12/03/2022
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La vitamina D: Per il nostro benessere non deve mancare mai!

di Alessandro Cerreoni –

Durante quest’ultima pandemia è stata “riscoperta” l’importanza della vitamina D per prevenire le infezioni. Per capire quanto sia importante per la nostra salute, ne parliamo con il dottor Antonio Gorini (*), esperto di nefrologia, medicina integrata, fitoterapia, omotossicologia, microimmunoterapia e alimentazione.

Parliamo di vitamina D: in parole semplici cos’è?
“La vitamina D è una vitamina liposolubile. Insieme alle sorelle A, E e K ama sciogliersi nei grassi. In realtà le funzioni della cosiddetta Vitamina D la rendono più simile ad un vero e proprio ormone”.
Qual è la sua funzione?
“E’ talmente importante che madre natura ce la fornisce in vari modi, sia con gli alimenti che con il sole. In ogni caso è necessaria una serie di trasformazioni chimiche per arrivare alla forma attiva, che agisce direttamente nel nucleo della cellula. Proprio perché ogni cellula del nostro corpo ha i recettori per questa molecola e li ha dentro la cabina di regia (nucleo) si comprende quanto sia importante per la nostra salute. La vitamina D, infatti, modula il sistema immunitario, mantiene le cellule sul loro ruolo, evitando che si trasformino in cellule malate/anomale (ad esempio, bassi livelli di vitamina D sono legati a una maggiore incidenza di cancro e i dati più convincenti sono quelli che riguardano il tumore del colon-retto), permette l’assorbimento del calcio e la sua inclusione nelle ossa (mineralizzazione), ha azione antimicrobica, protegge cuore e vasi sanguigni, riduce l’infiammazione cronica, per limitarci alle cose più importanti”.
Con l’arrivo della stagione fredda, il suo ruolo riveste particolarmente un’importanza maggiore.
“Come dicevamo, la vitamina D attiva il sistema di difesa del nostro corpo. Quindi, anche contro i germi ‘cattivi’ delle varie forme di influenza e raffreddore tipici del periodo invernale. Questi effetti sarebbero da attribuire alla capacità della vitamina D di favorire l’espressione di proteine ad azione antibatterica come la catelicidina e la beta-defensina, dotate anche di attività antivirale e immuno-modulante. Già nell’Ottocento era nota l’azione antibatterica di preparati come l’olio di fegato di pesce o l’esposizione al sole per migliorare le condizioni delle persone malate di tubercolosi. Successivamente si scoprì che l’elemento terapeutico era proprio la vitamina D”.
E’ possibile assumerla in maniera naturale?
“Assolutamente sì. E’ possibile prenderla dagli alimenti grassi (fegato, uova, burro, latte, salmone, tonno, olio di fegato di merluzzo…, ma anche funghi e in piccole quantità in qualche ortaggio). Alimenti che, in ogni caso, assumiamo in quantità non sufficiente per ottenere i livelli necessari di vitamina D. Numerosi integratori sono costituiti da forme di vitamina D ottenute da animali o vegetali. Sicuramente sono preferibili le forme naturali a quelle di sintesi chimica”.
A livello di integrazione, qual è il dosaggio giornaliero ideale?
“Il fabbisogno giornaliero di vitamina D in un adulto sano è di 10 µg al giorno. Questo fabbisogno può essere soddisfatto dall’esposizione alla luce solare, se questa avviene nelle ore centrali della giornata, per almeno 2 ore, a torso nudo e senza creme protettive anti UVA. Il che avviene molto di rado… Inoltre, invecchiando, si riduce la capacità di attivare con il sole la vitamina D a livello cutaneo. Con gli alimenti abbiamo già detto che è difficile raggiungere il fabbisogno giornaliero, soprattutto in condizioni di malattia. Utile anche l’assunzione di integrazione durante la gravidanza e per i giovani nella fase di crescita. Su quali siano le ‘dosi’ da assumere vi è molta discussione. Alcuni medici preferiscono dare alte dosi settimanali o mensili o anche semestrali. Altri, come me, preferiscono una somministrazione giornaliera. Seguendo i suggerimenti di uno dei più grandi ricercatori ed esperti di vitamina D il Prof. Michael F. Holick, sappiamo che la somministrazione giornaliera permette risultati migliori. Riguardo la dose le linee guida raccomandano da 400 a 1.000 UI (Unità Internazionali) al giorno per i neonati sin dai primi giorni di vita, da 600 a 1.000 UI al giorno per i bambini, gli adolescenti dovrebbero essere trattati come adulti con un apporto di 1.500-2.000 UI al giorno. Dosi maggiori possono essere necessarie in alcune situazioni