02/29/2024
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Antinfiammatori: Cosa c’è da sapere per la propria salute

di Alessandro Cerreoni –

Cosa sono? Come agiscono? Cosa propone la medicina integrativa? Come si assumono? Esistono antinfiammatori naturali efficaci? Agopuntura e ossigeno ozono-terapia sono validi antinfiammatori? Per saperne di più ne parliamo con il dottor Antonio Gorini, un medico che ha scelto la mission professionale di mettere al centro la persona nella sua complessità e trovare la cura che sia personalizzata e volta a ristabilire uno stato di salute prolungato 

In parole semplici cosa sono gli antinfiammatori?

“Gli antinfiammatori possono essere farmaci di origine industriale o naturale, ma anche alimenti o nutraceutici, che hanno in comune la capacità di ridurre lo stato infiammatorio delle persone. Esistono anche gli “stili di vita” antinfiammatori, cioè non fumare, non abusare di alcolici, mangiare “sano”, fare attività motoria, non drogarsi, vivere all’aria aperta, respirare correttamente, fare attività piacevoli e rilassanti… Nel linguaggio comune in occidente per antinfiammatori si intendono i farmaci provenienti dai laboratori di chimica industriale”.

Qual è il loro meccanismo d’azione?

“A seconda del tipo di antinfiammatorio possiamo avere diversi meccanismi d’azione. In generale bloccano una o più molecole della cascata infiammatoria. Il sistema dell’infiammazione è fondamentale per la vita. Senza infiammazione non ci sarebbe la vita né la salute. Il problema per la salute nasce quando questo sistema viene attivato troppo o troppo a lungo. Le molecole che recitano in questo complesso meccanismo sono molte e con il tempo l’arte medica ha imparato a contrastare gli eccessi dell’infiammazione prima con l’uso sapiente delle piante e poi con la sintesi di farmaci chimici. In questo campo il primo farmaco di origine industriale fu l’Aspirina della Bayer ottenuta mediante modifica chimica del principio attivo contenuto nella corteccia di salice (la salicilina). I chimici riuscirono ad ottenere con l’acetilazione della salicilina un rimedio con efficacia antinfiammatoria maggiore della molecola naturale, l’acido acetil-salicilico, commercialmente noto come aspirina. Ciò avvenne a fine 1800. Pensate che per circa 75 anni si usò questo farmaco senza sapere il suo meccanismo d’azione. Chi lo scoprì vinse il Premio Nobel nel 1982 per tale scoperta”.

Come si dividono gli antinfiammatori? C’è una suddivisione?

“La principale suddivisione è tra i farmaci antinfiammatori non steroidei (in sigla FANS) e i farmaci steroidei cioè i cortisonici. Entrambi hanno indiscussi vantaggi soprattutto nelle situazioni di emergenza e sono relativamente sicuri, se assunti per brevi periodi. Per periodi prolungati possono avere diversi effetti indesiderati: danni alla mucosa dello stomaco, danni renali e cardiaci, alterazioni delle concentrazioni di alcuni minerali e osteoporosi. D’altro canto, madre natura offre numerosi rimedi con azione antinfiammatoria, sicuri ed efficaci anche nel lungo periodo”.

Come si assumono?

“I farmaci di sintesi chimica di solito si assumono dopo il pasto per ridurre i fastidi allo stomaco. Possono essere assunti in compresse, bustine, ma anche per via iniettiva. I farmaci naturali preferibilmente si assumono lontano dal pasto per favorirne l’assorbimento”.

Come spesso accade, nell’uso degli antinfiammatori c’è troppo fai-da-te. Perché? E cosa si dovrebbe dire e fare per evitare ciò?

“Nel momento in cui il medico sul territorio per qualsiasi problema infiammatorio dà sempre gli stessi farmaci, è normale che le persone non ricorrano più al consiglio medico, ma facciano da soli. Ad esempio, se ho la febbre e senza capirne l’origine, il medico di prima battuta mi dà sempre lo stesso farmaco, l’ennesima volta che avrò la febbre mi prenderò da solo il farmaco senza chiedere. Purtroppo, il processo diagnostico è stato svilito da una categoria, i medici, che sempre più si allontana dagli insegnamenti ippocratici. Ciò ha fatto perdere credibilità da parte delle persone nell’atto medico. Dietro un processo febbrile, per tornare all’esempio di prima, si possono celare molte problematiche, anche gravi e urgenti, come una meningite, un problema oncologico, una malattia autoimmune… Come medici dobbiamo recuperare l’arte medica e l’orgoglio della professione. Visitare, ascoltare, toccare il paziente, senza escludere nulla e dimostrando alle persone che la medicina è un’arte complessa, a cui devono affidarsi senza cadere nella visione riduzionista e nella consuetudine delle terapie senza una diagnosi precisa”.

Parlando di medicina integrativa, quali sono i più efficaci antinfiammatori?

“L’elenco sarebbe veramente troppo lungo. In generale, diciamo che tutte le medicine antiche a partire dalla medicina cinese e ayurvedica per finire a quelle più recenti come il mondo della medicina delle bassi dosi (omeopatia, omotossicologia, antroposofia, ecc.) con l’impiego sapiente dei rimedi naturali ed energetici attuano interventi antinfiammatori o meglio di modulazione del processo infiammatorio con l’obiettivo di ristabilire un equilibrio efficace nella biologia dell’individuo, che guarisce in maniera profonda e mantiene il suo stato di salute nel tempo. A questi rimedi aggiungiamo sicuramente l’ossigeno-ozono terapia, la neuralterapia e numerose tecniche manuali, tutti grandi rimedi per gli stati infiammatori e non solo”. 

Cosa offre la natura riguardo gli antinfiammatori naturali?

“Tantissime piante hanno azione antinfiammatoria. Nella mia pratica professionale consiglio su tutte l’estratto di boswellia, che si ottiene dalla resina dell’albero dell’incenso. Questo rimedio ha una potente azione antinfiammatoria anche della fase acuta. Al giusto dosaggio ha la stessa efficacia delle molecole di sintesi chimica. Altro grande rimedio è la curcumina estratta dalla curcuma, potente e antichissimo antinfiammatorio, antiossidante, antiaging, supporta sistema immunitario, ecc. Anche qui è importante il dosaggio e la giusta preparazione del rimedio per migliorare l’assorbibilità del prodotto.Infine, tutte le piante che contengono la salicilina, di cui abbiamo parlato prima, come il salice e la spirea ulmaria”.

E con l’omeopatia come siamo messi?

“L’omeopatia ha un razionale diverso. Studia la persona nella sua interezza di corpo e mente e cerca il o i rimedi in grado di stimolare la reattività biologica dell’individuo in modo da promuovere un processo di guarigione dall’interno. Molte piante “antinfiammatorie” anche a dosi basse, cioè omeopatiche, mantengono le proprietà che hanno a dosi più alte (mg o grammi). E’ importante comprendere che il metodo di diagnosi e cura omeopatica si basa sulla persona e non solo sulla malattia da curare”.

Riguardo ai trattamenti medici, possiamo considerare l’agopuntura e l’ossigeno ozono terapia come metodi antinfiammatori di elevata efficacia?

“Assolutamente sì. Come già detto sono due metodi molto efficaci per modulare i processi infiammatori. Spiegare come agiscano l’agopuntura e l’ozonoterapia è troppo lungo e complesso. La scelta del tipo di terapia da seguire spetta al medico in accordo col paziente, considerando le peculiarità, i vantaggi e gli svantaggi di ogni metodo, fermo restando una diagnosi corretta, che deve essere alla base di ogni terapia”.

Parlando dell’attualità, perché durante la recente pandemia da Sars-Cov-2 c’erano contrasti tra chi sosteneva l’uso degli antinfiammatori per curare il Covid e chi invece ne era contrario o scettico?

“Credo che ciò resterà un mistero. All’inizio dell’epidemia non si sapeva molto dei meccanismi con cui il virus provocava danno, per cui ogni opinione andava bene. Quando si è saputo che uno dei meccanismi di danno era la famosa “cascata infiammatoria”, non vi erano più scuse nell’usare gli antinfiammatori sin dai primi sintomi. Chi ha lavorato in scienza e coscienza questo lo ha fatto”. 

Che consiglio si può dare a chi deve assumere un antinfiammatorio?

“Usare gli antinfiammatori di sintesi chimica industriale solo in situazioni di emergenza e per brevi periodi (massimo 7-10 giorni). Per le problematiche croniche o di non particolare urgenza ricorrere ai rimedi naturali, alla medicina integrata, alle terapie fisiche e manuali. Ciò ridurrebbe enormemente gli effetti collaterali e migliorerebbe la salute della collettività in maniera significativa”.

Via Archimede, 138 – Roma

www.biofisimed.eu  – Tel 06.64790556 c(anche whatsapp) – antonio.gorini@biofisimed.eu

https://www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

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