06/12/2024
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Teatro Prati: Festeggia i suoi 25 anni con una stagione dedicata a Eduardo Scarpetta

di Mara Fux –

Con un’accurata selezione di quattro delle più divertenti commedie tratte dal repertorio di Eduardo Scarpetta, il Teatro Prati di Roma festeggia il 25° anniversario dall’apertura di questo autentico cammeo capitanato dall’attore e regista Fabio Gravina, capocomico della QuartaParete, compagnia stabile composta da vere “macchine da guerra” di matrice partenopea che di settimana in settimana, sette giorni su sette, mettono nella recitazione “anema e core” offrendo tutti se stessi agli spettatori. E il risultato si vede. Il pubblico affluisce regolarmente dal martedì alla domenica applaudendo battute, mimica, gestualità di una squadra di attori che lavora con serietà per offrire un prodotto curato sotto tutti gli aspetti.. “Di questi tempi allestire commedie teatrali che prevedono anche dieci o dodici personaggi in scena ovvero tanti quanti spesso ne richiedono le opere del repertorio teatrale cui attingiamo,” sottolinea Fabio Gravina direttore artistico della sala “è un’impresa molto onerosa che solo la presenza continuativa del pubblico può ripagare. Senza considerare l’impegno di offrire alla visione del pubblico scene e costumi confacenti al contesto” prosegue Gravina “ove ogni particolare ed ogni dettaglio sono curati stringendo magari la cinta ma non il portafoglio affinché il pubblico goda davvero di quel che ha diritto e cioè un buono spettacolo.” La cura dei particolari di cui parla Gravina a tutti gli effetti inizia già dal foyer del teatro, quando scendendo i gradini che dal botteghino conducono alla platea, si è accolti da vetrine contenenti autentici cimeli quali, ad esempio, la coppola di Eduardo in “Natale in casa Cupiello”, lo scialle di Pupella che della sala fu grande amica finanche la testa in legno dello storico “Pinocchio” interpretato da Nino Manfredi o la divisa bianca di Alberto Sordi indossata in “Polvere di Stelle”.
“Quando 25 anni fa aprii la sala” racconta Fabio Gravina “non sapevo fin dove sarei riuscito ad arrivare ma avevo ben chiaro come progetto l’idea di voler divenire un riferimento della “napoletanità” per il pubblico e posso dire con fierezza che oggi il Teatro Prati lo è. Il nostro repertorio” prosegue Fabio Gravina “ha sempre attinto ai testi di Fayad, di Curcio, dei fratelli De Filippo allestendo commedie note e altre meno rappresentate. Sul nostro palcoscenico sono passati ripetendosi anche nel corso delle stagioni “Non è vero ma ci credo”, “La fortuna con la effe maiuscola”, “I casi sono due”, “Come rapinare una banca” e tantissimi altri titoli ma per celebrare un anniversario così importante ho scelto di dedicare la Venticinquesima stagione a Eduardo Scarpetta, sia per rendere giusto merito al calibro del personaggio, sia intuendo nell’enorme successo ottenuto la scorsa stagione con “Il medico dei pazzi” quanto il pubblico, dopo la Pandemia, avesse davvero necessità di ridere. E sottolineo il termine necessità come reale bisogno fisico di tornare l’uno accanto all’altro a condividere un momento di cui si è stati privati per lungo tempo. Con “il medico dei pazzi” siamo stati in scena 8 settimane riempiendo tutte le sera la sala, ma se avessi prorogato per altre 8 settimane non avrei avuto problemi nel riempire la sala pure nelle successive otto.” Due mesi di rappresentazione consecutiva, quindi, ovvero circa 56 repliche a spettacolo per un passaggio medio di spettatori a rappresentazione in un cammeo da 120 posti. Il conto lo lascio a voi. La stagione, iniziata a ottobre con “ ‘ O scarfalietto” e proseguita con “ 3 calzoni fortunati” ambedue opere che vedono protagonista Felice Sciosciammocca disegnato da Scarpetta nelle diverse visioni di alto borghese e umile scopino, prevede nella sua seconda parte l’allestimento di “ ‘na pecora viziosa” dal 9 febbraio al 24 marzo 2024 e “ ‘a nanassa” dal 5 aprile al 26 maggio 2024 spettacoli che consigliamo vivamente a tutti di non perdere anche perché, come recita il motto impresso all’ingresso del teatro, “un giorno senza una risata, è un giorno sprecato”.

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