06/12/2024
HomeSaluteLa salute dipende dall’alimentazione, Ippocrate: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino”

La salute dipende dall’alimentazione, Ippocrate: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino”

di Alessandro Cerreoni

Quanto è importante l’alimentazione per il nostro benessere psicofisico? Quali patologie nascono da un’alimentazione scorretta? È fondamentale per un paziente oncologico mangiare sano? Per saperne di più ne parliamo con il dottor Antonio Gorini, un medico che ha scelto la mission professionale di mettere al centro la persona nella sua complessità e trovare la cura che sia personalizzata e volta a ristabilire uno stato di salute prolungato 

“Fai che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo”. Quanto è importante questa frase di Ippocrate per guidarci verso un’alimentazione che sia la base del nostro benessere psicofisico?

“Le principali fonti di nutrimento per la nostra salute, in realtà, esulano dal cibo vero e proprio, pensiamo all’ossigeno, alla luce e all’acqua. Dopo queste viene il cibo, senz’altro, ma se l’obiettivo è il benessere psico-fisico ciò non basta. Dobbiamo aggiungere l’attività motoria, relazioni interpersonali di qualità, passioni, hobby e lavoro soddisfacenti. Ippocrate sapeva bene tutto ciò e nelle sue frasi troviamo riassunta la saggezza dell’epoca. Un’altra frase celebre è che ‘tutte le malattie hanno origine nell’intestino’. Ciò si lega molto bene anche a cosa introduciamo nell’intestino… L’alimentazione ha il potere di influire su tutta la nostra persona nell’insieme corpo-mente-spirito. Per questo ogni tradizione, anche spirituale, vi dedica attenzione. L’asse psico-neuro-endocrino-immunitario (PNEI), quindi, è fortemente condizionato dall’alimentazione portando benessere o vari disordini che coinvolgono la persona nella sua interezza (disordini psicologici, ormonali, metabolici, immunitari, ecc.). Conoscere l’alimentazione è centrale per la nostra salute”.

Nel mondo di oggi, dove il bombardamento mediatico di ogni sorta di cibo industriale è massiccio, è ancora possibile nutrirsi in maniera sana e corretta?

“Certamente. Sicuramente richiede un grande sforzo pensare “out of the box”, cioè al di fuori del condizionamento culturale indotto da mass media, società, ecc. E’ sempre più difficile trovare dove prendere informazioni serie e affidabili. Anche in questo senso i grandi poteri dell’informazione cercano sempre più di accreditarsi come “uniche” fonti della verità. Bisogna fare molta attenzione! Quando si dipinge un “nemico assoluto” bisogna dubitare, quando si promuove una competizione feroce, creando gruppi, fazioni e separazioni, dobbiamo dubitare che dietro non vi siano altri interessi, che non riguardano la nostra salute. Ciò che produce madre natura non è mai da ritenersi un nemico. Ha sempre un motivo per esistere. Ciò che l’uomo crea, se in contrasto con le leggi naturali, può essere dannoso. Pertanto, dobbiamo fare attenzione ai cibi modificati dall’industria, a quelli OGM, a quelli coltivati con procedimenti non naturali. Ancora esistono i Italia tanti produttori che nel loro piccolo producono in maniera sana. Da loro dobbiamo acquistare i nostri alimenti. Se siamo costretti ad andare al supermercato dobbiamo imparare a leggere le etichette e diffidare dei prodotti con molti conservanti e con ingredienti a noi sconosciuti”.

In che modo e maniera un individuo può orientarsi nella ricerca del cibo sano? Qual è la dieta ideale per stare bene?

“L’uomo è un animale onnivoro, pertanto, dovrebbe mangiare un po’ di tutto, seguendo i ritmi delle stagioni. Al giorno d’oggi, purtroppo, la scelta di cosa acquistare è mediata dalle pubblicità, dal ricercare una gratificazione, dal risparmiare, dal “comprare ciò che comprano tutti”… In genere gli alimenti che rispondono a queste caratteristiche sono quelli meno nutrienti e più infiammatori. Possiamo imparare a scegliere alimenti sani, che possano darci gli stessi risultati? Certamente! Mangiare alimenti freschi e di stagione, in particolare frutta, verdura, ortaggi e legumi, poi pesce, uova e cereali interi (integrali), forniscono tanta energia, riducono l’infiammazione e forniscono i nutrienti di cui abbiamo bisogno. Se siamo in salute nulla osta alla carne, meglio se bianca e più raramente quella rossa (sempre se piace e non in contrasto con scelte etiche). Gli estremismi non vanno mai bene, neanche nel campo dell’alimentazione. Nascondono o interessi economici o paure o attaccamenti, che andrebbero affrontati diversamente. Ricordiamoci che nella dieta per “stare bene” non devono mai mancare: sole, acqua, ossigeno, belle compagnie, attività motoria, contatto con la natura, rilassamento, pace, ecc…”.

Quali sono le differenze tra nutraceutica e nutrizione?

“Nutraceutica è un termine moderno per indicare lo studio e l’utilizzo dei principi attivi degli alimenti, che hanno un impatto significativo sulla salute e sul contrasto alle malattie. E’ la fusione tra nutrizione e farmaceutica. La nutraceutica è il termine moderno per inquadrarei vecchi “integratori alimentari”. Il loro scopo, quindi, consiste nell’integrare ciò che manca nella nutrizione e supportare una serie di funzioni fisiologiche”.

Da medico, secondo la tua esperienza, quali sono le patologie che riscontri maggiormente a seguito di un’alimentazione scorretta e/o sbagliata?

