03/03/2024
HomeCulturaFadi Musa: “Scrivo per evadere dalla routine”

Fadi Musa: “Scrivo per evadere dalla routine”

di Francesca Ghezzani

Negroni con scorza d’arancia, sigaretta elettronica e Queen in cuffia a tutto volume. Animale notturno, amante del cinema e appassionato di storia, Fadi Musa, classe ’91, vive a Roma. Si è laureato in scienze politiche e specializzato in giornalismo e comunicazione digitale.  

Madre italiana e padre palestinese, ha soggiornato per lunghi periodi a Ramallah, Londra, Bristol, Parma e Milano. Oggi è giornalista e content creator. Ha collaborato e prodotto contenuti per diverse testate, tra cui Il Sole24Ore, il Financial Times e SkyTg24. È autore, non da ultimo, del romanzo “I Signori di Whitechapel” (Edizioni Mea), un libro che ben si inserisce tra il genere Giallo – Thriller e la Fiction storica.

Fadi, ti ho presentato brevemente, ma se dovessi descriverti tu come somma di tutte queste esperienze quali aggettivi useresti?

“Curioso, aperto e pronto alla prossima avventura, sia essa lavorativa, letteraria o in qualunque altro modo può manifestarsi”.   

Veniamo al tuo romanzo, in cui ritroviamo Londra, seppure di fine Ottocento e in bilico tra luci e ombre, tra progresso economico e arretratezza dei diritti sociali. Da dove hai tratto ispirazione per la stesura e quali immagini trattieni dal corso della tua vita? In altre parole, quali affiorano nella tua scrittura?

“Ho scritto buona parte del romanzo mentre studiavo all’università. All’epoca tendevo ad uscire prevalentemente dopo cena e rimanevo in giro con amici e amiche fino a molto tardi. L’amore per la notte, i suoi luoghi e i suoi abitanti traspare nel romanzo, dove la gran parte delle vicende si svolge proprio al calar del sole quando ci si sente un po’ più liberi”. 

Per scrivere una Crime Story come hai fatto tu, quali elementi narrativi e turning points trovi fondamentali?

“Il segreto credo sia riuscire a mettere su carta personaggi profondi. I protagonisti de “I Signori di Whitechapel” sono per lo più criminali e assassini, ma tutti hanno un lato che li rende umani, anche se in alcuni casi, questo lato, è molto ben nascosto. Una volta che si hanno a disposizione personaggi ben costruiti e strutturati, saranno loro a muoversi, quasi autonomamente”.

Nel tuo libro si parla anche di Amore… perché?

“Nel romanzo si esplorano i meandri tetri di Londra, e anche dell’animo umano. Paura, Ingordigia, egoismo, crudeltà, violenza e avidità muovono i protagonisti del romanzo. Di fronte a tanta oscurità mi sembrava giusto introdurre uno spiraglio di luce. L’amore che si incontra nei vicoli di Whitechapel è concreto, passionale, carnale, e tuttavia sa concedersi anche rari momenti di gentilezza, rapimento ed estasi”.

Hai dichiarato: “Scrivi per evadere dalla routine”. Vorresti cimentarti anche in altri generi letterari?

“Assolutamente, voglio ancora evadere dalla routine. Ci sono tante terre da esplorare, persone da conoscere e avventure da vivere. Scrivere è uno dei modi per immergermi in scenari di difficile accesso nella vita reale, e in molti casi, aggiungerei per fortuna”.

In chiusura, quali libri ci sono attualmente sul tuo comodino?

“Al momento sul mio comodino ho alcuni saggi storici sulla guerra civile americana, dove mi piacerebbe ambientare il prossimo romanzo”.

Condividi Su:
Paola Persia: “Ama
Salvatore Casaburi:

redazione@gpmagazine.it

Valuta Questo Articolo
NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO