02/23/2024
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Una scrittrice pugliese “adottata da Roma”, Alessia Coppola arriva al cuore dei lettori “con un sorriso o una lacrima”

di Mariagrazia Cucchi

C’è sempre un po’ della sua terra, la Puglia, in tutti i suoi romanzi e nelle sue protagoniste, anche se la Città Eterna l’ha accolta tra le braccia già da diversi anni, regalandole, oltre che l’amore e una nuova vita, anche tante ispirazioni per nuovi romanzi. Dal debutto con “La ragazza del faro”, pubblicato da Newton & Compton nel 2019, i suoi libri sono diventati un appuntamento irrinunciabile per chi ama la buona scrittura e le protagoniste femminili in cui è immediato riuscire a immedesimarsi.

“Sono una scrittrice molto istintiva, come si dice “di pancia”: vado a limare in fase finale, ma talvolta non rileggo nemmeno quello che scrivo. Ho un rapporto molto intenso con le mie parole: devono fluire come un torrente, non si devono arrestare, perché nel  momento in cui si fermano svanisce un po’ la magia. Soprattutto, sono una scrittrice che vuole crescere, desidero prima di ogni altra cosa diventare la scrittrice che vorrei leggere”.

Ne “La voce segreta dei ricordi”, emerge prepotentemente anche uno stretto legame con la musica, un “vizio di famiglia” sempre presente in lei fin da bambina, che non l’ha mai abbandonata.

“Credo che attraverso la musica si possano esprimere tutti i sentimenti e che tra le sette note scorrano tutte le sfumature dell’animo umano. Fino a qualche anno fa ero una cantante jazz e adoravo il contatto con il pubblico… Poi con il tempo si comprende ciò che si vuole fare e la scrittura ha preteso spazio nella mia vita, dunque ho accantonato la musica, ma l’ho comunque riversata nei miei libri”.

Ragazze determinate, in cerca della verità e del proprio posto nel mondo: queste sono le protagoniste dei romanzi di Alessia, circondate da paesaggi affascinanti, abilmente evocati da una scrittura ricca ma mai ridondante, che diventano più forti e consapevoli dopo aver superato le tante prove della vita.

“Di tutte le storie scritte fino a ora, la ragazza che più mi somiglia è Luna, la protagonista de ‘La ragazza del faro’, ma c’è qualcosa di me anche in Lavinia de ‘Il profumo del mosto e dei ricordi’… Si dice che un bravo autore non dovrebbe mai mettere troppo di sé nelle proprie opere, credo perciò di aver raggiunto questo risultato nell’opera che sto scrivendo in questo momento. È gratificante riuscire a inventare qualcosa che non ti appartiene e stupirti del fatto di aver creato qualcosa di totalmente diverso da te”.

Tanto romanticismo, ma non sempre un finale “rosa e fiori”, anzi: talvolta Alessia lascia il lettore con l’amaro in bocca e il desiderio di una conclusione alternativa, come nel caso de “La ragazza del faro”, molto amato dal pubblico e dalla critica.

“In tanti mi hanno chiesto perché non ho dato un lietissimo fine a questa protagonista… Beh, perché semplicemente non ce n’era bisogno: non tutte le storie, anche nella vita reale, finiscono bene, perciò a mio parere alcune richiedono il lieto fine mentre altre hanno bisogno di rimanere in sospeso, di lasciare al lettore la possibilità di immaginare un altro epilogo”.

Arrivare al cuore dei lettori “sia con un sorriso che con una lacrima”: questo è l’obiettivo di Alessia. E se è questo che cercate in un libro, allora i suoi romanzi potrebbero essere le storie giuste per voi.

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