03/01/2024
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Ciro Venosa: “Se la danza è diventata il mio lavoro è tutto merito dei miei genitori”

Nel nostro viaggio nel mondo della danza, iniziato con Antonio Desiderio Management tre anni fa, approdiamo oggi in Liguria, terra che ha dato le origini “professionali” a Ciro Venosa, divenuto nel tempo danzatore e coreografo di alto spessore. 

Ciro, come sei arrivato alla danza dalla tua terra, la Liguria?

“Mi sono avvicinato alla danza in tenera età con la danza sportiva – danze standard, latino Americano – e contemporaneamente con la danza classica e moderna, prima in Lombardia, precisamente tra Vigevano e Milano, e successivamente al trasferimento familiare in Liguria, ho proseguito gli studi a Savona e poi a Genova, dove ho ricevuto tantissimo, sino alla formazione professionale, iniziando sin da subito la professione di danzatore e poco dopo da docente. Devo dire che la mia passione mi ha portato molto lontano, Parigi, New York, Berlino e successivamente Budapest”.

Un ricordo importante legato alla tua infanzia durante i primi anni di danza?

“La mia prima volta in sala danza, dove mi guardavo attorno stupefatto, e successivamente al mio primo concorso, emozione, agitazione allo stato puro, portando sin da subito alti traguardi. Non volevo in alcun modo sfigurare davanti ai miei insegnanti ma soprattutto non volevo mancare di fiducia ai miei genitori che con molti sacrifici mi hanno dato questa opportunità di studiare, di far crescere la mia più grande passione, diventata la mia professione. Grazie mamma e papà!”.

Il tuo primo ingaggio importante che ha segnato il tuo passaggio da danzatore a coreografo?

“Coreografare un intero spettacolo che mi era stato richiesto per una tournée estiva del 2015 per i vari teatri comunali liguri, “Bolero”, una mia libera rappresentazione omaggiando un grande maestro, Maurice Bejart, per me un mito, un’icona. Tale spettacolo riscosse molto successo, portandolo più volte in scena. Ho avuto l’opportunità di aver lavorato formandomi a fianco a l’étoile Maria Grazia Galante. Poi ho avuto un altro avvenimento importante: coreografare una Solista nonché direttrice del Karma Dance Project di Parigi Alice Valentin, in un inedito dedicato a Maria Callas. Un’esperienza bellissima, a cui devo molto. Un altro passaggio importante nel mio percorso di danzatore e coreografo è stata la conoscenza con Joseph Tmim, coreografo internazionale israeliano, che mi ha insegnato tantissimo e mi ha donato una sua creazione coreografica su di me. Ad oggi, sono nuovamente a fianco ad una grande étoile, Sara Renda, in un nuovissimo progetto coreografico che vi sveleremo il prossimo maggio”.

Come nasce l’idea della GDS Company che dirigi da anni?

“La GDS Dance Company Italia nasce da una mia esigenza di poter creare una compagnia professionale contemporanea, dove poter far esprimere il mio linguaggio coreografico, ma allo stesso tempo dare a giovani talenti una formazione tecnica ed artistica solida, avvalendomi di professionisti del settore altamente qualificati. E dando inoltre opportunità di esperienze formative e professionali in Italia e all’estero”.

Sei anche direttore artistico di un’importante kermesse di danza, Expo Danza, che si svolge da diversi anni a Varazze…

“Ebbene sì, Expo Danza IDFC International Dance Festival Competition è un progetto che si è consolidato negli anni, dal 2015 ad oggi, cambiando un po’ alcuni punti di vista, senza tralasciare mai, l’obiettivo della danza. È un Festival internazionale che richiama la partecipazione di moltissimi danzatori dall’Italia, dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Germania, improntato sulla crescita tecnica ed artistica con stage suddivisi per età, audizioni, e a seguire due concorsi: Urban Steeet HH Competition sezione Hip Hop, International Dance Competition sezione Danza Classica, Moderna, Contemporanea. Sono tanti gli ospiti che di anno in anno invito, tra personaggi della grande danza, della formazione coreutica e dello spettacolo. Inoltre anche giovani professionisti coreografi e docenti. Posso dire che Expo Danza è una kermesse a 360 gradi”.

Un progetto lavorativo che ti piacerebbe realizzare?

“Poter essere coreografo di un ente lirico, e/o poter diventare direttore artistico di un teatro, così da poter programmare spettacoli con coreografi Internazionali e allo stesso tempo con giovani coreografi e compagnie ed offrire opportunità a giovani danzatori”.

Cosa cerchi a livello introspettivo quando crei una coreografia?

“Per lo più cerco energia positiva, esponendo a livello di movimento la persona, con tutte le proprie sfaccettature di carattere e di pensiero… Rielaboro tutto ciò che il danzatore e la danzatrice mi esprimono, anche solo con un sorriso o uno sguardo. È molto importante l’empatia”.

Definisci la danza in una sola parola.

“Magia”.

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