03/02/2024
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Isabelle Adriani: “Il Giardino delle Fate è stata una bella sfida”

di Giulia Bertollini –

Alla Mostra del Cinema di Venezia ha presentato il film “Il Giardino delle Fate” di cui è stata regista ma anche protagonista. Isabelle Adriani ha riscosso un grandissimo successo portando sullo schermo una storia intensa e struggente che dimostra quanto le fiabe possano avere un potere salvifico. In questa intervista, abbiamo parlato con Isabelle del film, dell’importanza oggi delle fiabe chiedendole anche un suo commento in merito alla censura che è intervenuta negli ultimi anni sui cartoni d’animazione della Disney.  

Isabelle, “Il Giardino delle Fat”e è il tuo nuovo film da regista. Come è venuta l’idea per questo film?

“In realtà è una cosa strana…mi succede sempre cosi…al Festival di Cannes, due anni fa, ebbi una specie di folgorazione non so nemmeno io perché’, mi venne in mente il Film ‘Magic Dreams’ tutto quanto, proprio come se fosse già finito, oggi è su Amazon UK, mentre l’anno scorso a Venezia, immaginai tutto il Giardino delle Fate già in sala, addirittura con tutti i costumi, non ho dovuto far altro che seguire questa visione e farlo. Con tute le difficoltà del caso certo, ma lo vedevo già! Ed eccoci qua…il 24 Novembre usciamo in sala. Mi piace raccontare storie nelle quali un trauma viene superato grazie all’ Arte e all’Amicizia, ed ecco il film che narra di due bambini orfani che ritrovano la voglia di vivere grazie alle cose belle della vita: l’amicizia, l’arte, il linguaggio universale della Musica, un pizzico di Magia…e naturalmente l’amore!”.

Luis Sepulveda diceva che scrivere fiabe è un altro modo di fare politica. Sei d’accordo? 

“Assolutamente sì, ora vi racconto qualcosa che non ho mai detto a nessuno, conobbi Sepulveda in Italia durante una sua conferenza, conservo ancora la sua bellissima dedica e il suo numero di telefono, forse era già malato ma non lo sapeva nessuno, rimase colpito dal mio entusiasmo e dalla mia emozione nel conoscerlo, ma soprattutto dal mio amore per le storie e le fiabe, parlammo per quasi due ore, mi dedico il suo libro ‘Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, una storia che parla proprio di amicizia e diversità. Una persona straordinaria, quando seppi della sua morte, rimasi seduta per un’ora senza dire una parola, mi sembrò che si fosse spenta una luce nel cielo. Per quanto riguarda la sua frase sulla politica, si, sono convinta che sia vero, molte fiabe sono la storia della rivalsa dei reietti della società, Cenerentola stessa da schiava a regina ne è una prova, ma ce ne sono moltissime. Con le storie, si possono trasmettono principi e ideologie, come dicevo prima possono essere addirittura diventare strumenti di pace”. 

Da regista hai trattato i ragazzi come veri professionisti riuscendo anche a gestire l’intensità delle loro interpretazioni. E’ stato difficile?

“Ho scelto i protagonisti e i co-protagonisti del film, fra gli allievi della mia Academy di recitazione cinematografica che ho aperto nel 2022 a Palazzo Palazzi Trivelli nel cuore di Reggio Emilia, e devo dire che sono stati bravi, alcuni sono davvero talenti, dunque difficile dirigerli direi di no, perché amo il mio mestiere e mi piace insegnarlo al meglio ai miei studenti, però in alcuni momenti è stato complesso si, soprattutto perché non essendo professionisti non avevano idea di tutto il lavoro che c’è dietro e davano tantissime cose per scontate, quest’anno ho introdotto degli short movies in Academy che dovranno fare in modo completamente autonomo, organizzando il piano di lavoro, essendo loro stessi sceneggiatori, registi, attori, DOP e scenografi, editor e produttori esecutivi, credo sia fondamentale sapere quanto lavoro fanno le maestranze prima durante e dopo il set e cosa significa girare un lungometraggio, per diventare bravi attori, imparare cioè il rispetto nei confronti di ogni maestranza e di ogni lavoro dietro la macchina da presa”. 

Oggi anche le fiabe sono diventate più inclusive. Alcune storie sono state riscritte in salsa politically correct. Cosa ne pensi? Sei d’accordo?

“Assolutamente no, non sono d’accordo e trovo tutto questo profondamente ridicolo anzi direi una vergogna culturale e sociale. Certamente è giusto adeguare i linguaggi del cinema e della letteratura all’epoca attuale, ai cambiamenti sociali e culturali, ed è giusto creare e realizzare nuovi progetti con una nuova veste, ma senza distruggere la Storia della Letteratura o del Cinema, di cui ad esempio Biancaneve è un prezioso tassello. Esattamente come censurare Dostojevski a scuola o Gogol a Teatro, negare il premio ad Adania Shibli, o distruggere la statua di Gagarin, l’arte e la cultura sono nemici della guerra e come tali vanno onorati perché uniscono e non dividono, questo va compreso! Non si cancellano intere civiltà, compresa la letteratura, le avventure interspaziali, i grandi artisti o le tradizioni popolari che nulla hanno a che fare con Leader egocentrici e temporanei. Hanno censurato Biancaneve perché’ non era consenziente al bacio del Principe…ok… dunque doveva lasciarla morire avvelenata e sola in una bara nel bosco?! Evviva! Non so, mi sembrano falsi principi, ipocriti e in malafede”. 

Stai lavorando su altri progetti? Cosa ci puoi anticipare?

“A breve inizierò la preparazione del nuovo film, che racconta una favola sociale moderna… pieno di cose belle e buone… posso dire solo il Titolo: Il Senso della Vita (The Meaning of Life) sto cercando i protagonisti”. 

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redazione@gpmagazine.it

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