07/16/2024
HomeSaluteI magnifici reni, indispensabili per la nostra vita

I magnifici reni, indispensabili per la nostra vita

di Alessandro Cerreoni –

Come possiamo preservare il loro corretto funzionamento? Quali farmaci li danneggiano maggiormente? Cosa propone la medicina integrata? Quali abitudini adottare per mantenerli in salute? Per saperne di più ne parliamo con il dottor Antonio Gorini, un medico che ha scelto la mission professionale di mettere al centro la persona nella sua complessità e trovare la cura che sia personalizzata e volta a ristabilire uno stato di salute prolungato 

I reni, cosa sono e qual è la loro funzione?

“I reni sono dei magnifici e complessi organi indispensabili per la vita. Sono due e sono posizionati nella regione lombare, nella parte posteriore dell’addome, in parte protetti dalle ultime costole. Hanno numerose funzioni. Tra queste la più nota è la produzione di urina, sostanza di scarto del nostro metabolismo. Per produrre l’urina i reni filtrano centinaia di litri di sangue nelle 24 ore, trattenendo ciò che serve all’organismo ed eliminando le sostanze di scarto e l’acqua in eccesso. Per questo se siamo disidratati facciamo meno “pipì”, perché i reni cercano di mantenere il più possibile l’acqua nel nostro corpo per evitare il malessere legato alla disidratazione. Insieme al contenuto di acqua i reni controllano anche quello dei sali minerali, in particolare il sodio, il potassio, il fosforo e il calcio. I reni, quindi, sono molto importanti per il controllo della pressione sanguigna, Inoltre, svolgono una funzione ormonale rilevante, producendo l’eritropoietina, che serve a stimolare la produzione dei globuli rossi, e gli ormoni per il controllo della pressione sanguigna; infine, trasforma la vitamina D nella sua forma attiva, che serve per la salute delle ossa, per il metabolismo del calcio e in generale per la salute di tutto l’organismo. Per le loro funzioni capiamo che i reni sono costituiti da una grande rete di vasi sanguigni circondati da una struttura di tessuto specializzato adibito alle funzioni a cui abbiamo accennato”.

In che modo si può preservare il loro corretto funzionamento?

“Il rene prende un quarto del lavoro cardiaco, quindi, mantenere una buona funzione cardiovascolare è fondamentale. Evitare i fattori di rischio, che danneggiano i vasi sanguigni, protegge anche i reni: non fumare, controllare la pressione sanguigna, bere adeguatamente, fare attività fisica, ecc.”.

E’ vero che per un buon funzionamento dei reni è bene bere il giusto quantitativo di acqua? In tal caso, quanta al giorno?

“E’ vero che senza acqua il rene non produce urina perché dà la priorità a mantenere una pressione sanguigna idonea alla sopravvivenza. Questo meccanismo è fondamentale in emergenza.  Di norma dobbiamo introdurre il giusto quantitativo di acqua per aiutare il nostro organismo, che vive di essa e respira grazie all’ossigeno in essa contenuto e si depura tramite lei. I reni la utilizzano come solvente per la “spazzatura” del metabolismo, cioè del lavoro cellulare.  In stato di buona salute dovremmo bere all’incirca un bicchiere di acqua ogni ora (nelle ore di veglia…). Quando fa caldo o facciamo attività fisica molta di più. Alcune problematiche di salute richiedono una maggiore assunzione di acqua ed altre una minore. Il medico saprà dare queste indicazioni”.

Cos’è che può mettere in pericolo la loro salute?

“Due sono i nemici principali dei nostri reni: il diabete e le malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Indispensabile un buon controllo della pressione sanguigna e la corretta gestione delle malattie suddette. Altro nemico importante è la disidratazione. Dobbiamo prevenirla. Soprattutto nei pazienti che fanno uso di farmaci che favoriscono l’eliminazione dell’acqua (diuretici), dobbiamo essere attenti a sospenderli nei periodi più caldi o in situazioni di maggiore perdita di liquidi, come in corso di febbre, diarrea, impossibilità ad idratarsi. Infine, alcune sostanze chimiche come droghe e farmaci particolari possono essere nefrotossici”.

Quali sono le patologie più diffuse a carico dei reni?

“Le problematiche più comuni sono legate al danno creato dal diabete e al danno vascolare. Le strutture che fanno da filtro si rovinano e il rene perde proteine e/o perde funzione. Rare le malattie primitive del rene, in genere su base immunologica o genetica. Negli ultimi anni si riscontra un certo aumento dei tumori renali, che sono di competenza chirurgica e oncologica”.

E’ vero che l’uso prolungato ed eccessivo di farmaci, può comportare il loro danneggiamento?

“I farmaci più dannosi per i reni sono gli antinfiammatori, i cosiddetti FANS, e alcuni tipi di antibiotici. Gli antinfiammatori, se presi continuativamente, possono danneggiare i reni. Per questo è meglio utilizzarli solo per brevi periodi nelle fasi acute. Gli antibiotici nefrotossici andrebbero evitati in chi sa di avere un danno renale. Altri farmaci andrebbero ridotti di posologia nel caso di un danno renale esistente. Recentemente è emerso anche il ruolo dei gastroprotettori nel possibile sviluppo di danno renale. Anche questi farmaci, spesso usati in maniera impropria, dovrebbero essere assunti per massimo quattro settimane nelle fasi acute e dove siano indispensabili”.

A livello di medicina integrata, cosa si può fare per prevenire malattie renali, si può fare prevenzione?

“La medicina integrata può sostituire efficacemente gli antinfiammatori e i gastroprotettori onde evitare i danni a cui abbiamo accennato poc’anzi. Inoltre, è efficace nel coadiuvare le terapie del diabete e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Basti pensare all’utilizzo di quercetina, esperidina, berberina e altri antiossidanti o ai numerosi fitoterapici utili nel controllo glicemico. Il rinforzo del sistema immunitario è sempre importante per prevenire o trattare le malattie infettive e ridurre l’infiammazione. L’utilizzo di farmaci “organoterapici” di scuola omeopatica-omotossicologica, i micoterapici (ad esempio, il Reishi tra tutti ha cura dei reni) e diversi fitoterapici, e anche l’ossigeno-ozono terapia sono strumenti validi nella prevenzione/gestione delle malattie renali”.

Quali possono essere i sintomi per riconoscere una malattia renale?

“Il riconoscimento di un danno renale va fatto con analisi del sangue e delle urine. Non possiamo aspettare che si manifestino i sintomi di una insufficienza renale grave, perché a quel punto si può fare molto poco per salvare i reni. Nelle fasi precoci del danno renale non si hanno sintomi rilevanti. Per questo è importante inserire nelle analisi di controllo la funzione renale cioè il dosaggio di: emocromo, azotemia, creatinina, uricemia, elettroliti, esame urine. Spesso il primo segno è la presenza di proteine nelle urine. Tale reperto deve essere sempre riportato allo specialista delle malattie renali, che è il nefrologo. Nelle forme avanzate di insufficienza renale si osserva un aumento dei valori di pressione sanguigna, gambe gonfie, calcio ematico basso e potassio ematico alto con conseguenti disturbi cardiologici e muscolari, nausea e stanchezza da intossicazione, anemia importante”.

Una patologia renale quando può essere curabile e reversibile e quando invece diventa irreversibile?

“Le forma acute da disidratazione, da farmaci, abuso di droghe, malattie infettive, sono tutte situazioni reversibili con adeguata terapia. Le forme croniche legate a malattie come diabete e malattie cardiovascolari possono progredire negli anni. Anche le forme rare immunologiche o genetiche tendono a dare un danno cronico. Ricordiamoci che in stato di benessere ognuno di noi perde annualmente, dopo i 40 anni di età, circa l’1% di funzione renale. La perdita sarà maggiore in presenza di malattie e/o terapie nefrotossiche. Essere seguiti da uno specialista può rallentare molto la progressione del danno”.

L’alimentazione può influire sulla funzionalità renale?

“Se non si ha un danno renale, il rene è capace di gestire i vari tipi di alimentazione. Chi segue un regime iperproteico sicuramente fa lavorare di più i reni, ma mantenendo un’adeguata idratazione non si verificano abitualmente problemi.  Chi aggiunge alla dieta iperproteica, sostanze chimiche proteiche, ormoni anabolizzanti e altre sostanze finalizzate all’aumento della massa corporea, può, invece, danneggiare i reni in maniera anche non reversibile. E’ molto importante che le persone con danno renale moderato-severo seguano un regime alimentare sotto controllo dello specialista. Ciò rallenta il danno ed evita l’aumento di tossicità per accumulo di sostanze, che permangono nel corpo, non potendo essere adeguatamente eliminate per via renale”.

Via Archimede, 138 – Roma

www.biofisimed.eu  – Tel 06.64790556 c(anche whatsapp) – email: antonio.gorini@biofisimed.eu

https://www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

Condividi Su:

redazione@gpmagazine.it

Valuta Questo Articolo
NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO