Giulia Montanarini: Ritorno al cinema per la bella attrice in “Una semplice verità”


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di Andrea Nobile

Ritorno sul set per la bella attrice Giulia Montanarini, diretta dalla regista campana Cinzia Mirabella, in un ruolo inedito quello di una donna lesbica che viene ripudiata dal padre per la sua scelta quella di vivere con la propria amata. Una storia intensa, una prova d’attrice per la Montanarini forte e matura. La storia si svolge sull’isola d’Ischia, indicata come località di provincia, dove un uomo è invitato a presentarsi al distretto di Polizia per essere ascoltato come persona informata dei fatti in seguito ad una denuncia a suo carico. A denunciarlo è stata la figlia, una donna di 35 anni, malmenata da quest’ultimo e dal fratello di lei dopo aver rivelato che la persona con la quale era andata a convivere era in realtà una donna. Ad interrogare il padre violento ed intollerante è un commissario donna che metterà sotto torchio nel corso dell’audizione nel suo ufficio, prima lui e poi la donna stessa. E nel gioco delle rivelazioni filmiche, a sorpresa esplode una nuova verità nascosta, come atto liberatorio, al cospetto di un società che preferisce continuare ad essere cieca e sorda, e che vorrebbe impedire attraverso lo sterile pregiudizio di far vivere un amore puro, a due persone dello stesso sesso. Nel cast del film oltre alla stessa Mirabella, nel ruolo della commissaria, che da oltre trent’anni è sulle scene teatrali e televisive (“La Squadra”, “Un Posto al Sole”), compaiono nomi importanti nel panorama artistico nazionale, come l’attore, commediografo e regista Pietro Da Silva (nel ruolo del padre) e Giovanni Allocca (“Gomorra, la serie”). Nel ruolo di Maria, la protagonista, è l’attrice Romana Giulia Montanarini, incontriamola per farci raccontare l’esperienza sul set.

Un gradito ritorno sul grande schermo come è stato ritornare a recitare su un set?

“L’emozione è quella dei vent’anni, però con la consapevolezza e l’esperienza di una donna professionalmente più matura”.

Sei la protagonista Maria, una ragazza lesbica che viene malmenata dal Padre ci puoi raccontare di più, del tuo ruolo?

“Maria è una donna, e sottolineo donna, che ha 32 anni, prende serenamente consapevolezza della sua omosessualità scontrandosi contro i pregiudizi che sono talmente radicati nella nostra cultura da coinvolgere addirittura i suoi affetti più cari”.

Come è stato il set, come ti sei sentita ad essere diretta da una regista donna?

“Il set è stato meraviglioso, sereno e spensierato uno staff di veri professionisti, tra cui il direttore della fotografia Antonio Granbone, che merita la fama che lo precede. Mi ritengo particolarmente fortunata ad essere tornata sul set diretta da una regista come Cinzia Mirabella, la quale ha creduto da subito in me portandomi ad esternare le emozioni che lei voleva trasmettere con la sua sceneggiatura. Posso die che è una bravissima regista, precisa e attenta al dettaglio”.

Sei molto amata dal pubblico gay, molti ti vedono come un’icona come la vivi questa cosa è cosa pensi dei passi che sono fatti nel mondo gay dal punto di vista legislativo?

“Sono lusingata dal fatto che il mio personaggio pubblico sia apprezzato dal mondo gay, che forte della sua sensibilità mi vede come sono realmente. L’omosessualità è considerata da me una parte della nostra società che per troppo tempo è stata bistrattata; ma ritengo che i nostri legislatori non siano in grado ancora di intercettare le vere volontà degli omosessuali”.

Cosa pensi del fatto che in Italia non ci sia ancora una legge contro l’omofobia?

“Ci vorrebbe una legge contro l’omofobia perché è scandaloso, che ci siano ancora oggi degli atti gravissimi omofobi impuniti. Così come credo che vi è bisogno di una legge efficace contro il femminicidio. Come libera cittadina e come artista, sarò sempre dalla parte dei più deboli”.

Quanto è ancora importante parlare di certe tematiche al cinema?

“Il cinema come la televisione ha il ruolo di insegnare e far capire certe tematiche, sta poi allo spettatore saper recepire il messaggio nella maniera corretta”.

In questi anni ti sei dedicata tanto alla recitazione; dove lo vedi il tuo futuro artistico?

“Non faccio distinzione tra cinema, televisione o teatro. Questi anni che ho dedicato al teatro mi hanno fatto capire che la cosa più importante e recitare e donare emozioni al pubblico”.


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