05/07/2021
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Florindo Franco: È lui il “boss delle pizze”

di Giulia Bertollini –

Ha sbaragliato gli altri concorrenti aggiudicandosi la vittoria nella seconda edizione de “Il boss delle pizze”. Ancora stenta a crederci anche perché la sua scintilla per il mondo della pizza è scoccata per caso.

Ha raccontato di aver iniziato imitando il fratello pizzaiolo. Una passione che si è trasformata poi in un lavoro tanto che Florindo sta pensando di aprire delle pizzerie in altre città. In questa intervista, Florindo ci ha parlato della sua esperienza all’interno del programma dandoci anche la ricetta della sua pizza più rappresentativa, la crotonese.
Florindo, sei approdato in tv nel noto programma “Il boss delle pizze”. Qual è stata la tua reazione quando hai saputo che avevi vinto? A chi hai telefonato per prima?
“Vincere è stato bellissimo. È stata una lunga competizione che mi ha visto sfidarmi con tanti colleghi che stimo, il che ha reso la mia vittoria ancora più bella. In passato questo programma è stato vinto da grandi maestri come Marco Quintili, quindi sono onorato. Ho subito chiamato il mio socio della Lievito Madre (la sua pizzeria a Crotone ndr) Ciro, siamo una grande famiglia”.
Che esperienza è stata? Hai avvertito la competizione?
“È stata una bellissima esperienza perché ho avuto modo di fare tantissimi tipi di pizza. La competizione l’ho avvertita soprattutto nella fase finale perché i miei colleghi erano anche loro davvero bravissimi”.
Tra Masterchef e programmi affini sembra ormai che in Italia non si faccia altro che mangiare. La gastronomia è un tema inflazionato?
“Credo che il cibo italiano sia il più amato nel mondo e che soprattutto gli italiani stessi amino il cibo. (ride ndr) Questi programmi ormai sono diventati popolarissimi perché alle persone da casa piace replicare le ricette che vedono in tv. Sono contento che anche la pizza stia ottenendo un suo spazio in questo panorama”.
Com’è nata la tua passione per il mondo della pizza? L’hai ereditata in famiglia? Chi ti è stato di maggior ispirazione nella sua formazione come pizzaiolo?
“La mia passione per la pizza è nata mangiandola (ride ndr). A parte gli scherzi, da piccolino seguivo mio fratello in pizzeria, anche lui pizzaiolo da sempre, e ricordo che lo imitavo anche quando tornavo a casa. Per forza di cose ho ricoperto qualsiasi ruolo della ristorazione già dalla giovane età, la tanta gavetta fatta penso che sia stata l’arma vincente di quello che sono ora. Quando ad un certo punto ho dovuto scegliere cosa fare del mio futuro, ho scelto di approfondire meglio quello che era il mondo pizza, perché volevo trasformare la mia passione in un lavoro”.
Quando hai avuto la percezione che qualcosa stesse cambiando, che ci sia stato il “salto”?
“Devo tanto a mio fratello per avermi insegnato l’arte del pizzaiolo, ma tanto devo anche all’associazione di tecnicamente pizza nel mondo. Fondamentale per la mia crescita professionale è stato seguire il mio intuito, dal primo momento ero sicuro di aver fatto la scelta migliore. Questa è una scelta che ancora oggi mi riempie d’orgoglio”.
La tua pizza più rappresentativa?
“La mia pizza più rappresentativa è la crotonese, sembra una pizza semplice ma in realtà ha un gusto molto particolare. Sulla pizza mettiamo del sugo di salsiccia crotonese, del peperoncino e poi grattugiamo sopra della ricotta di pecora affumicata. Devo dire però che da noi vanno fortissimo anche gli antipasti, in particolare le crocchette gourmet come quella con stracciatella e mortadella”.
In questo momento la ristorazione è uno dei settori più colpiti. In che modo ti sei attrezzato? Vorresti fare un appello alle istituzioni?
“Ci siamo dovuti rimboccare le maniche e andare avanti per il bene dell’azienda, facciamo quello che ci è concesso con il delivery, anche se come detto prima è triste. Manca la normalità, il contatto con il pubblico per noi è molto importante. Ci manca vedere il sorriso sul volto dei nostri clienti, ci manca regalare quelle esperienze che soltanto una serata fuori riesce a trasmettere. Gli aiuti sono pressoché inesistenti, speriamo che questo periodo possa passare presto. Al 2021 chiediamo normalità, anche se non sarà semplice. Alle istituzioni non voglio fare nessun appello, perché voglio credere che istituzioni sappiano cosa fare. Confidiamo nel loro operato e speriamo che questo periodo possa passare in fretta”.
Una curiosità, passando dal pane alla pizza: ma finirà mai questa moda delle pizze gourmet? Cosa ne pensi?
“La pizza si è evoluta moltissimo negli ultimi anni con uno studio di impasto e topping che non ha nulla da invidiare alla preparazione tecnica di un grande chef. Penso che tanti che prima snobbavano i pizzaioli ora si siano ricreduti e questo è anche merito dello studio dietro una pizza gourmet. Speriamo di continuare a conquistare sempre maggiore pubblico e a realizzare topping sempre migliori, pur rispettando l’alta qualità delle materie prime”.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
“Dopo questa vittoria mi piacerebbe partecipare ad altri programmi televisivi. In questo momento vorrei espandere il marchio della Lievito Madre, mi piacerebbe aprire altri punti a Crotone e in altre città. L’unica vera certezza però è che nella mia vita ci sarà sempre la mia amata pizza”.

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