12/09/2022
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Le vitamine B e C: Cosa c’è da sapere per la nostra salute

di Alessandro Cerreoni

Qual è l’importanza delle vitamine per il nostro organismo? Vitamine B e C, come integrarle e come tenere sotto controllo i loro valori? Cosa sono e che funzioni svolgono per la nostra salute?  Per saperne di più ne parliamo con il dottor Antonio Gorini, un medico che ha scelto la mission professionale di mettere al centro la persona nella sua complessità e trovare la cura che sia personalizzata e volta a ristabilire uno stato di salute prolungato 

Tra le vitamine importanti per il nostro organismo ci sono la C e quelle del complesso B. In breve, qual è la loro importanza?

“Tutte le vitamine sono importanti. Non ve ne è una più importante delle altre. Ciò che è creato da Madre Natura ha sempre uno scopo. Possiamo dividere le vitamine in due grandi gruppi: il gruppo in cui le vitamine hanno affinità con l’acqua (idrosolubili) e quelle che hanno affinità per il grasso (liposolubili). Nel primo gruppo troviamo tutto il gruppo delle vitamine B, la H, la C e la PP. Queste vitamine non si accumulano nell’organismo e devono, pertanto, essere assunte ogni giorno con l’alimentazione. Nel secondo gruppo troviamo le vitamine A, D, E, K. Queste sono presenti nel grasso degli alimenti e vengono immagazzinate nel nostro fegato. Tutte le vitamine sono indispensabili per il corretto funzionamento delle cellule, svolgendo compiti diversi per ottimizzare il metabolismo, cioè le varie trasformazioni chimiche, che garantiscono l’efficienza e la salute di ognuno di noi. Le vitamine del gruppo B e la C sono sicuramente tra le più note e quelle che vengono supplementate più frequentemente, spesso anche quando non ve ne è bisogno”.

Entriamo nel dettaglio: la vitamina C. Qual è la sua funzione?

L’acido ascorbico, o vitamina C, fu isolata dal limone nel 1930, ma il suo ruolo nella fisiologia umana fu descritto da Szent-Gyorgy, che ricevette il premio Nobel per la medicina nel 1937 per questa scoperta. La carenza di questa molecola provoca lo scorbuto, malattia caratterizzata da problemi connettivali, coagulativi, ossei. Alcuni sintomi sono: emorragie gengivali, deperimento generale, debolezza, diminuito assorbimento intestinale di ferro e ritardo nella guarigione delle ferite, deficit di accrescimento osseo, dolori muscolari, depressione. Oggi è raro osservare la manifestazione clinica dello scorbuto. In passato veniva riscontrata soprattutto nei marinai, che navigavano per mesi senza potersi nutrire di frutta e verdura freschi. Dalla sintomatologia che provoca la carenza di vitamina C si evince la sua importanza per la salute dell’uomo. Vediamo a cosa serve: La sintesi del collagene avviene solo in presenza di vitamina C; partecipa come cofattore in numerosi processi enzimatici e metabolici; ha azione antiossidante e detossificante; sostiene le difese immunitarie; partecipa alla sintesi di ormoni e neurotrasmettitori; favorisce l’assorbimento e l’utilizzo del ferro”.

Cosa possiamo fare per avere un valore adeguato di vitamina C tra alimentazione e assunzione di integratori?

“Sappiamo che assumere alte dosi di questa vitamina ne riduce l’assorbimento, pertanto, è meglio assumere piccole quantità (100-150 mg) di ascorbato divise in diversi momenti della giornata. Possiamo assumerla dagli alimenti (agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie, radicchio, spinaci, broccoletti, broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni, patate, soprattutto se novelle) o da integratori. Fumo, stress, inquinamento ed alcuni farmaci ne riducono l’assorbimento. Quindi, mangiare un paio di frutti lontano dal pasto e le verdure al pasto garantiscono un adeguato ingresso di vitamina C. In corso di malattia o stress può essere utile aumentare l’assunzione con integratori”.

