06/20/2024
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Grazia Scuccimarra “Il mio teatro”

Da oltre trent’anni mette in scena spettacoli teatrali di qualità e di successo, dove la satira e la comicità intelligente rappresentano le caratteristiche predominanti

di Paolo Paolacci

Dal 22 gennaio scorso al Teatro dei Satiri di Roma presenta “Noi le ragazze degli anni ‘60”. Uno spettacolo teatrale che sembra appena uscito dalla penna di un’autrice capace di cogliere con leggerezza e stupore quello che accadeva  dentro e intorno alle ragazze degli anni ‘60.
Non potevamo quindi mancare di incontrarla.
“La vita fugge e non s’arresta un’ora, diceva Petrarca nel ‘300”.
Cosa si prova a riproporre dopo trent’anni uno spettacolo come “Noi le ragazze degli anni ‘60”?
“Non ripropongo lo spettacolo dopo trentanni, bensì lo propongo da trentanni senza nemmeno un’interruzione, è cosa ben diversa. Pochi sono gli spettacoli in grado di reggere tanto tempo senza sapere di muffa, merita un festeggiamento”.
Sì è di questo che volevamo parlare. Quanto è restato attuale?
“Uno spettacolo che ci racconta come eravamo un tempo e come siamo oggi non passa mai di moda, in fondo è comunque un pezzo di storia dell’umanità che si svolge sul palcoscenico ed è sempre interessante andare a vedere chi ti fa una bella sintesi di quello che eri e di quello che sei. Siamo tutti troppo occupati per farlo ognuno per conto proprio. E poi, si ascolta ancora la musica dell’epoca, in vetrina ricompaiono i modelli di allora, in tivvù resistono tanti personaggi di quegli anni  ancora considerati da tanti, ‘favolosi’ ”.
Certamente quegli anni hanno coinvolto un’intera generazione con la passione. Tu a cosa volevi arrivare quando lo hai scritto?
“Questo testo lo scrissi nel 1980, ben trentatreanni fa. Sentivo appunto parlare dei ‘favolosi anni ’60’. A me non sembravano tanto favolosi  e quindi mi misi a spiegare perché per me non lo fossero: temevo il ritorno di quel decennio, temevo che le donne potessero perdere le conquiste faticosamente raggiunte e mi sembra che ce la stiano mettendo tutta per mettere in discussione i traguardi conseguiti dal ’68 in poi”.
Ma chi era Grazia Scuccimarra ieri e chi è oggi?
“Grazia era una ragazza piena di ideali, di slanci sinceri, di principi radicati. Oggi è una vecchia ragazza piena di ideali, gonfia di rabbia, straripante principi oramai di cemento armato, che si sente impotente davanti allo sfacelo ma che continua a parlare, a sparlare, a litigare. Ho un bel fegato gonfio, non c’è che dire…”.
Certamente. Ma vedere un pubblico in lacrime dal ridere fa un bell’effetto positivo. A chi consigli questo spettacolo?
“Non consiglio mai di vedere un mio spettacolo, credo nelle scelte autonome, anzi, mi meraviglio sempre di come tanta gente abbia voglia di uscire la sera per venire a teatro proprio per me”.
Programmi futuri?
“Intanto che festeggio il trentennale delle ragazze a Roma e in giro per Italia, penso al prossimo spettacolo…anche quello sarà un ulteriore aggiornamento sull’evoluzione – o involuzione – della società nella quale viviamo. Bisogna periodicamente fare il punto della situazione. Il mio teatro è sempre stato questo e tale rimarrà. Una bella serata si può dedicare sempre con piacere a tutti”.

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