11/29/2022
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Rosa Criscuolo: Informare sperimentando

di Roberto Ruggiero –

Laurea in Legge, Radicale, attivista dell’Associazione Coscioni, comunicatrice e poi autrice e conduttrice tv… Ideatrice del progetto “Il Monito”, che dal web è passato alla tv

Chi è Rosa Criscuolo?

“Non amo parlare dei miei percorsi lavorativi o di studio ma se dovessi presentarmi direi che sono un’attivista per i diritti civili e per le libertà fondamentali e che ha come hobby la comunicazione in particolare quella social. Sono napoletana, passionale, ma severa nel lavoro soprattutto con me stessa”.  

Ci parli de “Il Monito”.

“Il Monito è un’esperienza social culturale nata durante il primo lockdown. Non potevamo lasciare le nostre case, correvamo il rischio di perdere il contatto con gli altri e soprattutto di cadere in una forte depressione sociale.  Da anni mi occupo di campagne per i diritti civili e facendo tesoro dei miei studi di diritto ho pensato di approfondire tematiche di politica giuridica ma anche sociali. Sono riuscita a coinvolgere volontari nella ricerca e alcuni hanno poi scelto di continuare il percorso con la testata di contribuire al progetto di elevare la cultura social, insomma chi voleva poteva non sentirsi annullato dai dpcm, almeno sul web. Così sono nati personaggi oramai noti sul grande schermo come Suor Anna Monia Alfieri che attualmente è ospite fissa a ‘Quarta Repubblica’ da Porro e Zeudi Di Palma che da Scampia è riuscita a conquistare la corona di Miss Italia ed è apparsa recentemente con Enrico Papi in Big Show. Non sono mancati confronti con personaggi come Marco Cappato, Luca Palamara, Stefania Pezzopane, Valeria Fedeli, Roberto Formigoni, Ylenja Lucaselli, Gianluigi Paragone, Pierluigi Battista, Andrea Cangini, Francesco Storace, Giulio Tarro, Gian Ettore Gassani, Roberta Bruzzone, Catello Maresca, Luca Trapanese. Senza dimenticare la preziosa campagna di sensibilizzazione alla lettura con il salotto culturale che ha visto la partecipazione di tanti scrittori”.

Dal web poi “Il Monito” sbarca in tv, come mai? In genere il percorso è inverso.

“Il Monito è arrivato in tv dopo l’incontro con Lorenza Licenziati su TvLuna, con l’obiettivo di portare l’esperienza consolidata in quegli anni in un programma di 30 minuti. La competenza degli interventi e l’efficacia del messaggio sono stati due elementi essenziali su cui costruire lo spazio di parole e pensieri gestiti con il ritmo dello streaming in tv. Ho potuto notare col tempo che lo streaming è un vero e proprio laboratorio che può contribuire alla creazione di programmi che possono accendere l’interesse del pubblico verso tematiche gestite ancora con lentezza o poco coraggio dalla tv”. 

Informare sperimentando dunque. Può un mezzo tradizionale come la tv alimentarsi di new media?

“Sì. Lo sviluppo di questa cultura social può abbattere le fake news e riportare quell’utenza stanca della informazione alla vecchia maniera che lascia poco spazio alla fantasia e alla libertà di pensare al futuro. Più volte abbiamo sentito parlare della importanza di dare buone notizie ma credo che si sia frainteso il metodo perché si è inteso di dare sic et simpliciter notizie positive. Dare buone notizie, a mio parere, significa usare nel modo migliore gli strumenti a disposizione per aiutare chi assiste ad un programma come questo anche a ricredersi delle proprie convinzioni, magari nutrite dalla pigrizia di informarsi”. 

In questi anni ha studiato il mondo social. Che idea si è fatta di Tik Tok?

“Ho passato molto tempo ad osservare i social e il Tik Tok è una piattaforma democratica che tira fuori il peggio ed il genio dei cittadini del mondo, molto utile per trarre anche elementi necessari addirittura per un tg o per scrivere trattati sull’evoluzione dell’umanità che in maniera stupida ma anche commovente trova unità nei challenge realizzati in ogni vicolo del mondo. Questo social ha reso celebri canzoni dimenticate o addirittura reietti od invisibili della società suggerendo nuove strade di ricerca ed indagine che vanno irrobustite con interventi di protagonisti dotati della giusta competenza di interpretare i nostri tempi e con studi interdisciplinari”. 

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