particolari (ad es., obesità, malattie infiammatorie e cronico-degenerative) e verranno gestite dal medico. Oggi come oggi vi è l’imbarazzo della scelta sulla formulazione da assumere. Infatti, trovate in commercio gocce, compresse masticabili, compresse, capsule, spray sublinguali, stick assorbibili sulla lingua, di tutto di più… Le gocce oleose conviene assumerle sopra una mollica di pane per evitare di perdere una quota di prodotto che potrebbe aderire al bicchiere. Non importa se l’assumiamo a digiuno o a stomaco pieno. Infine, come dice anche il Prof. Holick non vi è alcuna evidenza che l’assunzione contemporanea di vitamina K ne favorisca la funzione e/o l’assorbimento. Peraltro, la vitamina K è facilmente assunta in dosi sufficienti con la normale alimentazione”.
Quando si fanno le analisi del sangue, sono sempre in pochi coloro che inseriscono anche questo esame, per quale motivo?
“Probabilmente perché si pensa alla vitamina D solo nell’ottica della prevenzione dell’osteoporosi, pertanto, l’esame viene richiesto principalmente in questi casi. Per quanto sopra esposto sarebbe molto importante richiederlo a tutti, almeno una volta l’anno”.
Qual è il livello/valore della vitamina D per dire di averne a sufficienza nel nostro organismo?
“La maggior parte dei laboratori dosa la 25-OH vitamina D e fornisce come livelli di normalità valori sopra i 30 ng/ml. Alcuni studi mostrano un effetto protettivo verso molti tumori a livelli di 60-70 ng/ml”.
Durante i primi mesi di Covid si è parlato molto della vitamina D come supporto di altre terapie farmacologiche per la prevenzione e la cura della malattia; in quel caso il mondo si divise tra scettici e favorevoli. Come stanno esattamente le cose?
“La storia della vitamina D e la sua efficacia nella prevenzione delle malattie infettive è ben documentata e vanta anni di studi e pubblicazioni. E’ stato interessante notare come durante l’ultima epidemia si sia ‘riscoperto’ il ruolo della vitamina D. Non vi è alcun dubbio che chi ha livelli sierici normali di questa molecola è più protetto verso le infezioni, se si ammala ha una forma più lieve e guarisce prima e durante la terapia antivirale sicuramente l’aggiunta di dosi adeguate di vitamina D aiuta nel processo di guarigione. Certamente dare la vitamina D ad un malato fortemente compromesso nelle funzioni vitali e con scarsa aspettativa di sopravvivenza difficilmente potrà aggiungere benefici sostanziali”.
Quanto è importante per il benessere dell’organismo al di là della prevenzione delle malattie respiratorie stagionali? E in quali altri casi è utile assumerla?
“Riassumendo, è importante assumere una integrazione di vitamina D in ogni fase della vita. Come abbiamo detto, l’azione della Vitamina/ormone D è come quella di un regista della vita cellulare. Ad ogni età abbiamo la necessità di dirigere le cellule verso la miglior salute possibile. Non dimentichiamo di assumerla durante le fasi di crescita dell’infanzia, nella gravidanza, nella prevenzione delle malattie infettive, nella prevenzione dell’osteoporosi, delle malattie cardio-vascolari e cronico-degenerative (aterosclerosi, demenza, tumori, ecc.). Nelle alterazioni del sistema immunitario sia che funzioni di meno o che sia in iperattività (malattie autoimmuni), nell’infiammazione cronica di basso grado, nella vecchiaia. Non è un caso che in molti paesi la vitamina D sia aggiunta per legge in alimenti di largo consumo come latte e derivati proprio per fornire alla popolazione a costo zero questo importante ormone. Nel nostro paese vi sono state molte proposte in tal senso, al momento ancora disattese. In conclusione, ricordiamoci di assumere la giusta quantità di vitamina D ogni giorno soprattutto in autunno e inverno, ma anche il resto dell’anno, se non abbiamo la possibilità di metterci sotto al sole o se abbiamo malattie croniche/infiammatorie”.
Via Archimede, 138 – Roma
www.biofisimed.eu – Tel 06.64790556 (anche whatsapp)
antonio.gorini@biofisimed.eu
https://www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

(*) Il dottor Antonio Gorini è esperto di Nefrologia, Oncologia Integrata, Medicina Funzionale di Regolazione, Low Dose Medicine, Medicina Integrata, Fitoterapia, Omeopatia e Omotossicologia, Microimmunoterapia, Ossigeno Ozono Terapia, Statistica della Ricerca e Pratica Clinica, Agopuntura. E’ docente presso l’International Academy of Physiological Regulating Medicine

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