06/28/2022
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Matteo Luciani: “Uomini e lupi, una storia naturale”

di Simone Mori –

Come anticipato nello scorso numero, l’ecobiologo Matteo Luciani è di nuovo con noi. Dopo i suoi racconti sul Tevere, questo mese Matteo ci porta nell’affascinante mondo dei lupi. Conosceremo un mondo diverso da quello che probabilmente abbiamo in mente e guarderemo questo splendido animale con occhi diversi. Buona lettura

Ti sei occupato dei lupi. Quali sono i preconcetti che ancora oggi si hanno su questo animale?

“Esistono due tipi di lupo: il lupo culturale e quello vero. Il primo è il lupo delle favole, demoniaco, assetato di sangue, quello di Cappuccetto Rosso per intenderci. Poi c’è il lupo vero, un lupo molto schivo, che poco o nulla vuole avere a che fare con l’uomo”.

Il lupo in Italia è stato reintrodotto dall’uomo?

“Uno dei tanti preconcetti è che il lupo (Canis lupus italicus) sia stato reintrodotto. Niente di più falso. Partendo dalle poche zone in cui era sopravvissuto (luoghi impervi dell’Appennino centrale), dopo le prime leggi di protezione istituite negli anni 70’, in cui questo animale a causa nostra era praticamente sull’orlo dell’estinzione, il lupo è riuscito a ricolonizzare gran parte del suo habitat originario. Per cui non è stato rintrodotto (legenda dura a morire), bensì ce l’ha fatta da solo grazie alla sua straordinaria capacità di spostarsi su lunghe distanze (anche 60 km al giorno!)”.

Il lupo è pericoloso per l’uomo?

“Proprio perché esistono molti preconcetti nei riguardi del lupo, si pensa che il lupo attacchi l’uomo. A tal proposito vorrei tranquillizzare i lettori dicendo che i dati parlano molto chiaro: in 200 anni ci sono state zero aggressioni da parte del lupo ai danni dell’uomo, proprio perché i lupi ci temono come nessun altro essere. Il lupo non è né buono né cattivo. Il lupo fa semplicemente il lupo e va trattato come tale. Ad esempio, abbandonando la visione disneyana tipica degli animalisti, in cui gli animali sono spesso umanizzati, foraggiati e visti come peluche da accarezzare. Attirare animali selvatici con del cibo (ma anche con i rifiuti lasciati vicino ai cassonetti) e abituarli alla presenza dell’uomo li espone a dei rischi enormi. Se vogliamo fare realmente del bene per gli animali selvatici (e di conseguenza per noi stessi), bisogna rispettarli, senza intromettersi nel delicato equilibrio che governa il loro ciclo biologico, l’ambiente in cui vivono e la loro aura selvaggia in grado di risvegliare parti profonde ed essenziali di noi stessi. Ricordiamoci che un animale selvatico attirato dall’uomo è un animale destinato a soccombere in breve tempo”.

Il lupo preferisce cacciare gli animali domestici o i selvatici?

“È’ dimostrato che il 90 per cento della dieta del lupo è costituito dalla fauna selvatica (cinghiali in primis). Chiaramente in determinate situazioni il lupo preferisce predare gli animali domestici, ma questo può dipendere dalle modalità di gestione degli allevamenti. Durante il mio progetto ‘Custodi erranti. Uomini e lupi a confronto’, ho capito che la difesa del bestiame è una delle chiavi fondamentali per ridurre l’impatto da parte del lupo. A tal proposito ho potuto constatare l’estrema importanza rivestita dalla costruzione di recinzioni adeguate, dall’utilizzo dei cani da guardiania e dalla presenza costante del pastore durante il giorno. Questa mia constatazione trova riscontro anche in diversi studi condotti sulle Alpi, dove è stato accertato che combinando più sistemi di prevenzione per la protezione delle greggi ovi-caprine (recinzioni, cani da guardiania e presenza giornaliera del pastore), la predazione da parte del lupo diminuisce drasticamente. L’utilizzo dei cani da guardiania risulta essere una soluzione essenziale. La razza canina più utilizzata è il Pastore Maremmano Abruzzese, per il quale l’Italia vanta una tradizione plurisecolare. Lavato dal cielo, scaldato dal sole e illuminato dalle stelle, nel suo sguardo si rispecchiava il suo antagonista e parente più stretto, motivo della sua esistenza… il lupo. E in loro si riflette una parte fondamentale della nostra storia e di quella del territorio in cui abbiamo ancora la fortuna di vivere. In una situazione in cui vi è l’assenza del pastore (o con controlli occasionali) e dove gli animali domestici sono lasciati liberi al pascolo senza alcuna forma di custodia, è chiaro che il lupo preferisca cacciare la preda più facile, con un minor consumo di energia. Per questo motivo è essenziale che gli animali domestici siano supervisionati giornalmente dall’allevatore. In questo modo il lupo viene ‘educato’ a rivolgere la sua attenzione sulle specie selvatiche, poiché i suoi sforzi nel catturare gli animali domestici (adeguatamente custoditi) supererebbero i reali benefici”.

Gli ibridi sono più pericolosi dei lupi puri?

“Un altro preconcetto duro a morire è che si pensa che un lupo ibrido (un lupo che si riproduce con un cane) non abbia paura dell’uomo. In realtà è stato visto che gli ibridi che vivono coi lupi, da un punto di vista comportamentale, sono lupi a tutti gli effetti. L’unico pericolo effettivo è per il lupo stesso, poiché l’ibridazione può intaccare la sua integrità genetica, frutto di migliaia di anni di evoluzione e adattamenti che lo hanno reso come tale”.

Cosa ti trasmette il lupo?

“Come dico sempre, camminare nei luoghi in cui vive il lupo, ci trasmette delle sensazioni incredibili e risveglia in noi degli istinti che purtroppo teniamo addormentati nel corso della nostra quotidianità, proprio perché ci siamo allontanati, con la mente e con il cuore, dal contesto ambientale dal quale noi tutti dipendiamo e dipenderemo sempre. E il lupo tutto questo ce lo ricorda. Ci ricorda che siamo parte integrante di un sistema complesso, affascinante e fragile allo stesso tempo. Percepire la sua presenza alimenta in noi sane e ancestrali paure, risvegliando la nostra parte più selvaggia e in equilibrio con il mondo. Le debolezze vengono a galla, non facendoci più sentire onnipotenti, ma parte integrante del Tutto e della vita. Imparare a conviverci ci permette di conoscere noi stessi, di rispettarci e rispettare ciò che abbiamo intorno”.

Per approfondire e acquistare i libri di Matteo Luciani: www.matteoluciani.com

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Costanza Marana: “
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