E’ bene controllare il valore della vitamina C periodicamente?

“Si può dosare nel sangue il livello di acido ascorbico, ma nella pratica non si richiede mai. Nel nostro paese è difficile assistere a quadri di carenza grave, anche se non è escluso avere deficit di questa vitamina in forma non sintomatica. Piuttosto che dosare i livelli ematici consiglio di garantire un’alimentazione ricca di verdure e frutta freschi di stagione”.

Esiste il rischio di eccesso di vitamina C?

“No, perché sopra una certa soglia viene eliminata con le urine. Deve fare attenzione a non esagerare nell’integrazione di vitamina C chi è soggetto a frequenti coliche renali per calcoli di ossalato. Inoltre, un eccesso giornaliero di integratori assunti per via orale può dare disturbi gastrointestinali”.

Passiamo al complesso di vitamine B: quali sono?

“Le vitamine del gruppo B sono: B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5 (acido pantotenico), B6 (piridossina), B7 (inositolo), B8 (biotina), B9 (acido folico), e B12 (cobalamina). Ognuna svolge un ruolo importante in varie tappe del metabolismo”.

Tra le vitamine B, ce n’è qualcuna più importante delle altre? ad esempio la B12…

“Le più note sono la B12 e l’acido folico, ma sono tutte importanti. Per alcune è difficile andare in carenza, poiché ne servono minime quantità, per altre a volte è necessaria l’integrazione per mantenere il corpo in salute. Ad esempio, la B12 è carente in chi segue uno stretto regime dietetico vegetariano. Infatti, questa vitamina si trova in piccole quantità solo in alimenti animali, in particolare nel fegato, nella carne, nel pesce, nel latte e nelle uova. Il suo fabbisogno minimo giornaliero, normalmente coperto dalla dieta, è di almeno 2 microgrammi al giorno. I vegetariani, quindi, dovranno assumere un’integrazione giornaliera di B12 per non incorrere in disturbi del sistema nervoso e della sintesi delle cellule del sangue. L’acido folico (B9) è famoso in gravidanza. In questo periodo della vita è indispensabile per portare a termine la formazione del sistema nervoso del nascituro e forse previene altre malformazioni. Nell’adulto compartecipa, forse, alla protezione cardiovascolare, riducendo i livelli di omocisteinemia. Di norma l’assunzione con la dieta è più che sufficiente. Alimenti naturalmente ricchi di acido folico sono, per esempio, le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), i legumi (fagioli, piselli), la frutta (kiwi, fragole e arance) e i semi oleosi come mandorle e noci. Indispensabile l’integrazione per la donna nel periodo del concepimento e per almeno i primi 3 mesi di gravidanza”.

Anche in questo caso cosa si può fare per mantenere un valore adeguato di vitamine B?

“Seguire una dieta idonea come già detto. Dosare almeno annualmente i livelli di B9 e B12 e, in caso di carenza, integrare con forme ad alta biodisponibilità. In campo oncologico vi sono remore nell’utilizzo di integratori di acido folico. Al momento, però, non vi sono certezze sul fatto che questa molecola possa nutrire la malattia. Pertanto, è importante in questi pazienti dosare i livelli sierici di folato e, se vi è carenza, è necessario l’integrazione fino ad ottenere valori normali”.

Quali sono gli “inconvenienti” per la nostra salute in caso di bassi livelli di vitamine B?

“Oggi è difficile osservare carenze marcate e, quindi sintomatiche, delle varie vitamine B, eccetto B9 e B12, di cui abbiamo già parlato. Nel passato la carenza di B1 era frequente nelle popolazioni che si nutrivano solo di riso brillato e causava il “beri-beri”, malattia caratterizzata da danni al sistema nervoso. Nelle popolazioni povere e malnutrite si osservava il deficit di B2, che comporta alterazioni di pelle, mucose e intestino”.

Via Archimede, 138 – Roma

www.biofisimed.eu – Tel 06.64790556 (anche whatsapp) – antonio.gorini@biofisimed.eu

https://www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

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