12/09/2022
HomeCulturaManila Nazzaro: Il “potere rosa” che le dà forza

Manila Nazzaro: Il “potere rosa” che le dà forza

di Rosa Gargiulo –

Un racconto di vita – e professionale – in cui possono rispecchiarsi tantissime donne: “È quello che spero, che le donne e le ragazze più giovani possano attingere dalla mia esperienza, e trovare il coraggio e la forza necessarie per andare avanti, costruire – e in qualche caso ricostruire – la propria vita.” afferma Manila.

Foggiana di nascita, dopo la scuola superiore si iscrive alla facoltà di medicina all’università di Chieti, che poi lascia per inseguire la carriera artistica. “Il mio sogno nel cassetto era partecipare a Miss Italia, e comunque avere una carriera di tipo artistico. Dopo un primo tentativo non riuscito, è arrivato il momento giusto anche per me”. 

Nel 1999, infatti, tre anni dopo la sua prima partecipazione, viene eletta sessantesima Miss Italia (ricevendo anche le fasce di Miss Cinema e Miss Eleganza).

La sua carriera è ricca e variegata: testimonial di campagne pubblicitarie, conduttrice televisiva e radiofonica, attrice in teatro, protagonista di reality show. Manila ha continuamente sperimentato le molteplici declinazioni del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, fino alla recentissima partecipazione al Grande Fratello. Senza mai perdere di vista se stessa, i suoi valori, la sua vision professionale.

“Avrei potuto usare una strategia ben precisa, anche durante la partecipazione al Grande Fratello, ma non l’ho fatto perché sono una persona vera, non indosso maschere, e credo che il pubblico debba conoscermi per quello che sono”.

Tutto quello che Manila è, tutto ciò in cui crede, è racchiuso nel suo libro autobiografico, “Cintura rosa di sopravvivenza” (Rogiosi Editore). Ecco che torna il rosa, il women power di cui questo lavoro è intriso: “Mentre lo stavo scrivendo, e poi rileggendolo, pensavo al titolo. Di fronte alle storie che ho raccontato, alle esperienze vissute, a qualche momento non facile, mi sono detta che ero sicuramente una cintura nera di sopravvivenza. Il mio amico, e ufficio stampa, Tommaso Martinelli mi ha apostrofata dicendo: non cintura nera, cintura rosa! Così è nato il titolo della mia autobiografia”, ci racconta, con voce densa di entusiasmo e soddisfazione.

Sì, perché quando Manila parla di se stessa, degli episodi della sua vita, e di questo ultimo impegno che l’ha vista indossare i panni della scrittrice, ha gli occhi che brillano e la voce che trasmette energia e contentezza. Quella di una donna che ha saputo e sa valorizzare ogni suo aspetto, intimo e professionale.

Una vita privata impreziosita da due figli e un compagno – l’ex calciatore ora dirigente sportivo Lorenzo Amoruso, da genitori che non le hanno mai fatto mancare il loro sostegno, e qualche buon amico. Nel suo percorso non mancano, però, momenti difficili – che lei stessa definisce bui: grandi delusioni sentimentali, un matrimonio che naufraga, la scoperta della malattia autoimmune: “Ricordo perfettamente il momento in cui realizzai che qualcosa non andava bene. Era notte e mi ero addormentata da poco, all’improvviso sentii il cuore rimbombare forte nelle orecchie, batteva come un tamburo impazzito. Una sensazione terribile. Sembrava quasi che fosse sul punto di scoppiare”. 

È del 2014 la scoperta del Morbo di Basedow, di cui Manila racconta, e che l’ha messa a dura prova non soltanto fisicamente ma anche psicologicamente.

Un anno duro, da cui esce con una nuova consapevolezza: “La malattia può stravolgerti la vita, ma non è detto che lo faccia soltanto in senso negativo. Può farlo anche in meglio: dopo l’intervento e le terapie, dopo i mesi di tristezza e solitudine, ho scoperto che qualcosa in me era cambiato, sentivo di essere una nuova Manila. La malattia mi ha insegnato tanto”.

Il suo libro è un vero e proprio diario, un viaggio nel tempo e dentro se stessa. Il racconto di una ragazza del sud che sogna di diventare Miss Italia, e ci riesce. Che sogna di fare televisione, e ci riesce. Che sogna di avere una famiglia, e ci riesce.

Manila si racconta senza filtri e senza remore, lanciando anche più di una stoccatina a colleghe e colleghi che non le hanno risparmiato qualche sgambetto. “Ho scritto questo libro per dire a me stessa che sono stata brava, che ce l’ho fatta anche quando credevo di non averne la forza. L’ho scritto per le tante ragazze e donne che mi seguono e che possono riconoscersi nella mia storia. Perché il rosa esprime la forza di cui siamo capaci, la nostra resistenza e la capacità di rinascere”. 

Una donna vera, persona più che personaggio, che non nasconde i propri sentimenti e le emozioni. Il rosa è davvero il colore della forza e della determinazione delle donne, sempre pronte a rinascere e rimettersi in gioco!

Condividi Su:
Luca Lione: L’asce
La Madernassa: Il Ri

redazione@gpmagazine.it

Valuta Questo Articolo
NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO