05/23/2022
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Nicola Acunzo: Quando il cinema è nel sangue

di Mara Fux –

Attore dalla prima all’ultima cellula del suo metro e sessanta d’altezza, Nicola impegna ogni secondo del proprio mandato per la valorizzazione del Cinema Italiano nel Mondo.

Di recente l’Intergruppo Parlamentare Cinema e Arti dello Spettacolo di cui sei il Presidente ha assegnato il Premio Speciale Giornata Mondiale del Cinema Italiano al regista Lorenzo Vitrone per il cortometraggio “PIANO” finalista della VI edizione del Festival Internazionale Uno Sguardo Raro. Cosa ha motivato questa scelta?
“Quello di Vitrone è un ottimo lavoro sia per forma che contenuto: diretto, semplice ed efficace. Tocca il tema della disabilità senza cadere nel pietismo, trattando in maniera assolutamente ‘normale’ persone che la società tende a etichettare sbrigativamente come diverse e degne solo di compassione. Bravissimi Davide Valle e Luca Maria Vannuccini, i cui personaggi suggeriscono a tutti noi di puntare in alto e guardare avanti, nonostante tutto”.
A tuo avviso quanta qualità c’è nel giovane cinema italiano?
“C’è tantissima qualità, e ne siamo consapevoli. Così come sappiamo che i giovani autori vanno scoperti e stimolati. Pensiamo a quanta bellezza emerge ogni anno dalla sezione cortometraggi dei David di Donatello: penso a ‘Inverno’ di Giulio Mastromauro e ‘Anne’ di Domenico Croce e Stefano Malchiodi, vincitori delle ultime due edizioni. Lavori meravigliosi che fanno presagire a quanto di bello potranno ancora produrre questi autori. L’approccio dei giovani alla qualità emerge proprio dal mondo del cortometraggio ed è per questo che è un settore cui facciamo particolarmente attenzione. Pensiamo al percorso di Sidney Sibilia, che ha iniziato proprio con degli splendidi short movies”.
All’estero la voce dei giovani è più ascoltata?
“All’estero la voce autoriale dei giovani, soprattutto nel mondo degli short movies, è particolarmente valorizzata. A fare la differenza sono le opportunità di rete, oltre che alle dimensioni del mercato”.
Come nasce l’idea di istituire la Giornale Mondiale del Cinema Italiano?
“Il nostro Cinema, soprattutto quello legato ai grandi maestri del passato, gode di grande celebrità in tutto il mondo. Come usare questo enorme capitale per offrire la possibilità ai nuovi autori di ‘salire sulle spalle’ di giganti del calibro di Federico Fellini? Ecco una semplice intuizione: utilizzare la rete delle ambasciate e degli Istituti italiani di Cultura presenti in tutto il mondo per offrire opportunità di visibilità e networking ai nostri giovani autori, nell’ambito della promozione del nostro Cinema, dei grandi autori e dell’intero comparto audiovisivo. Questa idea, a cui ho iniziato a lavorare nel corso del 2019, si è tradotta nel dicembre dello stesso anno nella istituzione della ‘Giornata’ con l’approvazione all’unanimità di una risoluzione da parte delle Commissioni Esteri e Cultura in seduta congiunta”.
Qual è l’obiettivo della Giornata Mondiale del Cinema Italiano?
“Dare ai nostri giovani autori l’opportunità di essere conosciuti oltre i confini del nostro Paese, una sorta di distribuzione cinematografica di stato. Il tutto coordinando gli impegni delle istituzioni e dei grandi operatori del settore – l’Accademia del Cinema Italiano, Anica, la Farnesina, in Ministero della Cultura in primis. È anche il motivo per cui il logo della Giornata Mondiale, disegnato dall’artista Marco Gallotta, ritrae una versione stilizzata del Colosseo che si dipana in una pellicola, inserita in un globo che ricorda la luce della proiezione”.
Il programma di massima della III edizione quindi qual è?
“L’edizione ufficiale della Giornata Mondiale del Cinema Italiano si tiene in estate – solitamente nel mese di giugno – nell’ambito della programmazione di ‘Fare Cinema’, la manifestazione che la Farnesina dedica ogni anno alla promozione del nostro Cinema all’estero. L’idea originaria della Giornata Mondiale è anche intimamente legata a una persona speciale e a una data: il 20 gennaio, compleanno di Federico Fellini”.
Che sogno riponi nell’istituzione di questa data?
“Stiamo lavorando perché la Giornata possa essere associata definitivamente proprio a questa data speciale. Stiamo programmando di realizzare, proprio per il 20 gennaio 2022, un evento – finalmente dal vivo – dedicato agli autori promossi nel corso delle ultime due edizioni. Una giornata in cui proiettare in sala queste opere ed avere, in contemporanea, la proiezione in altrettante location in Italia e all’estero: un segnale importante per sancire il ritorno in sala, proprio a partire dai giovani autori che avranno, finalmente, l’occasione di ‘sentire’ le reazioni del pubblico al loro lavoro”.
L’essere attore ha contribuito alla sua ideazione?
“L’amore per questo lavoro e la conoscenza del settore è stato certamente essenziale nell’individuare un bisogno – la visibilità dei giovani autori – e una soluzione creativa. Resto un attore e mi sento tale, oltre che uomo delle istituzioni. È per questo mi impegno in ogni occasione per promuovere la cultura dello spettacolo, anche con piccole azioni di sensibilizzazione, come il ricordo che ho recentemente dedicato alla grande Monica Vitti per i suoi novant’anni e che ha dato il via alla standing ovation che la Camera le ha tributato. Così come sono orgoglioso della risoluzione – approvata alla camera – affinché le sale polifunzionali del Ministero della Difesa potessero essere utilizzate dalle compagnie teatrali per allestire spettacoli e dedicarli alle persone meno abbienti del circondario, così come della mozione d’aula per l’inserimento del cinema e del teatro negli istituti superiori. Sono orgoglioso di farmi portavoce del cinema e del teatro nelle istituzioni”.
Hai lavorato con importanti artisti dell’attuale panorama: qual è il ruolo cui sei più affezionato?
“Sono molto affezionato al prossimo ruolo! Scherzi a parte, certamente al Caporale Bellezza nelle ‘Rose del Deserto’ di Monicelli, che è il film che mi ha aperto al professionismo e che mi ha offerto l’opportunità per i successivi ruoli con Placido, come Rocco il calabrese ne ‘Il Grande Sogno’ dove interpreto uno studente fuori corso che da avvio alla contestazione studentesca. Di certo con la maturità ho apprezzato anche piccolissimi cammei come ne ‘I Due Papi’, con un bellissimo incontro con Jonathan Price nelle vesti del cardinale Bergoglio. Un ruolo piccolo di cui sono orgoglioso perché rappresenta l’incontro e il rapporto tanto umano del popolo – rappresentato da un modesto giardiniere – con il futuro Papa. Spesso è per collaborazioni come questa che vengo riconosciuto, il che mi riporta alla mente la celebre frase di Stanislavski: non esistono piccole parti, solo piccoli attori”.
La restrizione cui siamo stati sottoposti ha rallentato lo sviluppo del settore: pensi che la ripresa sia davvero iniziata?
“Fino a qualche mese fa sembrava impossibile anche solo immaginare di tornare all’agognato 100 per cento nelle sale o per i concerti. Una normalità che è a portata di mano, grazie anche alla campagna vaccinale. Di certo non bisogna abbassare la guardia e continuare a rispettare le misure di sicurezza. Il prosieguo della campagna vaccinale è fondamentale – pur nel rispetto di chi preferisce non farlo perché non può o nutre timori. È proprio la paura che dobbiamo tutti superare per poter sperare in una ripresa continua e sostenibile: ogni settore, lo spettacolo in particolare, ha bisogno di poter programmare le proprie attività con anticipo e serenità. Speriamo per il meglio”.
Hai progetti artistici in corso?
“Un progetto teatrale dove voglio raccontare la storia del sindaco di Battipaglia – la mia città – che è sparito nel nulla negli anni 50’. L’opera è tratta dal libro di Massimiliano Amato ‘Il sindaco desaparecido’ e il motivo per cui ne parliamo è che c’è un parallelismo con la storia Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica – in provincia di Salerno – scomparso nel 2010. Nessun processo, nessun colpevole, un cadavere. Sono stato il promotore di una inchiesta nella Commissione Antimafia per capire cosa fosse accaduto. Uno spettacolo a teatro, una inchiesta in Commissione, unite da una comune passione per questo lavoro e per il nostro splendido Paese”.

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