11/30/2021
HomeMusicaRoberto Cresca: “La lirica è quanto di più popolare ci possa essere”

Roberto Cresca: “La lirica è quanto di più popolare ci possa essere”

di Francesco Fusco –

Tenore tra i più apprezzati in Italia e nel mondo, ha iniziato studiando pianoforte nel suo paese di nascita, Nepi.

Tenore di fama internazionale. Ha cantato in numerosi concerti e recitals in Italia e all’estero e il 30 giugno ha preso parte parte all’evento/concerto all’Ara Coeli di Roma in onore delle vittime del Covid 19, trasmesso al mondo intero (live) attraverso la piattaforma Classico Tv.
Quando è nata la passione per il canto lirico?
“La passione per il canto inizia da giovanissimo. Studiavo pianoforte nella scuola comunale di Nepi, il mio paese di origine, e cantando anche nel coro polifonico della scuola avevo coltivato la passione per il canto. Poi grazie a mio padre, appassionato di opera, ho scoperto molti dischi con interpretazioni storiche del grande repertorio: La Traviata, Rigoletto, Tosca, ecc. Proprio ascoltando i dischi ebbi la folgorazione e mi sono deciso ad iniziare lo studio del canto lirico”. 
Hai debuttato nel 2004 come tenore protagonista nell’opera “Rita” di Donizetti e a seguire in un recital al Palais de la Bourse di Parigi riscuotendo un enorme successo. Come è stato affrontare il pubblico per la prima volta?
“Ero già abituato a trovarmi di fronte al pubblico perché prima di debuttare come cantante lirico avevo iniziato con il teatro di prosa quindi avevo all’attivo molti spettacoli come attore. Certo il canto è tutt’altra cosa e quando si è davanti al pubblico si teme sempre che la voce non esca. Il debutto l’ho vissuto con un pizzico di incoscienza, ero molto giovane e mi feci travolgere dall’entusiasmo di fare per la prima volta un ruolo da protagonista con scene, costumi e orchestra in un teatro ottocentesco… insomma un sogno che si realizzava. Tutto fu vissuto con grande entusiasmo ed un pizzico appunto di incoscienza. Forse oggi sarei stato molto più cauto ma resta indimenticabile”. 
Hai ricevuto diversi riconoscimenti in questi anni e nel 2010 hai rappresentato l’Italia in un concerto presso l’EXPO UNIVERSALE di Shanghai. Secondo te i giovani di oggi ascoltano la musica lirica?
“Molti giovani la ascoltano, la amano e la studiano. Certo meno rispetto al passato. Bisognerebbe dare più possibilità di scelta ai giovani. Mi spiego meglio: solo conoscendo le cose si può decidere se ci piacciono o meno, quindi fin da piccoli bisognerebbe avvicinare i ragazzi ad ogni genere musicale, di arte, di disciplina. Poi ognuno secondo le proprie attitudini deciderà cosa perseguire. Se non avessi trovato quei dischi di opera in casa forse non avrei mai scoperto la mia vera passione”. 
Recentemente, ti abbiamo visto su Raiuno ospite di Amadeus ai “Soliti ignoti”. Pensi che la tv dia poco spazio alla musica lirica?
“La tv purtroppo da poco spazio all’arte e alla cultura in generale. Per fortuna alcuni canali si dedicano molto alla lirica, come ad esempio Rai 5. Certamente una piccola rubrica sulla tv pubblica e magari non alle 3 di notte sarebbe auspicabile. La mia partecipazione ai ‘Soliti ignoti’ è stata molto apprezzata e soprattutto il fatto che mi abbiano dato la possibilità di esibirmi con il celebre ‘Nessun Dorma’ da Turandot di Puccini fa capire che comunque l’opera è bel dna degli italiani e non è poi così di nicchia come vogliono farci credere. L’opera lirica è quanto di più popolare ci possa essere e spero che torni ad esserlo”. 
Il 30 giugno hai preso parte di un evento/concerto, insieme ai tuoi colleghi presso l’Ara Coeli di Roma in onore delle vittime del Covid 19. Di cosa si è trattato?
“Si, il 30 giugno abbiamo fatto il Requiem di Mozart in onore dei caduti a causa di questa terribile pandemia che ci sta affliggendo ormai da oltre un anno. E’ stato un modo anche per far ripartire un settore così duramente colpito come quello dello spettacolo dal vivo. Un grande evento a Roma ripreso da ClassicoTv e trasmesso in mondovisione con un grande coro e orchestra diretti dal Mº Francesco Lupi e con artisti internazionali come Mariana Altamira, Maria Ratkova e Alessio Quaresima Escobar”. 
Progetti futuri?
“Sto riorganizzando tutti gli impegni che a causa della pandemia erano stati sospesi. Ben cinque tournée all’estero: Tunisia, Giappone, New York, Ukraina e Francia. Poi ho delle opere in cartellone al Teatro Argentina di Roma e la ripresa del Mythos Opera Festival al teatro Antico di Taormina. Insomma molti impegni che spero di poter realizzare presto”.  

Condividi Su:
POST TAGS:
Paolo Boncompagni: P
Jacopo Brusa: “A 3

redazione@gpmagazine.it

Valuta Questo Articolo
NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO