06/22/2021
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Francesca Margiotta: Quando il vino fa buon sangue

di Rosa Gargiulo –

Parlare con Francesca Margiotta – enologa e imprenditrice abruzzese, non significa parlare “semplicemente” di vino, ma di famiglia, infanzia, generazioni che si passano un testimone fatto di tradizioni e passione.

“Il primo ricordo che ho, del vino e della terra, riguarda mio padre e mio nonno. Erano sempre impegnati, passavano tantissimo tempo in vigna, e io ne ero gelosa, perché non potevano stare con me. Ma sono stati capaci di trasmettermi la loro passione, e oggi non saprei farne a meno”, ci confida.
Francesca rappresenta la quinta generazione della famiglia Margiotta, e tocca a lei – adesso – continuare la tradizione dell’azienda, in cui nonno Silvio e papà Carlo continuano a lavorare. Ma la sua “visione” sta consentendo la costruzione di un percorso nuovo, che coniuga tradizione e innovazione.
Qual è il tuo sogno, da imprenditrice?
“Sono una persona abbastanza realista, mi piace sognare ad occhi aperti e tenere i piedi per terra. Nel mio ufficio ho un planisfero fatto di sughero, su cui pianto bandierine di colore verde su ogni Paese in cui esportiamo i nostri vini, e bandierine rosse su quelli in cui non siamo ancora arrivati. Il mio sogno è di poter ricoprire la cartina di bandierine verdi!”.
Francesca si è fatta notare e apprezzare, in un ambiente che sembra essere appannaggio degli uomini, con un prodotto che ha fortemente voluto, un “capriccio” – come lo definì qualcuno, ma che le ha dato immediatamente grosse soddisfazioni: il suo spumante, prodotto con metodologia rigorosamente italiana, ricavato dal Pecorino d’Abruzzo. Un prodotto “non contemplato”, come sottolinea la giovane enologa, ma che ha meritato il premio “Sparkling Star”.
“È stato il mio primo prodotto da enologa. Una scommessa vinta!”.
Quella di una giovane donna che ha studiato in una delle università più prestigiose – e all’avanguardia nel settore, Bologna, vincendo il premio per la MIGLIOR BOLLICINA (2016) con il suo spumante, “Vellus”, a un mese appena dalla laurea!
Il suo lavoro in azienda non è stato una scelta obbligata, quindi, ma un percorso fortemente voluto, di cui Francesca sta definendo nuove importanti caratteristiche e opportunità – come, ad esempio, il circuito turistico:
“Paradossalmente, la pandemia ha costituito per l’Abruzzo un momento favorevole e importante, per la crescita e lo sviluppo turistico. In particolar modo, il territorio interno ha cominciato ad essere scoperto e apprezzato”.
E infatti, lo scorso 29 e 30 maggio, l’Azienda Margiotta ha partecipato alla manifestazione nazionale “Cantine Aperte” – che contribuisce alla promozione e diffusione del “turismo del vino”.
“Da sedici anni non c’erano aziende della provincia de L’Aquila. È stato un orgoglio partecipare e far conoscere il nostro percorso di eno-ospitalità”, commenta Francesca, stanca ma molto soddisfatta.
La sua azienda, infatti, è inserita in un circuito di turismo eno-gastronomico ed esperienziale che va ampliandosi sempre di più: “I nostri visitatori hanno la possibilità di visitare i vigneti, le cantine, la Barricaia Emozionale, e concludere il tour con la degustazione”.
La Barricaia Emozionale costituisce un passaggio particolarmente rilassante e intenso, nell’ambito del tour, e Francesca ce lo racconta con entusiasmo coinvolgente:
“Prima di procedere con l’assaggio dei nostri vini, i visitatori devono rilassarsi e recuperare energie positive. Ciò è reso possibile da un percorso di cromoterapia tra le barrique dove riposa il vino…”.
Grande attenzione alla terra, alle uve, alla produzione e alla sperimentazione: Francesca è una delle pochissime enologhe che fa questo lavoro e non si è adattata a fare altro. Non ci nasconde di aver dovuto lottare contro i pregiudizi di un ambiente maschile (e maschilista), ma sostiene con forza che – anche in questo campo – le differenze di genere non hanno ragion d’essere. Nella sua esperienza, però, ha avuto a che fare con l’ostruzionismo di aziende che non erano aperte all’inserimento femminile nel circuito professionale.
Con il suo sorriso, la determinazione, la competenza, Francesca Margiotta sta dimostrando che vino e donne sono un connubio felice!
Le chiediamo, a questo punto, di dirci che vino sarebbe:
“Sicuramente un Cerasuolo d’Abruzzo! Sono poliedrica e multicolore. Il Cerasuolo mi rappresenta perché è un vino vellutato, con un retrogusto amaro, ma che poi esplode sul palato con il suo aroma intenso”.
Cosa c’è, per te, in un calice di vino?
“La famiglia e la festa. Per noi, la vendemmia è come Natale”.
Francesca ha sicuramente un ottimo vino, al posto del sangue, che la rende energica e propositiva, ancorata alla sua terra ma con orizzonte ampio davanti a sé.
La famiglia Margiotta ha puntato sull’innovazione e sui giovani, per continuare una storia di lavoro, impegno e passione…

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