07/16/2024
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“Sangue agli dei”: Tutte le sfumature del giallo nel nuovo thriller di Stefania P. Nosnan

di Mariagrazia Cucchi –

Stefania è prima di tutto una scrittrice di romanzi storici – parliamo di prima e seconda guerra mondiale – ma, di tanto in tanto, ama “rilassarsi” scrivendo libri gialli che, come lei stessa afferma, richiedono meno ricerca e impongono meno paletti, ma in compenso hanno il non facile compito di dover tenere la tensione altissima fino all’ultima pagina, conducendo passo dopo passo il lettore verso la scoperta dell’assassino. In “Sangue agli dei”, edito dalla prestigiosa casa editrice umbra Bertoni Editore, la nostra “Agatha Christie italiana” ci riesce benissimo e per l’occasione ha deciso di scegliere una location decisamente fuori dagli schemi in cui ambientare la sua storia.

“Il romanzo storico richiede molto tempo per documentarsi, quindi considero il romanzo giallo come un momento di relax. Quando sono sotto stress e scherzando dico: vorrei uccidere qualcuno, ecco… io lo uccido scrivendo (ride). Questo libro è il classico romanzo nel cassetto, un’idea che avevo da molto tempo, ma che non mi azzardavo mai a terminare. Però la mia grande passione per i nativi americani, soprattutto per i Navajo, è cresciuta nel tempo e mi ha permesso di completare l’opera, scritta durante il difficile periodo del lockdown,  aiutandomi anche a superarlo”.

Hastiin Roanhorse è il tenente della polizia a Navajo Nation. Da alcuni mesi, nei luoghi sacri della sua terra, un killer sta uccidendo delle ragazze con riti esecrabili durante la Luna piena. Roanhorse non ha i mezzi e nemmeno l’esperienza di investigare, così si rivolge al dipartimento di polizia di Albuquerque. Il capitano Bently gli fornisce dunque una squadra guidata dal detective Susan Nelson, ma tra Hastiin e Susan nasce subito uno scontro territoriale, ideologico ed etnico. L’assassino è sempre in agguato e si diverte a saggiare le capacità investigative di Susan, tenendola costantemente sulla corda, però l’ottima conoscenza dei luoghi in cui il killer commette gli omicidi permette alla donna di capire che forse… potrebbe trattarsi di un abitante del luogo. 

“Volevo distinguermi dai classici gialli, solitamente ambientati a New York, Los Angeles o comunque in grandi città, perciò ho scelto zone un po’ meno conosciute. Ho fatto molte ricerche, anche perché si tratta di un viaggio importante per me, che desidero fare presto: due settimane in macchina, partendo da Los Angeles fin dentro alla riserva Navajo e ritorno! In questi posti meravigliosi si possono scattare ottime fotografie, un’altra delle mie grandi passioni”.

Con una scrittura fluida e attenta, l’autrice ci accompagna tra i bellissimi panorami dello sconfinato Grand Canyon, seminando indizi e facendoci addentrare nella suggestiva e complessa cultura dei nativi americani, fatta di tradizioni, credenze, cerimonie, ma anche della dura realtà della quotidianità di questo popolo, attraverso una lotta contro il tempo che tiene costantemente col fiato sospeso.

“Sarò felice di trasportarvi in deserti meravigliosi, tramonti mozzafiato e… temperature elevate, perché laggiù è molto caldo! Ma anche di farvi conoscere la spiritualità dei nativi americani, davvero straordinaria, perciò questo libro sarà anche un viaggio “fantastico”… anzi, un fantastico-giallo!” 

E anche noi siamo pronti a partire insieme a Stefania per quelle terre misteriose e affascinanti, per scoprire tutte le sfumature celate dietro l’assassino che dà tanto filo da torcere alla coraggiosa Susan, pagina dopo pagina, sempre più tinta di giallo.

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