fare per aggregare persone per sommare le loro forze, e se può avvenire con le pro Loco ben venga, altrimenti ci sono infinite strade da percorrere. Non è la sigla di una associazione che ci permette di fare ma è il piacere di tornare a casa stanco ma sereno e felice di quello che si è fatto come  volontario”.

Progetti futuri?

“Far crescere tutto ciò che abbiamo in essere,  interagendo con altre realtà. Nel nostro caso, il Dio destino mi ha fatto conoscere una grande anima, Luca Zarfati, presidente di Roma Open Lab, una persona che vive per il sociale vero ed attivo, senza elemosinare con azioni di carità, bensì nel rendersi attivi nella inclusione sociale. Dunque il futuro lo vedo nell’includere il sociale in ogni nostra azione”.

Cosa ne pensi delle Pro Loco di ieri e quelle di oggi, quali differenze e quali indirizzi sarebbe meglio seguire?

“Oggi il concetto di ieri e oggi è tutto surreale, sopratutto per questa maledetta pandemia, del Covid 19 che ha in parte bloccato ogni prospettiva ma il nobile lavoro svolto dai volontari delle Pro Loco è stato sacrosanto. Però il mondo ci obbliga a stare a passo con i tempi e così un’ idea di oggi fra cinque anni è già superata. Questo processo fa si che bisogna continuamente rinnovarsi senza necessariamente discriminare le nostre radici, anzi… farne tesoro in modo diverso e stimolante. Consiglio alle Pro Loco di non soffermarsi alle sole sagre, piuttosto proporre micro azioni in svariate tematiche con una particolare attenzione a l’inclusione sociale nel proprio territorio”.

Un messaggio, un input, un consiglio a chi leggerà questa intervista che possa muovere la partecipazione alla propria Pro Loco.

“I consigli, se si vuole,  si possono percepire in tutte le risposte, ma sarebbe opportuno fermarsi al vero significato della parola ‘Pro Loco’. ‘Pro’ uguale promozione e promuoverla in tutte le direzioni: nel supportare chi alza la serranda ogni mattina, nel rendere una vita decente ai nostri anziani,  nella cura del verde, nell’offrire opportunità alla gioventù ecc.. La seconda parola ‘Loco’, racchiude già le mie risposte”.

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