10/20/2021
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Mirna Zambelli: “Genitori non fate i capricci!”

di Francesca Ghezzani –

È l’autrice del libro “Mamma e Papà, non fate i capricci!” (Brè Edizioni) con cui ha analizzato l’esperienza del capriccio in un’ottica diversa, attraverso un vero e proprio ribaltamento di prospettiva.

Laureata in Scienze dell’Educazione e specializzata in Scienze Pedagogiche, la Dottoressa Mirna Zambelli procede la sua formazione con numerosi Master e corsi in particolare nell’ambito della Pedagogia delle Emozioni, disciplina che si focalizza sul rapporto tra le emozioni, l’apprendimento e il benessere globale della persona.
Mirna, cosa è un capriccio e perché è un evento profondamente segnante per un adulto?
“Si utilizza il termine ‘capriccio’ per definire quell’insieme di gesti, azioni e dinamiche espressivo-relazionali (urli, bronci, pianti interminabili, rifiuti, ostinazioni) attribuite comunemente all’età dell’infanzia e caratterizzate da forte emotività, irragionevolezza, aggressività e molto altro. Si tratta di atteggiamenti che i genitori vivono spesso con sorpresa, fastidio o ansia in quanto a volte eccessivi, imbarazzanti, incomprensibili, lontani dalle loro aspettative, difficili da gestire o particolarmente snervanti, Quando tutto ciò va a sommarsi a situazioni di stanchezza, stress o preoccupazioni varie si può innescare un mix esplosivo che nulla ha a che vedere, in realtà, con il bimbo e il suo comportamento capriccioso in atto”.
Chi sono Leo e Tea all’interno del libro?
“Leo è un bimbo di 4 anni, vivace e curioso, gli piace giocare da solo e tiene molto ai suoi giochi, ma spesso la mamma lascia che li usi anche Leonardo, il suo fratellino, e questo lo fa proprio innervosire! I suoi genitori lo ritengono ostinato e capriccioso, ma lui sa di non esserlo! Tea, 7 anni, è molto intelligente, goffa e un po’ disordinata. Non le piace essere una sorella maggiore, una vera rottura, ma ciò che proprio non sopporta è quando la definiscono capricciosa, lei non è capricciosa, ne è assolutamente sicura! Leo e Tea sono i due personaggi che, intercalandosi tra le mie parole e le testimonianze dirette di tante mamme e papà, accompagnano i lettori tra i vari capitoli del manuale e, con le loro esperienze, pensieri e sfoghi, offrono ‘l’altra prospettiva’, l’altro modo di stare nelle relazioni familiari, raccontando le loro emozioni contrastanti e la loro fatica di crescere”.
Qual è il profilo del genitore tipo oggi tra punti di forza e debolezza?
“Educare è una sfida impegnativa, sorprendente ma a tratti anche estenuante: non di rado i genitori si sentono inadeguati o scoraggiati, in vortici di stati d’animo ed emozioni che rischiano di innescare circoli viziosi di disistima o di paralizzare le loro potenzialità. La frammentazione delle famiglie di oggi non è di aiuto; differenziazione e moltiplicazione di modelli di convivenza ma anche di bisogni e di stili di vita connotano il tempo contemporaneo. Fortunatamente si osserva anche un sincero e profondo interesse verso il mondo dell’educazione e della responsabilità genitoriale”.
Infine, cosa si intende per “capriccio del genitore” e come può questo manuale aiutare figli e genitori a crescere insieme?
“I genitori sostengono che i bambini urlino, si ostinino e facciano di tutto per portarli allo sfinimento pur di raggiungere i loro obiettivi, ma anche i genitori non son da meno in quanto a grida ed ostinazione per convincere il figlio o la figlia a far ciò che vogliono loro! Confrontando i comportamenti dei figli con i propri, i genitori si accorgeranno di non essere molto diversi e di mettere troppo spesso in atto anche essi stessi comportamenti impulsivi, eccessivi, irritanti, insopportabili! Comprendere e gestire le proprie reazioni significa evitare di mettere in campo azioni e soluzioni inappropriate; frustrazioni, stress, fretta, condizionamenti o modelli educativi passivamente interiorizzati possono portare ad agire in modo spropositato, istintivo, incoerente, sordo a quell’appello rivolto agli adulti che è il ‘capriccio’ del bambino, anzi caricandolo dei propri atteggiamenti capricciosi”.

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