05/21/2024
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Girolamo Panzetta: L’italiano più famoso nel Sol Levante

di Marisa Iacopino –

Ha condotto su NHK Educational Television, per più di quindici anni, Itariagokaiwa*, un programma per l’insegnamento della lingua italiana in Giappone. Personalità poliedrica, ha saputo plasmare la sua vita professionale facendosi strada in settori diversi. Oltre al presentatore televisivo, è stato attore, telecronista, doppiatore, opinion leader. E ancora, si è distinto nel campo della moda e della ristorazione. E’ poi apparso per ben centocinquantuno volte sulla copertina della rivista di moda uomo Leon, entrando nel guinness dei primati.
Da un’indagine condotta in Giappone nel 2006, è risultato l’italiano più famoso del Sol Levante, preceduto solo da un nome di assoluto riguardo: Leonardo da Vinci.
Lui si chiama Girolamo Panzetta, ed è originario della provincia di Avellino.
Lo abbiamo raggiunto per capire se è l’italianità in lui ad avere trionfato, ovvero le peculiarità personali ad avere determinato il suo successo.
L’essere italiano ti è giovato per esprimerti nei vari ambiti professionali?
“Sì, direi che ha influenzato tutto il mio lavoro in Giappone, dove ho avuto a che fare con una realtà nuova che mi dava, e ancora mi dà, tanta energia. Le mie origini avellinesi-napoletane, per esempio, mi hanno spinto a presentare la cucina italiana – che pure era già nota – in modo diverso dagli altri, con allegria, imparandola io stesso, visto che mi era familiare soprattutto quella campana. Grazie alle ricerche fatte, ho scoperto l’Italia dal nord al sud, le sue ricchezze culinarie, le bellezze culturali che non conoscevo quando ci vivevo. Come un avventuriero che trova il paradiso e lo descrive al mondo, la riscoperta dell’Italia mi ha dato la forza e la felicità di dire a tutti quanto è bello il nostro Paese! Mi ha fatto crescere la voglia di visitarlo. Una energia particolare, come una magia, che mi fa amare l’Italia ancora di più”.
Il giapponese medio ha un carattere riservato, schivo. Tu, invece, da campano verace sei spassoso, simpatico, romantico. Chi ti ha accusato di avere creato lo stereotipo dell’italiano medio sa anche che sono proprie queste tue caratteristiche ad avere conquistato il cuore dei giapponesi?
“Quando fai un lavoro come il mio e sei in prima linea, ci sarà sempre qualcuno invidioso. La cosa strana è che tutto questo non viene dai giapponesi, ma da certi italiani che neppure mi conoscono! Alcuni dicono che rappresento lo stereotipo italiano, e non hanno mai letto i libri che ho scritto, né visto che cosa ho fatto. Ma non importa, non ci faccio più caso, perché alla fine contano i risultati e la gente che ti vuole bene. Sono trentadue anni che lavoro in questo paese; non è semplice stare sulla cresta dell’onda tanto tempo, devi studiare e avere novità da proporre”.
Come sei arrivato in TV?
“All’inizio, mi sono sottoposto a un provino e mi hanno preso. Ma non vai da nessuna parte, se non hai talento. Ho lavorato sempre con grande impegno ed è arrivato il successo. E’ una cosa che può giungere all’improvviso, però poi ci vuole perseveranza, e la capacità di intuire che cosa vogliono le persone. Nello stesso tempo, devi far arrivare il giusto messaggio. In Giappone c’è un’espressione, Kuki Yomu, che significa percepire nell’aria la scelta da fare. Devi sentire la cultura locale ed esprimerla a modo tuo, da italiano. Io come personalità non sono cambiato, ma ho imparato a prendere il treno giusto. Ho costruito, ho fallito, ho fatto tante cose. La cosa bella, adesso, è che riesco a esprimere al cento per cento quello che sono”.
E’ stata tua moglie, Kikuko Yazawa, a trascinarti in Giappone, o è in questo Paese che tu l’hai incontrata?
“L’ho incontrata qui come in una favola. Come in una favola, mi sono radicato in Giappone”.
Hai anche al tuo attivo la scrittura di diversi libri, tra cui “Il Paradiso degli italiani” (Gokuraku itariagin ni naru hoho). Puoi dirci qualcosa al riguardo?
“Si tratta di tre libri, short story e libri di cucina. Due sono stati bestseller, e mi hanno dato la spinta a continuare”.
Nel 2006 ti è stato conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, qual è stata la motivazione?
“Il Presidente Scalfaro mi ha conferito tale onorificenza per la diffusione della cultura italiana in Giappone e in Asia. Immagina che, dopo che ho scritto il libro “Il Paradiso degli italiani”, una cittadina che produce somen un certo tipo di pasta, mi chiese di fare un gemellaggio con la città di Gragnano, la patria della pasta. I giapponesi sono bravi a cucinarla, esiste un termine hago dai che è molto simile al nostro al dente. Inoltre, anche loro ne hanno diversi tipi: somen, udon, ramen”.
Progetti per il futuro?
“Ecco, le campagne giapponesi sono pieni di vecchi e io voglio riportarci i giovani. Intanto, sto coltivando il riso organico, sono stato tra i primi in Giappone!”.
Lasciamo Girolamo Panzetta convinti che ce la farà anche stavolta. Quale leader d’opinione, la sua influenza potrebbe riuscire pure nell’intento di ripopolare le aree rurali del Sol Levante, che negli ultimi decenni hanno subito un grosso problema di spopolamento.
Servizio pubblico radiotelevisivo giapponese
** Conversazioni in italiano

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