12/06/2022
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Luca Lione: L’ascesa del giovane pianista

Conosciamo da vicino questo bravissimo artista italiano tra i più affermati nonostante la giovane età. Ha all’attivo oltre quaranta riconoscimenti nazionali ed internazionali. Oltre all’attività concertistica svolge anche quella di docente al Conservatorio

Luca grazie di essere qui con noi, Sei uno dei più giovani pianisti concertisti internazionali del nostro tempo. Come ti sei avvicinato alla musica?

“Grazie a voi per l’invito. L’approccio alla musica avvenne per pura casualità, come spesso capita a molti musicisti. Frequentavo amici i quali studiavano in una scuola di musica del mio paese di nascita, Cassano allo Ionio. Incuriosito, provai e presi le prime lezioni di Pianoforte da una amica di scuola di mia madre Ornella. La mia insegnante si chiamava Maria Lucia Arcidiacono, donna profondamente devota alla didattica e all’amore verso la musica. Lei fu determinante nella mia vita musicale. Dopo due anni di lezioni con lei, entrai in Conservatorio e da lì continuò incessantemente il mio entusiasmante e inesauribile percorso musicale. Dapprima senza molte pretese, successivamente studiai tantissimo, senza limiti di tempo, fino a farne una professione e a vivere di musica. Tanti rinunce, tanti sacrifici, ma rifarei mille altre volte la stessa scelta”.

A cosa ti ispiri quando affronti un nuovo lavoro?

“Intanto vi è a monte un mio percorso di ricerca del repertorio giusto, a seconda del periodo, del repertorio che mi permetta di esprimere al meglio ciò ho da raccontare attraverso le grandi opere che i compositori del passato ci hanno lasciato; successivamente, cerco di reperire quante più informazioni possibili sul nuovo lavoro da affrontare, leggo, ascolto qualcosa senza eccessi (generalmente non amo essere eccessivamente influenzato da chi ha suonato prima di me quel repertorio – lo faccio una volta che sento la composizione “mia” in modo tale che possa confrontarmi con altre interpretazioni in giro sul web o live). Bisogna prima studiare, poi suonare! Studiare con l’amore, con la dedizione e con la cura che ogni nota necessita, avendo rispetto del pensiero dell’autore, delle intenzioni, senza far prevalere la nostra idea in maniera assoluta, il tutto però, senza mai annullare la propria personalità, la propria creatività, la propria ispirazione. La natura, la spiritualità, l’amore, sono fondamentali fonti di ispirazione nella mia vita. Da sempre. Cerco sempre di canalizzare il tutto in ciò che suono e credo sia determinante. Bisogna avere tanta pazienza e mai fretta di voler finire… è cosa nota: le cose belle richiedono tempo e sacrificio. Il compito del musicista è quello di fare da  tramite tra il compositore e il pubblico, null’altro! Il puro esibizionismo non porta molto lontano”.

Quale compositore maggiormente rispecchia il tuo “io” e perché?

“In assoluto Robert Schumann! La sua personalità e le sue infinite sfaccettature, mi hanno da sempre incuriosito e affascinato tanto da non riuscirne più a fare a meno. La sua musica è presente quasi ogni giorno sul mio pianoforte. Amore, follia, malinconia, stupore, sogno, ecc… Tutto questo è ciò che vivo ogni giorno insieme alle sue pagine e sono sincero, i suoi cambi repentini d’umore, rispecchiano perfettamente la mia personalità. (Sarà l’inclinazione del musicista?) Credo che Schumann abbia lasciato all’Umanità intera dei rari “gioielli” che meritano la massima cura e attenzione. Di recente ho anche pubblicato il mio primo disco edito dalla “Da Vinci Classics”, interamente dedicato alla sua figura. L’album contiene Sonata op. 22 n. 2, Humoreske op. 20 e Geistervariationen. Spero di divulgare quanto più possibile la sua musica”. 

Dalla Calabria ai palcoscenici internazionali. Come hai vissuto questo?

“Amo il palco, amo il pubblico e amo viaggiare. Meglio di così? Vivo il tutto con molta serenità, naturalezza e sempre con gli occhi curiosi del bambino che da piccolo sognava di suonare il Pianoforte e vivere di musica. Credo non ci sia cosa più bella che essere se stessi, tenendo fede alla propria persona e ai propri valori, anche dopo risultati importanti raggiunti con immensi sacrifici. Porto sempre con me la mia amata Calabria, con le sue immense difficoltà ma con anche le sue immense bellezze. Ringrazio sempre i miei genitori e tutta la mia famiglia. Se oggi sono arrivato fin qui, è anche grazie a loro, ai loro sacrifici e al loro supporto emotivo ed economico”.

Sei uno dei pianisti più affermati del momento ma sei anche un docente di musica al Conservatorio di Potenza. Rispetto ad un concerto, cosa lascia in te l’insegnamento?

“È una attività che va di pari passo con lo studio e con l’amore che nutro nei confronti della musica. Amo insegnare e sono appassionato alla didattica. Donare ciò che i miei insegnanti mi hanno donato, non ha prezzo. Quanto mi rivedo nei miei allievi e quanto imparo anche io dalle loro unicità! Vedere l’entusiasmo, la sete di sapienza di giovani studenti, fa sperare in un futuro sempre più roseo per la musica classica. Un bravo musicista, non smette mai di studiare e… sognare”.

Quali sono i tuoi progetti futuri e dove ti vedremo?

“Ho diverse cose in cantiere, ma per scaramanzia preferisco non dire nulla o quasi!  Diciamo che sarò presente da solista in diversi concerti all’estero e chissà… spunterà una nuova incisione discografica?”. 

In una sola parola cosa rappresenta per te la parola “musica”?

“Energia”.

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