09/30/2022
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Fabio Varrone: Lo scrittore-musicista al servizio del sociale

di Francesca Ghezzani –

In arte Anarchybrain,  annovera nei suoi 30 anni di carriera musicale e artistica 118 album, il disegno, la pittura, la recitazione, il doppiaggio, importanti esperienze sia sul palco con grossi gruppi sia televisive e la pubblicazione di diversi libri

Fabio, partiamo proprio dalla tua produzione editoriale, che trovo ampia e variegata. È così?

“Ciao a tutti. Certamente, ho pubblicato in totale sei libri. Il primo si intitola “I Fumetti anarchici” ed è una raccolta di fumetti demenziali che ho disegnato dal 1993 al 2011.  Il mio secondo lavoro è “Dio vede…e si copre gli occhi” un libro sullo stile di “Parola di Giobbe” di Giobbe Covatta anche se differisce per molti versi sia nella stesura che nella tipologia di umorismo. Il mio terzo lavoro è “Cyberpunk: Gotor” un romanzo Cyberpunk post apocalittico ambientato in un futuro ormai non più lontano dove il mondo è diventato un’unica nazione e vive sotto il controllo di un unico governo mondiale. I poveri vengono confinati al di fuori delle mura delle comunità dei ricchi e devono sopravvivere a tempeste solari, fame e molto altro ma il protagonista Gotor decide di dichiarare guerra a questo sistema. Il libro è una saga che raccoglie in totale dieci libri diversi. Il mio quarto libro è “La Crypta del Mago”, un romanzo fantasy che narra di un guerriero che intraprende un viaggio alla ricerca di un paradiso in Terra ma dovrà fare i conti con Wizard che è la sua coscienza la quale appare ogni volta che il protagonista si ferma a riflettere sulla sua vita o sul significato del suo viaggio. “Dialoghi con l’Aldilà” è il mio quinto lavoro che raccoglie tutte le mie esperienze medianiche e metaforiche raccolte in anni di ricerche, studi, sperimentazioni e conoscenze con chi vive il mondo del paranormale. Nel libro ci sono anche diverse foto di entità scattate da me nei periodi di indagini, infatti è una raccolta di tre scritti diversi che compongono le tre parti del libro. L’ultimo mio lavoro è “Syd Barrett. Tutte le Canzoni Inedite”, questo è una raccolta completa di ventidue anni di ricerche sul leader fondatore dei Pink Floyd, spiegando che egli non era pazzo come è sempre stato additato ma semplicemente un genio eccentrico che voleva essere libero di fare la sua musica senza scendere a compromessi, difatti ho trovato nel corso degli anni ben 8gb di materiale inedito o dal vivo mai pubblicato, anche se c’è da dire che questo libro ha raggiunto il suo scopo quando i Pink Floyd , dopo che io ho pubblicato questo scritto, hanno pubblicato parte del materiale inedito di Barrett. Nel libro però si parla anche del famoso terzo disco mai realizzato che tutti credono sia “Opel”, ma in realtà così non è”.

Sono tutti “figli di carta”, ma ce n’è uno che ami particolarmente?

“Sembrerà strano, ma il libro a cui sono più affezionato è “La Crypta del Mago” perché è ispirato a quella parte della mia vita di quando ero ventenne e vivevo con forti dubbi che mi attanagliavano. La prima stesura, che poi sarebbe la prima parte di questo lavoro, si intitola infatti “Dialogo di un Anarchico”. Non è solo questo a renderlo speciale, ma anche le poesie scritte all’interno per diversi amori mai realizzati e trascrizioni fedeli di sogni fatti da me, alcuni in stile horror, altri forse più bizzarri: d’altro canto non siamo noi a scegliere cosa far accadere nei nostri momenti onirici”.

Riscriveresti tutto quello che hai pubblicato? 

“Certamente, anche se credo che questi lavori avrebbero potuto essere migliori se non fossero passati per le mani di correttori di bozze che hanno snaturato ciò che ho scritto. Io sono dell’idea che quando l’arte viene espressa debba essere lasciata nella sua forma naturale, altrimenti rischia di trasformarsi in un lavoro “sporco”, dove ognuno ha messo la sua impronta, per usare una metafora: è come se si costruisse un pavimento perfetto, ma subito dopo qualcuno con le scarpe sporche ci cammina sopra lasciando le sue impronte”. 