“Nel mondo occidentale e industrializzato osserviamo tante malattie croniche, che hanno una base infiammatoria. L’alimentazione in questo ha un grande ruolo, come già detto. Osserviamo malattie da “introito eccessivo” di sostanze, non sempre nutrienti e utili per l’organismo. Ciò comporta vari gradi di intossicazione e di intolleranza che si manifestano con disturbi gastrointestinali, allergie, insulinoresistenza, obesità, malattie cardiovascolari, ecc. Nello stesso tempo si stanno affacciando malattie da malnutrizione. Sembra strano in base a quanto poco prima affermato, ma è un dato di fatto. Purtroppo si mangia molto, ma alimenti di così scarso potere nutritivo, che le persone non solo si infiammano, ma vanno in carenza di nutrienti fondamentali, quindi perdono muscolo con conseguente debolezza e dolori vari; perdono le difese immunitarie, quindi si raffreddano facilmente; hanno disturbi del sonno, dell’attenzione, ecc.”.

Come si può indirizzare un paziente verso un’alimentazione che possa aiutarlo a risolvere i suoi problemi di salute?

“Laddove sia già presente un problema medico è importante rivolgersi ad un professionista. In generale, la dieta avrà l’obiettivo di ridurre il carico di tossine, l’infiammazione e lo stress ossidativo. Poi, a seconda del problema e delle analisi eseguite verrà personalizzato un piano nutrizionale ad hoc”.

Spesso si associa la dieta con l’esigenza di dimagrire, è giusta o sbagliata questa associazione?

“L’alimentazione giusta è quella che fa sentire bene la persona per le esigenze che ha. Uno sportivo avrà l’esigenza di rendere al meglio, un ultraottantenne di essere autonomo e curare i propri hobby, la qual cosa si può ottenere anche con qualche kilo in più. Spesso le persone si convincono che devono dimagrire, ma in realtà hanno più bisogno di riequilibrare la composizione corporea. La misurazione del peso corporeo dice molto poco della salute nutrizionale. Bisognerebbe sempre studiare le percentuali di massa magra e massa grassa e altri fattori utili per capire la situazione e impostare la giusta terapia. Questo si fa con un esame che si chiama bio-impedenziometria e che dovrebbero fare tutti i medici oltre ai nutrizionisti. Altrimenti al grido “devo perdere peso” tante persone si sottopongono a errori nutrizionali che fanno realmente perdere peso, ma nel compartimento sbagliato, cioè perdono muscolo o acqua, ma non il grasso. Ciò capita molto di frequente”.

Quali potrebbero essere i cibi che possiamo considerare tra i più potenti “farmaci naturali”?

“Non si può paragonare un alimento ad un farmaco. L’alimento sano svolge la sua azione nel tempo. Un farmaco naturale o di sintesi agisce nel breve termine sfruttando la forza di azione delle sue molecole. Pertanto, abbiamo “nutraceutici” che possono essere molto efficaci nelle giuste dosi, ma non possiamo attribuire ai cibi la stessa potenza. Ad esempio, è noto l’effetto benefico del resveratrolo, molecola presente nelle uve e nel vino rosso, ma per avere un effetto terapeutico dovremmo bere circa 20 litri di vino al giorno… In questi casi ben venga l’integratore (nutraceutico) di resveratrolo. Ogni alimento ha il suo ruolo nella salute, nelle giuste quantità e nella persona a cui serve”.

Sono sempre di più le persone che iniziano una dieta priva di proteine di origine animale. Quali sono i consigli che si potrebbero dare a queste persone al fine di evitare squilibri alimentari e il rischio di andare incontro a carenze varie?

“Il consiglio è quello di farsi seguire nei primi mesi da un professionista in modo da evitare errori grossolani. Se la dieta è fatta correttamente, potrebbe essere sufficiente solo l’integrazione di vitamina B12”.

Dato che siamo nel periodo delle influenze stagionali, c’è una dieta (o cibi) che possa aiutare a supportare l’organismo e contribuire alla guarigione?

Tutto ciò che madre natura ci fornisce in inverno, guarda caso… Agrumi, kiwi, melograno, il mondo degli ortaggi invernali (zucca, broccoli, cavoli, ecc.)… La sempre utile pappa reale, l’integrazione di vitamina D”.

Quanto è importante fornire ad un paziente oncologico le informazioni corrette riguardo all’alimentazione da seguire per non aggravare il quadro clinico e quindi anche per avere benefici in aggiunta alle terapie medico-farmacologiche che segue?

“Sarebbe molto importante! Nei migliori centri di oncologia nel mondo l’alimentazione accompagna il paziente durante tutto il processo di cura. Ad esempio, vi sono alcune attenzioni che possono migliorare la tolleranza della chemioterapia. Inoltre, bisogna evitare/rallentare la perdita del peso corporeo (massa magra) e sostenere tutte le funzioni metaboliche. In generale una dieta antinfiammatoria e antiossidante vale anche per chi deve gestire una malattia oncologica, con particolare attenzione ad evitare gli zuccheri semplici, i carboidrati raffinati e alimenti con fattori di crescita come le carni, latte e derivati. In questa tipologia di pazienti è imperativo farsi seguire da un professionista, che possa monitorare la composizione corporea e modificare la dieta in base ai cicli di terapia oncologica”.

Via Archimede, 138 – Roma

www.biofisimed.eu – Tel 06.64790556 (anche whatsapp) – antonio.gorini@biofisimed.eu

https://www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

Condividi Su:
Psico-pandemia: Gli
Larissa Abtova: Dall

redazione@gpmagazine.it

Valuta Questo Articolo
NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO