02/27/2024
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Samuela Sardo: “L’addio a Un Posto al Sole? Volevo mettermi alla prova in altre situazioni”

di Giulia Bertollini –

Ha preso parte a diverse fiction televisive come “Orgoglio”, “Don Matteo” e “Diritto di difesa”. Grazie alla soap “Incantesimo”, Samuela Sardo ha avuto la consacrazione. Ora l’attrice ha recitato nel cortometraggio “Il Nastro Rosso” in cui ha interpretato una madre. Un ruolo che l’ha coinvolta dal punto di vista emotivo e di cui ha parlato anche in questa intervista. Samuela Sardo ha poi ripercorso la sua carriera rivelando dei retroscena inediti. 

Samuela, sei stata protagonista del cortometraggio “Il nastro rosso”. Com’è stato interpretare il ruolo di Marisa? 

“Il Nastro Rosso è un cortometraggio ideato, creato e vissuto da un gruppo di ‘amici’, che hanno tutti in comune la passione per il cinema, capitanati da Andrea Marrari, già storico aiuto regista di Ermanno Olmi e poi ancora sul set dei film di Benigni, ma non ha bisogno che sia io a lodarne le capacità e la carriera. Questo, oltre alla storia, che ci ha portato diverse candidature come miglior short script a numerosi festival, grazie alla sapiente scrittura di Edda Valentini e Luisa Raimondi, mi hanno spinto verso Marisa, una madre che si sacrifica per salvare la vita alla figlia. Come madre mi ha molto coinvolto emotivamente”.

Si vocifera di un ritorno di Anna Boschi nella soap “Un Posto al Sole”. Cosa ci dobbiamo aspettare? Ti manca quel set? 

“Sì, so che spesso si vocifera di un mio ritorno, e non nascondo che mi fa piacere. Il pubblico è ancora molto affezionato ad Anna Boschi e considerando che sono andata via più di venti anni fa, facendo dopo altri lavori con altri ruoli, è chiaro che quel personaggio ha lasciato il segno”. 

Non ti sei mai pentita di aver lasciato quel personaggio così amato che, a suo modo, diede il via alle storie d’amore dell’amato Palazzo Palladini di Posillipo?

“Credo che la vita sia l’insieme delle scelte che si fanno e tutte quelle che ho fatto mi hanno portato ad essere quella che sono oggi, mi va bene! Rimanere avrebbe significato non fare scelte, ma farsi trasportare dalla corrente, ed io non volevo. Volevo mettermi alla prova in altre situazioni. Ovvio che ci sono momenti difficili, in un lavoro precario come il nostro e rimanere ad Upas sarebbe stata una giusta soluzione, ma poi i momenti bui passano, basta non guardare indietro”.

Sei entrata a far parte del mondo dello spettacolo da piccola prendendo parte, nel tempo, alla terza serie de, “I Ragazzi del Muretto”. Come hai vissuto la popolarità? Quali sono stati i momenti più difficili della tua crescita, professionale e non?

“Il Muretto mi ha dato la prima popolarità, li ho capito cosa volesse dire fare questo lavoro…”.

Un altro ruolo per te importante è stato quello di Giulia Donati in “Incantesimo”. Che ricordo ti porti dietro di quell’esperienza? Con Walter Nudo, tuo collega di set, siete rimasti in contatto?

“Giulia forse è stato un altro personaggio molto amato, certo la storia d’amore con Walter Nudo appassionava, poi ci siamo innamorati veramente! Ogni tanto ci scriviamo e comunque quando veniamo a sapere che l’altro è in difficoltà ci siamo l’uno per l’altra”.

Parteciperesti mai ad un reality? Se sì quale? 

“Non farei mai un reality, ma non perché abbia qualcosa in contrario, solo credo ci voglia il carattere giusto, e il mio proprio non si presta”. 

Quando è nata Ludovica hai scelto di dedicarti quasi esclusivamente alla famiglia. Ad oggi, rifaresti la stessa scelta? Tua figlia ha intenzione di seguire le tue orme?

“Ho già risposto in un certo senso prima, non mi piace guardarmi indietro e poi se riguarda l’essere diventata madre non ho nessun dubbio. I primi anni sono importanti per la figlia ma anche per la madre, e non ritornano più, quindi lo rifarei, anzi forse me li godrei di più, invece ero troppo spaventata per lasciarmi andare completamente”.

Progetti che bollono in pentola? 

“Per ora penso al teatro. Sto iniziando le prove di uno spettacolo, molto diverso dalle commedie fatte finora, è un giallo… Non posso dire molto altro se non che mi metterò alla prova con un personaggio ‘sinistro’ diciamo così…”.

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