02/23/2024
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Salvatore Casaburi: “Altrove e ritorno” racconto di una rinascita

di Mirella Dosi

È uscito in tutte le librerie e negli store digitali “Altrove e ritorno – il racconto di una rinascita” di Salvatore Casaburi edito da Intrecci.

Il 30 marzo 2014 Salvatore viene ricoverato in codice rosso al Monaldi di Napoli per una dissezione aortica. L’unica speranza di sopravvivenza è l’intervento, ma in quelle condizioni le probabilità di riuscire a superarlo sono davvero poche. Lascia il suo corpo nelle mani dei medici mentre la coscienza, l’anima, chiamatela come volete, si trova al cospetto della Madre. La Madre di tutti che, con un sorriso rassicurante, lo spinge verso il suo nuovo cammino. Un’accecante luce bianca lo avvolge e lo trasporta in posti magnifici, apparentemente deserti. “Immaginate che qualcuno vi metta le mani sul petto e vi spinga con forza. Che voi non opponiate resistenza e, come in una scena al rallentatore, cadiate in una vasca colma d’acqua”, ricorda oggi l’autore. “Ecco, fu come un tuffo in una vasca. Un tuffo di schiena con l’acqua che mi risucchiava”. Dopo venti lunghissimi giorni in terapia intensiva, Salvatore finalmente si sveglia, ed entra nel reparto di degenza cardiochirurgica, riacquistando velocemente le abilità neurologiche e la piena autonomia motoria.

Salvatore Casaburi è nato a Frattamaggiore (Napoli) nel 1971. Oggi vive a Treviso. È un formatore e lavora nella scuola. Appassionato di interpretazione dei sogni, questo è il suo primo romanzo.

Come nasce l’idea di questo libro?

“Sono stati i medici, dopo aver sentito i miei racconti, ad incitarmi a scrivere”.

È stato semplice mettere nero su bianco le “sensazioni” di quei giorni in ospedale?

“È stato molto complesso. I ricordi erano nitidi appena mi sono svegliato. Avrei potuto scrivere tutto in poco tempo. Invece ci ho messo un anno. Mi sedevo al pc e scrivevo solo quando riuscivo a rivivere le stesse emozioni e i sentimenti di cui volevo parlare. Le sensazioni non sempre si allineavano al ricordo”.

Tre motivi per leggere questo libro?

“Perché trasmette coraggio, forza e fiducia. Tre elementi fondamentali per rialzarsi quando la vita ci mette davanti ad una situazione difficile. Ho scritto questo libro proprio per testimoniare la mia storia, l’esistenza di un “altrove”, e per dare speranza a chi subisce interventi e si ammala. A queste persone voglio far sapere che si può guarire completamente. Io ne sono l’esempio”.

Chi è oggi Salvatore Casaburi?

“Un uomo più concreto. Non immune a delusioni e dolori, ma più rapido nel trovare la soluzione giusta ai problemi e tornare sereno. Ho capito che la vita è un regalo fatto di tante cose belle. E dobbiamo godercele tutte il più possibile”.

Un sogno nel cassetto?

“Continuare a scrivere. La scrittura mi fa sentire vero”.

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