Cosa è, invece, la musica per te?

“La musica rappresenta un linguaggio universale che connette tutti gli esseri viventi fatti di energia e luce che rispondono a vibrazioni che comunicano nell’anima di ognuno di noi. In realtà la musica può essere qualsiasi cosa noi vogliamo perché è un qualcosa di così versatile da riuscire a far parte della nostra esistenza. Per alcuni è un sottofondo, per altri uno sfogo, ma può essere entrambe le cose, dipende da cosa la nostra anima desidera in quel momento. La musica può essere usata per fare del bene o del male, dipende da chi e come la usa. Io stesso anni fa sbagliai usandola senza capire che la musica è anche una responsabilità, perché non ci si rende conto che chi la ascolta potrebbe recepire un messaggio sbagliato”.

Parlaci del tuo nuovo, importante progetto con cui celebri i 30 anni di carriera e ti dedichi al sociale…

“Trent’anni di musica sono tantissimi ed a volte se mi guardo indietro mi sento più vecchio, ma ho amato tutto ciò che ho fatto e scritto. Ho cercato di mettere la mia musica al servizio del sociale anche se spesso i cantanti o musicisti che fanno questo vengono visti come una sorta di Don Chisciotte che lotta contro un gregge di pecore credendo si tratti di un esercito. A volte sono riuscito a ottenere buoni risultati, altre volte purtroppo no, come nel caso di un album che realizzai postumo alla morte di D.J. L.C. (alias Livio Cordisco) mio amico fin da quando avevo sette anni e deceduto nel febbraio 2018. Chiesi il benestare di tutti gli amici che lo conoscevano e di sua madre e tutti mi spinsero a pubblicare questo album, giurando di devolvere il ricavato in beneficenza, ma si è venduto davvero poco… però quel poco è stato devoluto. Ora sto lavorando a un disco dedicato a Leo, il figlio di solo otto anni di mio cugino, affetto da autismo e che non ha l’uso della parola. Questo lavoro vuole sensibilizzare il resto del mondo su questa tematica, l’autismo appunto, per raccogliere anche fondi per il bambino. Purtroppo suo padre si trova in difficoltà in quanto, oltre allo stato di disoccupazione in cui versa, si fa in quattro per suo figlio ma non riceve il giusto supporto dalle istituzioni o dagli organi competenti. Il disco vede come ospiti grandi nomi quali Tony Liotta, (batterista che ha suonato con Michael Landau; Steve Lukather dei Toto; Eric Gales e molti altri) e Simone Cozzetto (chitarrista che ha suonato con Kee Marcelo degli Europe), il tutto condito da uno stile Pinkfloydiano che spero piaccia agli ascoltatori”.

Il tuo impegno sociale, però, dura da più tempo. Grazie alla grandissima beneficenza che fai (lo dico io perché so che tu non lo avresti fatto) hai ricevuto diversi riconoscimenti. È vero?

“Esattamente, sono stato nominato Barone delle Nazioni Unite dalla Federazione Nobili Europei nel 2021 ma prima ancora ho ricevuto il titolo di Lord di Scozia per aver salvato un “plot” di foresta scozzese. Ho donato per molti anni supportando associazioni come Greenpeace; Lipu; WWF ed occasionalmente Essere Animali; Animal Asia; Sea Sheppard; Fondazione Cetacea e Tree of Life salvando anche un pezzo di foresta australiana. Ho ricevuto poi il titolo di Barone di Sealand da sua Maestà Re Michael ed il titolo di Duca di Ladonia da Sua Maestà la Regina Carolina I oltre al titolo di Cavaliere di Cassiopeia da Re Antros Skourides. Inoltre sono Volontario delle Nazioni Unite, sempre grazie alla Federazione Nobili Europei, che ringrazio”.

In chiusura, presto un disco e a quando, invece, la prossima uscita editoriale?

“Spero quanto prima per quanto riguarda l’uscita di questo disco che si chiamerà “Leo’s World” attualmente al vaglio della casa discografica. Per quanto riguarda un prossimo lavoro editoriale spero nel 2023 di riuscire a pubblicare la completa saga del libro “Cyberpunk” in un unico lavoro, anche se sono pieno di materiale inedito pronto per la pubblicazione”.  

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