Elena Cacciabue: Un foglio, una matita e…


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Datele una matita e lei vi sorprenderà. Elena Cacciabue è un’artista del fumetto. La dimostrazione vivente che il “bello” può scaturire dalla mano dell’uomo e non per forza dallo schermo asettico di un personal computer. Una donna a cui bastano un foglio e una scatola di pastelli per raccontare una realtà che lascia senza parole. Basta il suo curriculum per capire al volo che l’arte le scorre nelle vene: specializzata in Arti Visive, ha ideato e realizzato progetti artistici, teatrali, musicali e di pittura per bambini anche delle scuole d’infanzia. Soprattutto, è lei la creatrice di “Petit”. Un gattino di casa che, suo malgrado, vivrà già nel corso della sua prima storia, avventure straordinarie. Il suo coraggio e la sua forza saranno messi a dura prova. E pur avendo in più occasioni, possibilità di vivere vite agiate, il suo sogno resterà sempre e comunque quello di ritornare ai suoi affetti.  Il libro, che ha girato le librerie d’Italia, avrà a giorni in uscita il suo seguito. Il  messaggio è chiaro : riscoprire i valori di un tempo, riaffermando l’importanza dei buoni sentimenti, rilanciando l’esigenza del vero. Tutto questo, attraverso la narrazione per immagini. Sembra una missione fuori dal tempo, invece dalla sua Genova in cui è nata e cresciuta, Elena Cacciabue è riuscita a far parlare di sé in tutta Italia. Un messaggio arrivato dritto alle coscienze.

Perché “Petit”, alla faccia del nome, porta con sé qualcosa di grande. 

“Anche nella scelta del nome ‘Petit’ è implicito quel senso di semplicità e bellezza che spesso tendiamo a dimenticare. ’Il bello è e resta nella quotidianità dei nostri affetti’”.

Elemento non trascurabile: tecniche tradizionali, ovvero tanta fatica.

“Serve impegno, lo sforzo è immenso, ma rifiuto categoricamente i ritocchi del digitale e porto avanti la tematica tradizionalista di chi vuole trasmettere l’amore per il disegno e per le pennellate autentiche che si devono vedere”.

Accanto a “Petit”, quali altri personaggi troveremo?

“Tutti i protagonisti rappresentano sempre ‘categorie umane’. Il gatto ‘Bandit’, il bullo che vuole imporre le sue regole; il gufo ‘Sensé’, il saggio e il buon consigliere che risolve ogni cosa con il dono della parola; la volpe ‘Chérie’, simbolo dell’accoglienza; il gattino ‘Chic’, il puntualizzatore della realtà che non intravede però alcuna possibilità di cambiamento; il marchese ‘De Narcisus’, l’egocentrico che vive concentrato sui propri interessi di esteta e per i propri bisogni asserva gli altri; la gioia del donare e del vivere  che è la guida fisica, rappresentata dal pettirosso ‘Bon Coeur’; gatto ‘Re Artù’ , il salvatore-guerriero che vince senza combattere; e altri ancora…”.

Perché far “nascere” questi personaggi ispirati dal mondo animale?

“I miei libri nascono sempre e comunque dal desiderio di trasmettere l’importanza di valori che tendono ad essere dimenticati, avvolti come siamo oggi da una società arrivista e frettolosa; vorrei che i bambini capissero l’importanza della famiglia e che perseverare nei propri obiettivi è fondamentale per riuscire a realizzare i propri sogni”.

Cosa rappresenta il fumetto per la società attuale?

“E’ unione armonica tra testo e immagini, crea un ‘fil rouge’ con la parte più intima del nostro vissuto, determinando una sorta di catarsi. Sviluppa la fantasia nel lettore, che riempie di emozioni proprie lo spazio tra una vignetta e l’altra”.

Nel tuo destino c’era già questa inclinazione verso l’arte.

“Sono nata con la passione per l’arte in tutte le sue forme, dalla pittura alla fotografia, dall’ illustrazione alla scrittura. Attualmente conduco laboratori artistici per bambini e per adulti presso il mio studio, varie biblioteche e librerie”.

Sempre parlando di fumetto, quali sono i tuoi autori preferiti?

“Inizio da Milo Manara forse la risposta più scontata, ma un vero genio del disegno e maestro nella comunicazione che oscilla tra sensualità e pura bellezza. Trina Robbins per il suo stile e come donna. Recentemente sto ammirando il lavoro di Emily Carroll. I miei fumetti preferiti restano comunque quelli della casa editrice Bonelli, in particolare sono appassionata di ‘Julia’ e quando la disegna Giorgio Trevisan la trovo ancora più bella”.

Per ulteriori informazioni:

www.elenacacciabue.com

centroartistico@elenacacciabue.com


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