12/06/2022
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Roberta Cappelluti: “Alleno la testa di chi fa sport”

di Luca Dell’Oro –

Le capacità fisiche non sono tutto: la voglia, la determinazione e le motivazioni fanno sempre più spesso la differenza. Lo racconta Roberta, psicologa clinica con specializzazione nello sport, nata a Roma trentadue anni fa. “Una delle mie più grandi passioni forse è proprio vivere nella città eterna che regala paesaggi mozzafiato e dove ritrovo la mia famiglia e i miei più cari amici”, racconta Roberta che ha sviluppato il rapporto fra psicologia e sport proprio nella Capitale.

Come inizia il tuo percorso professionale?
“La psicologia mi è sempre piaciuta e testarda come sono, ho guadagnato l’accesso alla facoltà di Psicologia della Sapienza. Nel frattempo ho sempre nutrito passione per il calcio seguendo questo sport anche allo stadio fin da quando avevo 9 anni. Quando ancora studiavo psicologia, i miei sfoghi e le mie punzecchiate sui social hanno catturato l’attenzione di una emittente televisiva che mi ha chiamata a collaborare in diretta nel suo programma di sport. Da quel momento non ho più abbandonato il calcio ed anzi ho fatto confluire i miei studi in questa passione specializzandomi proprio nella psicologia dello sport. In più, il mondo del piccolo schermo mi ha affascinato a tal punto che ancora oggi continuo a partecipare in diretta in programmi sportivi ma come ospite e oggi, oltre a lavorare come psicologa dello sport, insegno anche all’interno di un master di una Università di Roma”.
Come nasce la relazione fra psicologia e sport?
“Il progetto che sviluppo nelle società dove collaboro è ideato per supportare la formazione dello staff tecnico, di quello dirigenziale e per dare un sostegno ai genitori rispetto alle caratteristiche delle diverse fasce di età, valutate anche in relazione ai profili psicologici, al fine di implementare proposte che siano realmente adeguate alle possibilità non solo fisiche e motorie, ma anche psicologiche e mentali dei piccoli atleti utilizzando il gioco del calcio quale strumento educativo”.
Come si lavora sul… campo?
“Con un singolo atleta l’intervento è richiesto dall’atleta stesso, che per varie cause, spesso a lui sconosciute, non riesce più a rendere come ha sempre prodotto oppure vorrebbe capire come poter aumentare le sue capacità in quel determinato sport. In un gruppo sportivo l’intervento è molto diverso: incontriamo i vari componenti per dare un’inquadratura del nostro ruolo e far capire che non si è lì per qualche ‘problema psicologico’ ma per un intervento a carattere formativo su aspetti psicomotori, relazionali e di attualità”.
Quanto è decisiva la testa per i risultati?
“La mente è molto importante e questo è stato recentemente evidenziato anche da mister Massimiliano Allegri il quale ha parlato apertamente al pubblico di come la Juventus stia seguendo un percorso psicologico realizzato dal loro team capeggiato dal bravissimo Vercelli. Questo è molto importante per far capire a tutti come anche i ‘Big’ si affidino allo psicologo!”.
Quali sono i tuoi ambiti d’azione?
“Allenatori, dirigenti, atleti e genitori devono individuare nello psicologo dello sport una figura professionale con la quale confrontarsi e riflettere su quelle dinamiche emotive e relazioni, magari meno visibili, ma fortemente incisive sullo spirito della società e conseguentemente sui risultati sportivi”.
Come porterai avanti questa esperienza?
“Continuerò a crescere con la psicologia, il mio lavoro nelle scuole calcio lo porterò avanti con l’idea di entrare anche in società maggiori. C’è discriminazione rispetto alla figura femminile; ho lottato molto, con grandi riconoscimenti, per la figura delle calciatrici ma è arrivato il momento di lottare anche per me”.
Contatti Social
Instagram @roberta.cappelluti
Facebook: Dottoressa Roberta Cappelluti

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Alessandra Fioravant

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